
Anna di Mia Oberländer: un racconto intergenerazionale
Durante una delle mie ultime visite alla Libreria Sette Volpi, mi sono imbattuto in un fumetto con un post-it attaccato sopra e una breve recensione scritta a mano da Pablo Marchitto, uno dei due proprietar* insieme ad Ambra Pallanza. Le sue parole, cariche di entusiasmo sincero, mi hanno incuriosito al punto da spingermi ad acquistare il libro di un’artista che, fino a quel momento, non conoscevo affatto.
L’autrice è Mia Oberländer, fumettista tedesca nata a Ulm nel 1995, oggi residente ad Amburgo, dove ha studiato Illustration e Visual Storytelling e dove co-organizza l’Hamburg Comicfestival. Approfondendo il suo percorso, ho scoperto che Oberländer aveva già avuto una certa visibilità anche in Italia: ospite del BilBOlbul nel 2021 e del Napoli Comicon nel 2022, prima ancora di essere pubblicata nel nostro paese nel 2023. Ha inoltre partecipato più volte come indipendente alla Bologna Children’s Book Fair, un dettaglio non secondario se si considera che, prima di dedicarsi al fumetto, sognava di diventare illustratrice per l’infanzia.
Il suo percorso artistico prende però una direzione diversa e confluisce in Anna, graphic novel d’esordio nata nel 2019 come tesi di laurea, seguita da Anke Feuchtenberger, figura centrale del fumetto contemporaneo tedesco e docente di disegno e narrazione grafica alla Hochschule für Angewandte Wissenschaften (HAW) di Amburgo. Il progetto viene accolto con grande interesse, per poi essere pubblicato da Edition Moderne nel 2021.
Negli anni successivi Anna viene tradotto e pubblicato in diversi paesi europei, arrivando in Italia con Rulez nel 2023 e negli Stati Uniti con Fantagraphics nel 2024. Un percorso accompagnato da importanti riconoscimenti, che hanno acceso i riflettori su una voce giovane, ma già molto definita. Oberländer colpisce per uno stile insieme espressivo e concettuale, controllato e minimale, capace di fondere suggestioni dell’underground contemporaneo con una sensibilità grafica più tradizionale. Centrale è anche l’uso del colore: tinte piatte, spesso primarie, senza sfumature, impiegate per creare contrasti netti o, al contrario, una sorprendente armonia emotiva.
Dopo questa necessaria panoramica sull’autrice, entriamo nel cuore del fumetto. Anna racconta il rapporto intergenerazionale tra tre donne che condividono lo stesso nome: Anna 1, Anna 2 e Anna 3, rispettivamente nonna, madre e figlia. Il racconto attinge all’esperienza autobiografica di Mia (Anna 3), ma si concentra soprattutto sulla storia della madre e sul legame conflittuale con la nonna. Non a caso, per quasi metà del libro Anna 3 resta una presenza sfumata, mentre la narrazione si sofferma sugli episodi che definiscono l’infelicità del rapporto tra Anna 1 e Anna 2, colpevole di essere nata “troppo grande”. Una grandezza resa attraverso un espediente insieme comico e grottesco: due gambe sproporzionate che diventano il segno visivo della sua diversità.
Nonostante anche Anna 3 nasca grande, la nonna riversa su di lei quell’amore e quelle aspettative negate alla propria figlia. Anna 2 resta così una figura incompresa, costantemente giudicata e sacrificata (non a caso il richiamo simbolico alla croce è esplicito). Il libro, articolato in capitoli, si muove continuamente avanti e indietro nel tempo, partendo dalla nascita di Anna 2, passando per la sua crescita fuori misura e le difficoltà che ne derivano, fino al presente, in cui Anna 3 è ormai adolescente.
Sebbene la storia sia raccontata quasi sempre dal punto di vista di Anna 1 e Anna 3, il personaggio con cui Mia Oberländer riesce a farci empatizzare di più – fino a renderla una sorta di protagonista silenziosa – è proprio Anna 2. Capitolo dopo capitolo, l’autrice restituisce tutta la sua solitudine: l’emarginazione subita dalla madre, dal paese, dallo sguardo collettivo, e la necessità di fuggire per poter immaginare una vita diversa.
Anna sembra così configurarsi come un dono che Mia fa a sua madre, un gesto di restituzione e di ascolto, capace di trasformare una storia di esclusione in un atto di comprensione profonda. Una scoperta davvero molto piacevole, che mi ha avvicinato a un’autrice che sto imparando ad apprezzare. Afferrate sempre i consigli di librai e fumettari!

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