
Collettivo C.RUDE – Nel mondo delle autoproduzioni
Nella lingua italiana può capitare di imbattersi in parole molto particolari, gli omonimi, che seppur scritte e pronunciate nella stessa maniera, assumono significati completamente differenti e applicabili ai concetti più disparati.
Proprio come nel caso di C.RUDE (che sta per “Collettivo Rude”), gruppo indipendente formatosi a Bologna conosciuto con No ti prego non farmi male, la loro prima antologia, e di cui abbiamo approfondito i lavori nei mesi (e nei festival) successivi. Ma quando parliamo di “crude”, cosa intendiamo esattamente?
Potremmo riferirci al suo significato letterale, qualcosa di non ancora “pronto”, non trattato, come può essere un cibo: in questo caso, che sia crudo o cotto, potrebbe fare un’enorme differenza, sia in termini di gusto, ma anche di sopravvivenza… Oppure alludere al senso figurativo, ovvero qualcosa di molto diretto o addirittura brutale.
Personalmente, nei lavori di C.RUDE possiamo riscontrare entrambi i concetti: la loro produzione artistica, fatta di zine e antologie, può essere vista come qualcosa di immediatamente fruibile, servita senza troppi fronzoli; il contenuto, invece, rimanda decisamente al senso figurato, riportando storie e tematiche “scomode”, sia a livello sociale, ma anche intimo e personale.
Da quando abbiamo avuto il piacere di conoscerl* a maggio (in occasione della prima edizione del PRPR FEST) fino a oggi, abbiamo collezionato diverse zine ed entrambe le antologie, come Bandidas, l’ultima pubblicata e di cui potete recuperare la recensione in pagina. Inoltre, in galleria trovate tutti gli acquisti fatti finora.
Se vi capita di incrociarl* durante i festival, vi consigliamo assolutamente di fermarvi al loro banchetto e sfogliare i lavori, troverete delle persone appassionate a ciò che fanno e sempre disponibili per uno scambio. Segnaliamo inoltre che, in occasione del Betty Festival, C.RUDE si è aggiudicato il premio per il “Miglior fumetto collettivo” con Bandidas e per il “Miglior fumetto breve” con Rigogliosa di Gaia Venturelli.
La tua fonte vaga di fumetti!














