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Akira – Le illustrazioni di Katsuhiro Ōtomo

Akira, opera scritta e disegnata da Katsuhiro Ōtomo, non è solo un’opera fantascientifica. È un emblema delle tematiche tipiche giapponesi (l’influenza di Tezuka, le gang di teppisti, le paranoie atomiche post-belliche, l’esasperazione dell’amicizia maschile), è una denuncia politica ed un ritratto delle giovani generazioni, delle loro paure e della loro solitudine.

Il film, sia per questioni di minutaggio che per la finestra temporale in cui uscì, ovvero due anni prima rispetto alla conclusione del manga, non riesce a raggiungere la profondità narrativa e concettuale esplorata nella controparte cartacea, ma ha indubbiamente contribuito a rendere l’opera, il mondo dell’animazione e dei mangaka, il fenomeno globale che conosciamo oggi, sopratutto qui in Occidente.

Se Akira non ci fosse stato, oggi non avremmo buona parte dell’immaginario fantascientifico, post-apocalittico, cyberpunk, bodyhorror e distopico.

Quando chiesero all’autore, Katsuhiro Ōtomo, se fosse consapevole dell’influenza avuta, lui rispose “Non lo so. Io so solo che quandoero ragazzino nessuno faceva la fantascienza che piaceva a me. E quindi decisi che l’avrei fatta io“.

Ultime curiosità:

  • Il film, uscito nel 1988, fu un evento epocale: 150 mila tavole disegnate e colorate a mano, 327 sfumature di colore, di cui 50 create appositamente (incluso il Rosso Akira), introduzione di nuove tecniche come il lipsync, innovativa tecnica di doppiaggio, e la CGI, tecnica usata, a quei tempi, solo dalla Disney.
  • Per l’occasione, venne istituita la Akira Committee, una società che comprendeva molteplici compagnie giapponesi tra le migliori del Paese, tra cui Kodansha, Bandai, Tokyo Movie Shinsa e Minichi. Il budget fu di circa 1 miliardo di yen, ovvero, quasi, 6 milioni di euro.
  • Gli stessi autori ed ideatori di Matrix e Stranger Things, per citare due esempi mainstream, hanno affermato di esser stati influenzati da Akira (i bambini oggetto di sperimentazione, vi dice qualcosa?)

La tua fonte vaga di fumetti!

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