Manga & Manhwa

After God di Sumi Endo

After God è un manga scritto e disegnato da Sumi Endo. È la sua terza opera, dopo Ajuu-tan e Tabishi Kawaran!!, entrambi inediti nel nostro paese. Questo suo nuovo lavoro, invece, è disponibile in Italia grazie a Dynit.

Forse è la prima volta che recensiamo un fumetto ancora in corso. Siamo soliti, infatti, aspettare sempre la conclusione della storia per un giudizio finale. Ma, in questo caso, farò uno strappo alla regola, perché è giusto che si parli di After God. Ammetto di aver conosciuto questo prodotto per puro caso. Il che è strano, data la qualità effettiva del fumetto di Endo, con un buon mix di azione, mistero, horror e colpi di scena. Ed era da tempo che una “novità manga” non mi sorprendeva così.

La storia è ambientata in un Giappone in cui esseri divini hanno conquistato differenti parti del paese, creando delle “zone pericolose”. I protagonisti sono due: Waka e Tokinaga. La prima cerca vendetta per la scomparsa di una sua amica. Il secondo, invece, lavora per l’associazione anti-dei, creata dagli umani proprio per contrastare le malvagie calamità. Ma, sorpresa (la prima di una lunga serie): in Waka si è reincarnato proprio uno di questi Dei, ora condannato alla vita umana.

Le premesse sono più che attraenti e la narrazione avvincente. La curiosità che si crea attorno alle entità divine è incalcolabile, e la loro caratterizzazione rende il tutto ancor più curioso. Gli Dei sono incapaci a vivere. Sono dei bambini, privi di una guida che gli insegni cosa sia giusto o sbagliato. Sono viziosi, capricciosi e vivono solo per loro. Provano timore a vivere accanto agli umani, per rischio di indebolirsi e diventare come quest’ultimi. L’umanità merita solo l’estinzione, e agli Dei basta uno sguardo per uccidere (letteralmente, il contatto visivo è mortale).

Le informazioni sulle divinità e sul legame che li lega a Waka e Tokinaga vengono fornite saggiamente. I misteri disseminati lungo la storia stanno trovando lentamente soluzione. Ma il manga è ancora in corso, e non sembra esser vicino ad una conclusione. Dopotutto, Endo ha in mano la serie che potrebbe rivelarsi la principale della sua carriera. Quindi non ha nessun motivo di accelerare eccessivamente la narrazione.

Non daremo ulteriori dettagli sulla trama (per la solita politica vaga no spoiler), ma il mangaka gestisce tanti aspetti e generi narrativi nel proprio lavoro. Da un lato, riesce a stimolare il lettore attraverso intense battaglie e trasformazioni orrorifiche. In certi aspetti, invece, risulta estremamente cupo, tanto nel disegno quanto nei temi trattati. Il suic*idio e la morte sono infatti temi ricorrenti, quasi centrali, insieme ai soliti contenuti filosofici-sociali (cosa differenzia un Dio da un uomo/donna?). Ma, d’altra parte ancora, nei “punti morti” e a volte improvvisamente, riesce ad inserire scene così assurde e ironiche che ci si dimentica di leggere un seinen. E i gatti-robot parlanti, membri dell’associazione anti-dei, sono esilaranti.

Un buon mix come dicevamo, forse non perfettamente bilanciato (le scene d’azione non sono così tante), ma si chiude facilmente un occhio su errori e difetti (un po’ di confusione nella trama si avverte, e a tratti può, appunto, risultare altalenante e sbilanciato). In fondo, il disegno di Endo è terrificante, nel senso positivo del termine. Indubbiamente il punto forte di After God. Un susseguirsi di tavole mozzafiato, ricche di dettagli e particolari incredibili. L’ambientazione dark è primeggiante, e gli Dei e mostri sono rappresentati splendidamente (c’è anche un Dio coniglio!). Ed il mangaka utilizza anche il colore in alcune scene (scelta particolare nel mondo dei manga orientali), soprattutto in relazione alla protagonista Waka.

Il suo tratto è indubbiamente il principale motivo che mi ha spinto a recuperare tutta la storia. Non ho purtroppo informazioni sulla sua tecnica di disegno, ma non mi sorprendevo così da Shin’ichi Sakamoto (che disegna in digitale, vedi la nostra recensione su Innocent). Tra l’altro, molti sul web hanno paragonato l’arte di Endo con quella di Yūji Kaku, autore di Hell’s Paradise (un paragone che ritengo positivo, dato lo stile dell’ex assistente di Tatsuki Fujimoto).

Insomma, se siete alla ricerca di un nuovo titolo, e siete appassionati di seinen e ambientazioni dark, After God potrebbe fare a caso vostro. Vedremo se, alla fine dei giochi, il manga di Sumi Endo si rivelerà un vero gioiellino o una vaga fregatura.

La tua fonte vaga di fumetti!

Lascia una risposta