
Barzak Magazine – Nel mondo delle autoproduzioni
INTRODUZIONE
Barzak è un magazine indipendente a uscita trimestrale, autoprodotto e libero da qualsiasi costrizione editoriale e contenutistica. Il loro obiettivo è accogliere “chiunque voglia cimentarsi nel fumetto e nella scrittura, indipendentemente dallo stile e dal contenuto. Fumetti, illustrazioni, racconti brevi, poesie, riflessioni…tutto può trovare spazio gratuitamente tra le pagine di Barzak!” […] Vogliamo dare vita a uno spazio interamente dedicato alla fantasia. Dove editori, autori e lettori possano incontrarsi”.
Un autentico bazar creativo in cui ognuno può condividere la propria passione e far risuonare la propria voce, guidato da una genuina curiosità e da un profondo amore per il mondo del fumetto: “il rendez-vous delle libere fantasie”.

Il collettivo editoriale di Barzak è composto da un gruppo di giovanissim*, ognuno con un ruolo ben definito all’interno del progetto: Iacopo Bertani ricopre il ruolo di editore, mentre Fulvio Rigante è il caporedattore; Leonardo Oprandi è l’Art Director, Alessandro Tamborini il responsabile economico e commerciale e, infine, Martina Martinez si occupa dell’impaginazione e della grafica. Nel tempo, il team si è arricchito di collaboratori stabili come Brandi Rigante e Alessandro Bandirali, in arte Mustasc, che contribuiscono all’evoluzione e alla crescita continua della rivista.
Abbiamo avuto il piacere di incontrare alcuni membri di Barzak durante il G.R.E.V.E. Fest, un’occasione preziosa che ci ha permesso di acquistare tutti e tre i volumi pubblicati finora e di immergerci pienamente nel loro universo.
Il collettivo, infatti, non ci era affatto sconosciuto; d’altronde, sarebbe stato impossibile ignorare la nascita di una realtà editoriale indipendente che mette al centro passione, dedizione e un autentico amore per il fumetto e la creatività. Scrivere questo articolo era quindi solo questione di tempo, e quale momento migliore per farlo, se non ora, in vista dell’uscita del quarto volume prevista per il 20 dicembre?
I TRE VOLUMI DI BARZAK
I contenuti e la pluralità di voci e linguaggi
Questa sezione offre una vaga panoramica sulle principali caratteristiche e sui contenuti che contraddistinguono i primi tre volumi di Barzak. Ma, prima di addentrarci nei dettagli dei singoli numeri, è fondamentale evidenziare un elemento trasversale e distintivo: la varietà di voci, stili e generi.
Il lettore viene immerso in un autentico caleidoscopio creativo, attraversando registri artistici e narrativi differenti, così come una molteplicità di temi e prospettive. Questa pluralità rappresenta non solo il cuore pulsante del magazine, ma anche la vera essenza e l’obiettivo stesso del progetto editoriale.
Volume n.1
Con la prima uscita, l’intento era quello di presentarsi al pubblico raccontando la nascita e le peculiarità del progetto. Oltre alla selezione dei fumetti, ogni storia era seguita da un’intervista all’autore o all’autrice, dando così vita a uno spazio di dialogo e approfondimento. Questo momento di confronto non si limitava a esplorare i contenuti del fumetto, ma si ampliava a riflessioni più generali, come il rapporto tra l’artista e la propria arte, il potere dell’immaginazione e le motivazioni che stanno alla base della creazione. In questo modo, il lettore viene accompagnato in un viaggio che va oltre le tavole illustrate, con l’opportunità di conoscere più da vicino l’autor*.


Nel primo volume hanno partecipato (nome artista seguito dal titolo dell’opera):
- Susanna Damato – Talee
- Diviso – Signorina
- Mustasc – No more heroes
- Walter Sarain – Impronta
- Noon – Oroboro
- Roberto De Bonis – Benvenuti nella testa di
- Sara Zacchetti (illustrazione)
Se posso sbilanciarmi, No more heroes mi ha particolarmente colpito. Non solo per la scelta di utilizzare diversi stili, ma anche per il messaggio che trasmette: scoprire che chi consideriamo un punto di riferimento, quasi fosse un eroe dei cartoni animati, è in realtà una persona come noi, con le proprie fragilità e insicurezze, e che anche lui può aver bisogno di aiuto.


Volume n.2
Con il secondo numero, Barzak dimostra la volontà di abbracciare prospettive differenti e stili espressivi eterogenei. Ne sono un esempio le illustrazioni di Federico Ramacciani, le poesie di Daniel Vitale (Foglio bianco e Ci pensate mai alle panchine) e l’analisi di Lorenzo Tiraboschi dedicata a L’innocenza delle farfalle di Giulio Ingrosso, pubblicato da Tora Edizioni.
Una pluralità di interventi e linguaggi che non solo arricchisce la proposta editoriale, ma rende la lettura ancora più stimolante. Naturalmente, vengono confermati i rispettivi ruoli dei membri di Barzak: Leonardo Oprandi ha curato la cover, mentre Fulvio Rugante e Iacopo Bertani si sono occupati di tutti gli approfondimenti e degli spunti di riflessione nati sia dalla lettura dei singoli fumetti sia dal confronto diretto con l’autor*. Inoltre, ai due soliti componenti di Barzak, ha partecipato “attivamente” anche Alessandro Tamborini (manager economico e commerciale), che ha redatto un’analisi dal titolo Il coraggio di fallire.


Nel secondo volume, l* fumettist* che vi hanno preso parte sono (nome artista seguito dal titolo dell’opera):
- Sebastiano D’Eugenio – Basolu
- Liv the Witch – Marcetto
- Intestino irritabile – All you can eat
- Iridia – Le mie Afte
- Pornobotanica – San Pietro di Rimini
- Sofia de Camillis – Something is wrong with the morning
Anche in questo caso, mi sento di dire che la storia di Sebastiano D’Eugenio, Basolu, mi ha conquistato in modo particolare: non solo per l’ironia e il tono divertito che attraversano il racconto, ma soprattutto per la straordinaria capacità di fondere registri e stili diversi. In poche pagine, Sebastiano riesce a trasmettere la sensazione che nulla gli sia precluso: ogni vignetta è una sorpresa, e l’abilità con cui spazia da un’espressione all’altra rivela una padronanza artistica davvero notevole.


Volume n.3
Il terzo volume conferma e rafforza la direzione intrapresa: ancora una volta Leonardo Oprandi firma la copertina principale, mentre Fulvio Rigante e Iacopo Bertani curano gli approfondimenti, frutto delle loro riflessioni sui singoli fumetti letti, con il supporto di Brando Rigante, che torna a collaborare con il gruppo dopo il primo volume. Si rinnova anche la presenza della rubrica scritta da Alessandro Tamborini, questa volta intitolata Incubi e paralisi.
Ma la vera novità di questa edizione risiede nell’introduzione di una tematica unificante, un filo conduttore che guida e collega tutti i contributi presenti nel volume, elemento assente nei primi due numeri. Il tema scelto è quello dell’incubo, perché “l’immaginazione è lo strumento della nostra creatività, nel bene e nel male. E noi dobbiamo prendere in mano ogni suo frutto, per comprenderne le meraviglie e le brutture“.
Naturalmente, si rafforza l’idea di un autentico bazar creativo, aperto a chiunque desideri dare voce alla propria espressione artistica. In questo terzo numero, le collaborazioni si intensificano: divers* artist* hanno contribuito con le loro illustrazioni, tra cui Sasozza, Liv the Witch25, Jackdeconte e Giorgia Pellicciaro. Viene inoltre riconfermato lo spazio dedicato alla poesia, con due componimenti firmati da Luca Valenza (Realtà – Dea capricciosa e Monologo sull’individuo).
Infine, l’approfondimento intitolato Incubi e paralisi + paura disegnata: il senso psicologico del terrore nei fumetti, curato dalla psicologa Alexandra Di Tacchio, offre una prospettiva professionale e dettagliata sulle dinamiche emotive che il tema della paura assume all’interno del linguaggio del fumetto.


Nel terzo volume, hanno contribuito l* seguenti artist* (nome artista seguito dal titolo dell’opera):
- Nicogoo – L’isola dei mostri
- Luke_Zanna – Sandman
- No4ansiel – Con chi parlo?
- Divinoregno – Cinque di denari
- Mustasc – La lucertola di Carlos
- Storia di guerra – Giovanni Toffolo
Per quanto riguarda questo volume, devo ammettere che individuare una “storia preferita” è vagamente arduo. L’introduzione di una tematica unificante permette di cogliere appieno la ricchezza dei molteplici punti di vista e delle diverse sfaccettature dell’immaginazione di ciascun autore. Come sempre, sono rimasto piacevolmente sorpreso non solo dalla scoperta di nuovi artisti, ma anche dalla possibilità di ritrovare autori che già conoscevo e seguivo, i quali sono riusciti ancora una volta a stupirmi in modo positivo.


Un progetto in evoluzione
Nei tre volumi pubblicati, il gruppo ha mantenuto una struttura ben definita: la copertina è sempre affidata all’estro di Leonardo Oprandi, mentre l’introduzione porta la firma di Fulvio Rigante, che insieme a Iacopo Bertani cura anche tutte le storie e le riflessioni che seguono i singoli fumetti. Questo spazio, inizialmente pensato come un luogo di approfondimento e confronto, ha conosciuto un’importante evoluzione nel tempo.
Nel primo volume, gli editori hanno adottato il format dell’intervista, condotta in uno stile fantastico: gli editori, figure aliene provenienti da un bazar magico fuori dal tempo e dallo spazio, dialogavano con ciascun autore, esplorando non solo i temi dei fumetti proposti, ma anche l’universo creativo e personale degli stessi autori, il loro rapporto con il fumetto, l’arte e il potere dell’immaginazione.
Già a partire dal secondo numero, il format si è trasformato: le interviste hanno lasciato spazio a una sezione completamente dedicata alle riflessioni degli editori sui singoli fumetti presenti in rivista, flussi di coscienza nati dal confronto e dallo scambio diretto con l* artist* (“A noi interessa mostrarvi i risultati del nostro incontro; vogliamo farvi capire quanto queste persone ci abbiano ispirato”).


Ma non solo: oltre ad aver introdotto una tematica generale nel terzo volume (elemento assente nei primi due), Barzak Magazine sta attraversando una vera e propria evoluzione anche nella ricchezza e nella varietà dei suoi contenuti.
Accanto ai fumetti, trovano spazio analisi dettagliate su tematiche specifiche, approfondimenti su altre opere, poesie, illustrazioni e anche contributi di analisti esterni, come quello di una psicologa professionista nel terzo volume. Tutto questo testimonia non solo una crescente apertura verso la collaborazione e la contaminazione tra diversi linguaggi, ma anche la maturazione e l’arricchimento continuo del progetto editoriale.
Pur mantenendo il fumetto come cuore pulsante del progetto, la rivista Barzak continua a espandersi, accogliendo una varietà sempre maggiore di forme espressive e una molteplicità di voci e prospettive.


INTERVISTA
In questo paragrafo conclusivo, presentiamo l’intervista realizzata con il collettivo che dà vita a Barzak Magazine. Desideriamo cogliere l’occasione per ringraziarli pubblicamente per la loro disponibilità e cortesia: sono un gruppo di giovani davvero entusiasti, simpatici e pieni di passione.
- Nel primo volume, nell’introduzione, affermate: “Del nostro passato non abbiamo nulla da dirvi. Per questo pensiamo sia meglio lasciarvi il nostro futuro, raccontarvelo per come lo vorremmo”. Un futuro che prende forma sotto il nome di Barzak. Tuttavia, siamo vagamente curiosi: vi andrebbe di raccontarci qualcosa su chi siete, sul vostro percorso personale e su come le vostre esperienze si siano intrecciate fino a dare vita a questo progetto editoriale?
Allora, partiamo dal presupposto che siamo tutti amici da una vita. Alcuni di noi sono cresciuti nella stessa palazzina. I nostri percorsi sono stati però molto diversi. Tuttavia, siamo sempre rimasti uniti.
Uno dei motivi per cui questo legame è perdurato, è l’interesse per l’arte. Questo filo rosso ha preso nel tempo forme diverse. È sempre stata nostra abitudine beccarci sotto casa la sera e parlare di film e fumetti. Percepivamo tra noi una certa ispirazione; un moto interiore che non poteva rimanere rinchiuso ancora per molto. Quando infatti è uscita l’idea di dar vita a una rivista di fumetti indipendenti, ci si è buttati a capofitto senza pensarci due volte. È stato naturalissimo.
Ognuno di noi aveva – e ha tutt’ora – altri impegni. Iacopo è infatti un programmatore informatico, specializzato in App mobile; Fulvio è invece studente di Filosofia all’università degli studi di Milano; Leonardo studia disegno all’accademia delle belle arti di Brera; Alessandro, infine, è laureato in economia e segue un Master alla Iulm.
Tutti noi abbiamo avuto quindi percorsi di studio e passioni diverse. Le competenze che abbiamo formato ci hanno cambiato dall’interno. Ma la passione comune ci ha permesso di veicolare le nostre capacità in un unico progetto. Ogni volta che dobbiamo discutere per Barzak, c’è sempre un senso di stupore di fronte alle continue occasioni di completamento reciproco. Le mancanze di uno sono le capacità dell’altro e viceversa. Lavorare così è davvero stimolante.
Insomma, siamo uguali e diversi al tempo stesso. E senza questo piacere della condivisione, Barzak, probabilmente, non avrebbe superato nemmeno sei mesi di serializzazione.
- In quanto appassionati e sostenitori del fumetto indipendente, abbiamo accolto con grande entusiasmo la vostra iniziativa, nata dal desiderio di raccogliere le storie di giovani fumettisti e narratori all’interno di un magazine autoprodotto, offrendo loro uno spazio autentico per esprimersi e per “scoprire cosa hanno da raccontare persone come noi”. Continuerete a dare priorità alla voce degli autori emergenti e delle nuove promesse, oppure siete aperti anche a collaborazioni con figure già affermate, magari provenienti anche dall’estero?
Barzak nasce appunto come trampolino di lancio per autori che desiderano pubblicare le proprie storie cartacee. Siamo molto interessati, ad esempio, agli studenti delle accamedie. Ci sono la fuori ragazzi bravissimi che meritano di ricevere il proprio spazio e di esplorare i mondi dell’editoria indipendente. Ci piace molto l’idea di dar loro una mano nell’esplorazione delle fiere e degli eventi. È nostro obiettivo sia a breve che a lungo termine.
Per quanto riguarda l’inclusione di autori affermati, le cose stanno così: per noi l’arte è sorella di sé stessa. Non c’è alcuna differenza intrinseca tra un libro di Zerocalcare e un piccolo albo stampato in casa da un autore novizio. La stessa cosa vale per un’opera di un autore francese o spagnolo rispetto all’opera di un italiano. Per noi la creatività rimane sempre meritevole di venir considerata. Non abbiamo quindi l’intenzione di chiudere le porte a nessuno. Artisti e appassionanti si devono sostenere a vicenda, qualunque sia il loro guadagno, la loro lingua e le quantità di fumetti stampati.
Detto ciò, Barzak nasce per viaggiare in parallelo alle “persone come noi”, ossia ai novizi. Per quanto vogliamo ospitare tutti, rimane il fatto che cerchiamo autori nelle realtà più piccole e ancora in divenire.
- Leggendo i primi tre volumi di Barzak, risulta evidente come il vostro approccio editoriale sia in costante evoluzione. Nel primo numero, ogni storia si concludeva con un dialogo “fiabesco” tra voi editori e i fumettisti, creando uno spazio di confronto diretto. Nei volumi successivi, invece, avete preferito dare maggiore spazio alle riflessioni scaturite dalla lettura, sostituendo l’intervista con un autentico flusso di coscienza, nato dall’incontro e dallo scambio con l’artista. Un’ulteriore significativa evoluzione riguarda l’ampliamento dei contenuti: accanto ai fumetti, hanno trovato spazio analisi di temi specifici, approfondimenti su altre opere, poesie e illustrazioni, a testimonianza di una crescente apertura alle collaborazioni e alla contaminazione tra linguaggi diversi. Sorge dunque spontaneo chiedersi: dal quarto volume in poi, possiamo aspettarci ulteriori novità e sorprese? Quali nuove direzioni intendete esplorare per continuare a sorprendere i vostri lettori e valorizzare le voci più originali del panorama indipendente?
Come tutte le altre, bellissima domanda. Ci permette infatti di dire che il nostro interesse, dal punto di vista sia artistico che editoriale, è dare la misura di questo rendez-vous delle libere fantasie. L’espressione dei nostri valori e della nostra passione è per noi fondamentale. Vogliamo dare colore, varietà. Per ora stiamo ancora ragionando su come migliorare la rivista concretamente. Sul quarto volume possiamo dire che c’è stato un notevole passo avanti della trattazione del tema, ossia la guerra. Per noi Barzak deve dare spazio anche all’attualità, al mondo che lettori e artisti abitano e su cui è necessario riflettere tutti insieme.
Conclusioni
Barzak Magazine si configura come un vero e proprio laboratorio creativo aperto, un luogo autentico dove la contaminazione tra linguaggi diversi dà vita a nuove sinergie, favorendo la scoperta e la collaborazione tra autor*, illustrator* e lettor*.
È un invito ad esplorare nuovi orizzonti, a lasciarsi sorprendere e coinvolgere dalla fantasia, dalla forza narrativa delle arti visive e letterarie, e dalla capacità del fumetto di essere punto di incontro, ispirazione ed esplorazione. In questo spazio, la pluralità dell’immaginazione trova piena espressione, rendendo il fumetto non solo il fulcro vitale, ma anche il motore di una comunità artistica in continua evoluzione.
Non possiamo che rivolgere al collettivo di Barzak Magazine i nostri più sentiti auguri per il nuovo numero in uscita e per tutte le sfide future. E ribadiamo, come sempre: viva il fumetto!
La tua fonte vaga di fumetti!





