
Cold Prison – La “psicadelia” di Holly Heuser
“La vendetta è un piatto che va servito freddo”, si dice. Ma cosa voglia dire davvero “freddo”, personalmente, non mi è mai stato chiaro. E se fredde fossero diventate le emozioni dell’altra persona nei nostri confronti, l’impatto della nostra vendetta sarebbe lo stesso?
La mia impressione è che Holly Heuser, artista “psicadelica”, durante la realizzazione di Cold Prison avesse già snasato qualcosa che non andava in questa retorica. E infatti, leggendolo, non me lo sono immaginato come un missile da lanciare dritto al cuore di un bersaglio. Piuttosto, ci ho visto il faticoso lavoro di una persona che affronta ed esternalizza il proprio malessere. Un malessere che sfoga in qualcosa che possa anche farci stare bene, in una modalità visiva e di scrittura (sfociando in associazionismo senza freni) che farebbe incuriosire anche lo psicoanalista più distratto.
E allora, forse, ciò che si raffredda non è più quel famoso piatto, ma le emozioni che tanto ci hanno dato da faticare. E la vendetta non ha più un bersaglio capriccioso, ma assume la forma di ciò che si è diventati dopo la catarsi, una prova evidente (e vivente).
Cold Prison è un fumetto scritto e disegnato da Holly Heuser, curato da Matteo Contin aka Duluth Comics, pubblicato da Eris Edizioni ad aprile del 2024 e ha fatto breccia nel mio cuore a giugno dello stesso anno.
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