
Daisuke Igarashi – Opere, arte e poetica
Introduzione
Daisuke Igarashi è un fumettista e artista giapponese di straordinario talento. Nato nel 1969 a Saitama, nel corso della sua carriera ha dato vita ad opere profondamente originali e inconfondibili.
Il suo capolavoro più celebre e apprezzato è Children of the Sea, manga serializzato tra il 2006 e il 2011 sulle pagine di Ikkicomix e pubblicato in Italia da Coconino Press. Negli ultimi anni, sempre grazie a Coconino Press, Daisuke Igarashi è tornato al centro dell’attenzione con la pubblicazione di Designs, distribuita in Giappone tra il 2015 e il 2019.
In questo articolo vogliamo soffermarci sulle sue produzioni, anche quelle meno conosciute, dove lo stile e la poetica del mangaka non solo trovano conferma, ma anche una dimensione ancor più variegata e ricca di sfumature. Attraverso le sue opere, è possibile cogliere ed apprezzare maggiormente la versatilità, la profondità e la ricchezza espressiva di Daisuke Igarashi.
L’arte e la poetica di Daisuke Igarashi
In tutti i suoi manga, uno dei fili conduttori che emerge con particolare intensità è il legame profondo, misterioso e quasi arcano tra essere umano, natura e ciò che trascende il “comprensibile”.
Ogni sua storia è un incontro tra realtà e fantasia, dove il concreto e il tangibile si mescolano con elementi magici e fuori dal comune. Scienza, esoterismo e spiritualità si uniscono in un unicum narrativo per dare vita a mondi affascinanti e pieni di meraviglia.
Leggere Daisuke Igarashi significa lasciarsi trasportare in viaggi dove il confine tra possibile e impossibile è più sottile che mai, in mondi popolati da esseri umani fusi con animali, individui dotati di capacità straordinarie, creature misteriose e mitologiche, streghe e leggende folkloristiche.
Ogni racconto è una celebrazione delle meraviglie del mondo naturale e “innaturale”, in cui la realtà fisica si intreccia con una dimensione onirica e suggestiva, regalando al lettore un senso di stupore e di profondo rispetto per tutto ciò che ci circonda.
L’intera produzione di Daisuke Igarashi si distingue, infatti, per la straordinaria capacità di intrecciare, con naturalezza e profondità, tematiche legate alla natura, alle tradizioni folkloristiche e agli elementi soprannaturali. Uno degli aspetti più apprezzati e distintivi del suo stile è proprio la profonda e sacrale attenzione riservata all’ambiente. Questa poetica, oltre a risultare estremamente affascinante, trasporta i lettori in mondi visionari, in cui uomo e natura si fondono e si esaltano a vicenda. La natura viene celebrata in ogni sua sfaccettatura, tra segreti inesplorati, forze primigenie e una maestosità che incanta e rapisce. Con Daisuke Igarashi, è come vedere per la prima volta il mondo nella sua “vera essenza”, libero da barriere mentali e fisiche.
Un altro elemento ricorrente nella poetica di Igarashi è la centralità delle emozioni e delle esperienze interiori: i suoi protagonisti spesso affrontano crisi esistenziali, riti di passaggio e percorsi di trasformazione che riflettono la complessità della condizione umana. Il mangaka non giudica mai i suoi personaggi, lasciando che siano le loro scelte, i loro dubbi e le loro passioni a guidare la narrazione, in un’atmosfera sospesa tra inquietudine e meraviglia.
La sua poetica si esprime pienamente nel suo stile artistico, caratterizzato dall’uso di tavole estremamente dettagliate, in cui la ricchezza dei particolari naturalistici si intreccia con atmosfere sospese tra sogno e realtà. Una suggestione visiva unica e un linguaggio grafico evocativo che rimane facilmente impresso nella memoria dei lettori.
Lo stile disegno, che mostra influenze del nihonga (pittura tradizionale giapponese), è contraddistinto da linee fluide, pennellate leggere e una minuziosa cura dei dettagli. È particolarmente sublime quando i personaggi si fondono con sfondi, ambienti, ed elementi naturali (dalla pioggia alla fauna e flora), regalando ai lettori sensazioni di meraviglia ed incanto, oltre che una vera e propria esperienza sensoriale.
Le “opere minori” di Daisuke Igarashi
Per offrire una visione più completa e approfondita dell’universo narrativo di Daisuke Igarashi, condivideremo alcuni dettagli sulle trame dei suoi manga “minori”. L’intento non è soltanto quello di confermare quanto espresso finora, ma anche di evidenziare la profondità, la varietà tematica e l’originalità che permeano ogni suo lavoro.
SORA TOBI TAMASHII – Spirits Flying in The Sky (2002)
Spirit in the Sky è una raccolta di sei racconti che esplorano con sensibilità e profondità il mondo del mistico e del soprannaturale, disponibile in Italia grazie a Star Comics. Ogni storia intreccia emozioni, tradizioni e legami ancestrali tra uomo e natura, riflettendo sulla complessità dell’esistenza e sul sottile confine sottile che separa il possibile dall’impossibile.
- La divinità tutelare della terra (Birthgrounds) – Questo racconto, il più breve dell’antologia con meno di dieci pagine, ci conduce in un remoto angolo di montagna. Qui, la presenza di una divinità protettrice trasforma il luogo in una terra fertile e ideale per la produzione di ceramiche, fondendo tradizione, spiritualità e arte artigianale.
- Spirits Flying in the Sky – Forse la storia più rilevante dell’intera raccolta: una giovane ragazza, rimasta sola dopo la morte del padre, uccide involontariamente un pullo (pulcino di gufo). Da quel momento, la protagonista va incontro ad un’inquietante trasformazione: delle piume iniziano a spuntarle sul corpo, segnando l’inizio di una metamorfosi causata dalla possessione di uno spirito misterioso. Nel corso del racconto, la ragazza incontra un altro individuo, anch’egli vittima dello stesso destino di mutazione. Il modo in cui Igarashi intreccia il legame tra esseri umani e animali risulta estremamente originale e sorprendente.
- Le lacrime di Taro (The Tears of Tarou, Killer of Bears, Stealer of Gods) – In questo terzo racconto, il protagonista è Taro, un giovane orfano dotato di una forza erculea. Taro sfida le antiche tradizioni del suo villaggio per salvare una ragazza della sua età, scelta come sacrificio per diventare la nuova divinità protettrice della montagna e garantire la prosperità della comunità. Una storia che intreccia rapporti emotivi, antico folklore e il misterioso legame tra uomo e divinità.

- Sabbia (Covered in Sand) – La protagonista di questo racconto possiede l’incredibile capacità di generare sabbia dal proprio corpo, soprattutto nei momenti di forte stress o ansia. Attraverso questo contesto insolito, il mangaka condivide storie e leggende internazionali che esplorano il profondo profondo tra l’umanità e la natura. Il racconto, inoltre, affronta tematiche legate alla crescita personale, alla scoperta di sé, e ai rapporti di amicizia, mettendo ancora una volta in risalto la sensibilità dell’autore nel raccontare il mondo interiore dei suoi personaggi.
- Le Pain et le Chat – In questo racconto dal tono surreale, una giovane ragazza intreccia la sua quotidianità con quella di un panettiere e di un gatto. La narrazione esplora con delicatezza i legami affettivi, il desiderio di calore umano e la magia nascosta nei momenti più semplici della vita. Daisuke Igarashi, oltre alla consueta propensione di fondere l’ordinario con lo straordinario, esprime qui anche la sua passione per i felini (vedi anche Kabocha no Bouken e il suo amore per i gatti approfonditi nell’ultimo paragrafo).
- Ancora inverno (Still Winter) – Un’atmosfera cupa e suggestiva, con protagonista un villaggio e il suo “monte divino”; qui, l’Imperatore dell’Inverno fagocita ogni forma di vita per nutrire la principessa Sao, la dea della primavera. Un’ultima storia dedicata al ciclo eterno delle stagioni, attraverso trasformazioni, sacrifici e mutamenti naturali.
La raccolta si conclude con una sezione dedicata alle riflessioni personali che hanno ispirato Daisuke Igarashi nella creazione di ciascun racconto. Queste motivazioni mettono in luce la straordinaria immaginazione e inventiva dell’autore, oltre che la sua originalità e sensibilità artistica.
UMWELT (2017)
Pubblicata in Italia da Dynit Edizioni, Umwelt è la raccolta più recente tra quelle menzionate in questo articolo. L’antologia propone una selezione di storie che intrecciano, come sempre, magia, metamorfosi e folklore, esplorando il legame intrinseco tra esseri umani e ambiente naturale. Il confine tra possibile ed impossibile è, dopotutto, solo una questione di prospettiva.
- Garuda – La protagonista di questa storia è un’anziana signora che, per magia e forza d’animo, riesce misteriosamente a ritrovare la propria giovinezza. La sua metamorfosi non si limita all’aspetto: si trasforma in un maestoso uccello che danza instancabile nel cielo, incarnando la libertà, la leggerezza dello spirito e il desiderio di sfuggire ai limiti della condizione umana.
- Croc – Protagonista di questo racconto è una giovane donna che, durante un viaggio solitario in kayak, approda su un’isola remota avvolta da misteriose leggende. Si racconta che nelle acque salate circostanti vivano enormi coccodrilli, creature che sembrano appartenere più al regno mitologico che a quello della realtà. Tuttavia, la protagonista scoprirà presto che la realtà può superare anche la fantasia.
- Fish – Questo racconto narra la straordinaria trasformazione di una giovane ragazza, che diventa un tutt’uno con il mondo e la fauna marina; la protagonista rinascerà attraverso l’unione con la natura, diventando essa stessa un’entità soprannaturale che incarna l’armonia, il mistero e la forza primordiale del mare.
- The Oni’s Assault – In questo racconto si assiste a uno scontro epico e surreale, in cui valorosi guerrieri affrontano demoni giganteschi in una battaglia feroce. L’elemento più originale e visionario della storia è l’ambientazione: tutto si svolge sul dorso di una pecora, trasformando il campo di battaglia in un luogo sospeso tra realtà e immaginazione.
- Tsuchinoko – Lo Tsuchinoko è una creatura enigmatica e inquietante, avvolta dalle ombre del folklore. Si dice che costringa chi lo incontra a stringere tra le mani un campanello, il cui tintinnio riecheggia come monito: nessuno potrà liberarsene finché la stessa entità non tornerà a reclamarlo. Un racconto che gioca con la paura dell’ignoto e la forza delle antiche leggende.
- Dankon darasuko – In questo racconto ci immergiamo ancora una volta nell’atmosfera di un antico villaggio, dove il folklore permea ogni aspetto della vita quotidiana. La storia si distingue per la presenza di rituali ancestrali, danze cerimoniali e pensieri collettivi rivolti alla montagna sacra che domina il villaggio, trasmettendo il profondo legame tra gli abitanti e la loro terra.
- Good for you, Rainy man – In questa storia originale, il protagonista è Rainy man, una figura enigmatica composta interamente da pioggia e acqua. La narrazione, composta da poche pagine, segue il suo girovagare per la città e il suo modo particolare di aiutare le persone, sfruttando il suo potere unico ed incredibile.
- Masayoshi and Granma – Si dice che con l’età la schiena si incurvi e si diventi un po’ più bassi, ma cosa succederebbe se vostra nonna iniziasse davvero a rimpicciolirsi, fino a diventare minuscola come una formica? In questo racconto, la metamorfosi assume toni surreali: la nonna del protagonista, giorno dopo giorno, si fa sempre più piccola, sfidando le leggi della natura e della logica.
- Moon Child – Una giovane ragazza nutre un legame profondo con la luna, ed è ispirata da un’antica leggenda popolare secondo cui, compiendo il bizzarro gesto di urinare verso il volto della luna, si potrebbe generare una nuova vita. Animata dal desiderio di maternità e di un’unione la luna, la protagonista cercherà di realizzare i propri sogni, e di trasformare la leggenda in destino.
- Umwelt – Il racconto conclusivo, che dà il titolo all’intera antologia e che funge da prequel per Designs. In questo episodio, Daisuke Igarashi esplora le origini della prima “humanized animal” (HA) e di Okuda, il professore visionario che ha dato vita agli ibridi uomo-animale. Il termine Umwelt racchiude un concetto complesso e affascinante: ogni essere vivente possiede un proprio universo sensoriale e percettivo, un ambiente soggettivo che definisce la sua esperienza unica del mondo. È come se ogni creatura fosse protagonista di una realtà personale, con capacità e limiti distintivi. Basti pensare ai cani che. attraverso il solo olfatto, sono in grado di “leggere” il tempo e lo spazio, percependo tracce invisibili all’occhio umano. Immaginate le potenzialità di un essere umano dotato di sensi simili, e capace di sfruttare un umwelt di un altro essere vivente: è proprio su questa suggestione che si basa il progetto degli HAs. Un intreccio di scienza, filosofia ed empatia che sta alla base di Designs.
WITCHES (2003)
Witches è disponibile in Italia grazie a Dynit Edizioni. Questa raccolta di storie, pubblicata in due tankōbon, si è aggiudicata l’Excellence Award all’ottavo Japan Media Arts Festival nel 2004. Le storie, dal tono dark-fantasy, si muovono tra magie oscure, folklore ancestrale e profonda spiritualità, offrendo al lettore un viaggio affascinante attraverso culture e paesaggi che spaziano dall’Asia all’Amazzonia. Atmosfere sospese tra sogno e realtà che esaltano il potere misterioso di miti e leggende.
- Spindle – Il racconto che possiamo considerare il fulcro centrale della raccolta, nonché una delle storie più significative. Due capitoli incentrati sul confronto tra due donne dotate di poteri magici: un duello non soltanto di abilità, ma anche di visioni, spiriti e filosofie di vita. Un racconto dove magia e umanità si intrecciano profondamente.
- Kuarupu – In questa storia, la foresta e i suoi spiriti non sono soltanto fonte di guarigione e protezione, ma rappresentano anche forze capaci di scatenare maledizioni. Il protagonista, segnato dal tradimento e spinto dalla disperazione, si affida allo sciamanesimo per evocare gli spiriti ancestrali e ristabilire l’equilibrio sulla sua terra.
- La strega in sella all’uccellino – Immaginate di ascoltare un prete raccontare, con assoluta convinzione, di poter parlare con una minuscola strega che cavalca un uccellino, e che è dotata di poteri profetici. Qual è il confine tra fede, fantasia e realtà?
- Petra Genitalix – Probabilmente il secondo racconto più intenso dell’intera antologia. La storia ruota attorno al rapporto profondo tra una giovane ragazza e Mira, la misteriosa e solitaria Grande Strega. Si tratta di una storia che intreccia con grande sensibilità le relazioni interpersonali, il legame indissolubile tra esseri umani e natura, e il mistero stesso della nascita e dell’origine umana. Particolarmente significativo è il modo in cui la magia, e più in generale tutto ciò che è diverso, viene temuto, emarginato e persino odiato, nonostante rappresenti l’unica speranza di salvezza di fronte ai problemi generati dall’egoismo umano. “Il vostro mondo è finito. Il nostro è infinito. […] Noi vediamo il mondo per quello che è”.
- La ladra del canto – Chi non ha mai provato, almeno una volta nella vita, la sensazione di essere solo uno spettatore, come se osservasse la propria esistenza da dietro le quinte, senza mai viverla davvero? La protagonista di questo racconto conosce bene questa sensazione di estraneità e di passività, finché un evento magico e inaspettato le offre l’opportunità di rompere finalmente il proprio guscio e sentirsi viva per la prima volta. Attraverso un viaggio di trasformazione e fusione con la natura, la protagonista riscopre il senso profondo dell’esistenza e il potere di sentirsi parte del tutto, rinascendo come individuo e come creatura legata all’ambiente che la circonda.
- La spiaggia – La raccolta si conclude con una storia dedicata, ancora una volta, ai gatti e al surreale. Protagonista è una giovane ragazza che cerca disperatamente il proprio gatto scomparso. Il suo viaggio la conduce, senza rendersene conto, “dall’altra parte” dell’isola, fino a una misteriosa spiaggia chiamata Gosu (l’aldilà). Attraversare i confini dell’ignoto pur di ritrovare una parte di sè.
Daisuke Igarashi e l’amore per i gatti
Daisuke Igarashi ama i gatti, come dimostrano alcune storie presenti nelle antologie analizzate sopra. Ma non solo: il mangaka ha dedicato anche un’intera opera a questa sua passione: Kabocha no Bouken, ancora inedita in Italia. Si tratta di un autentico diario di vita, una raccolta di piccole avventure quotidiane vissute da un gatto e dal suo padrone.
L’artista giapponese, da vero amante dei felini, ha voluto trasmettere ai lettori le emozioni e le riflessioni nate dalla sua esperienza personale come proprietario di un gatto. Questo profondo legame con i gatti emerge con forza anche in Kamakura Bakeneko Club, la sua nuova serie attualmente in corso, nella quale il mangaka si immerge nelle leggende e nei racconti tradizionali che hanno come protagonisti i felini.
RACCONTI VAGABONDI (2025)
Racconti vagabondi è la prima raccolta di storie realizzate da Daisuke Igarashi, finalmente giunta anche in Italia grazie al lavoro editoriale di Toshokan.
Da grande estimatore dell’autore, non potevo che essere entusiasta di questa novità. L’opera, pubblicata originariamente in Giappone nel 1994 con il titolo Hanashippanashi (che si potrebbe tradurre come “parlare senza fine” o “storie che scorrono senza interruzione”), segna il debutto assoluto di Daisuke Igarashi, mettendo subito in risalto quella poetica e quella sensibilità narrativa che lo avrebbero reso celebre negli anni a venire.


I due volumi di Racconti vagabondi sono una vera miniera di storie e contenuti esclusivi, in grado di spaziare tra generi, atmosfere e stili differenti. Il primo volume, che conta circa 250 pagine, raccoglie ben 23 racconti e si conclude con una postfazione disegnata dallo stesso Daisuke Igarashi, una storia bonus in cui l’autore, con grande spontaneità, svela il processo creativo che ha portato alla nascita dell’opera.
Il secondo volume, anch’esso di circa 250 pagine, prosegue questo viaggio onirico con altre 23 storie, mantenendo intatta la varietà e l’originalità tipiche di Daisuke Igarashi. Ad arricchire ulteriormente l’edizione, vi è una selezione di illustrazioni originali (che fino a poco tempo fa avevo trovato solo casualmente online) e un’intervista condotta da Kazushi Shimada nel 2014, che offre preziosi spunti sulla visione artistica e personale diel mangaka.
Racconti vagabondi incarna appieno l’arte raffinata e poetica di Daisuke Igarashi: ogni storia si apre come una finestra su universi surreali e magici, dove la realtà e il quotidiano si intrecciano con una natura sorprendente e incantata. L’autore accompagna il lettore in un viaggio costellato da legami sottili e misteriosi tra il tangibile e l’irreale, restituendo atmosfere permeate da una profonda contemplazione e da un surrealismo che lascia il lettore sospeso tra sogno e realtà. Ogni racconto, pur essendo autonomo e unico rispetto agli altri, rappresenta un tassello di un mosaico più ampio, in cui la magia, il folklore e il senso di meraviglia fungono sempre da filo conduttore.
Come suggerisce lo stesso Daisuke Igarashi nell’intervista, basta fermarsi a osservare attentamente il mondo che ci circonda per scoprire una molteplicità di universi sconosciuti e affascinanti. Una vera e propria celebrazione della poesia dell’invisibile, che conferma appieno quanto esposto nel paragrafo L’arte e la poetica di Daisuke Igarashi.
È interessante e importante evidenziare, alla fine del secondo volume, una riflessione dell’artista giapponese riguardo il legame tra le sue opere e gli haiku, la tradizionale forma poetica giapponese dalla struttura rigorosa, che evoca immagini della natura e profonde riflessioni sui momenti di vita quotidiana: “Gli haiku, pur utilizzando un numero minimo di parole – o forse proprio per questo – riescono a esprimere un’infinità di mondi. Per ottenere lo stesso effetto in un manga, ho iniziato Racconti vagabondi (anche se alcune storie risultano, come dire, piuttosto verbose). Per questa ragione, in queste pagine sono presenti alcuni rimandi a termini stagionali, proprio come negli haiku” (Maggio 2014, Daisuke Igarashi).
Le singole storie in Racconti Vagabondi
Prima di presentarvi brevemente i singoli racconti, rubo e condivido le parole tratte dall’introduzione al primo volume: “L’esperienza di lettura si trasforma in un viaggio personale, fatto di attimi sospesi tra realtà e momenti sovrannaturali, dove ogni passaggio contribuisce a delineare un universo composto di emozioni e riflessioni”. Semplicemente, il poeta Daisuke Igarashi.
- Racconto 0: La molla – La sensazione di accarezzare un gatto può forse metterti in connessione con l’universo?
- Racconto 1: Il giorno della sagra in paese – La rappresentazione di una tipica sagra, con eventi e momenti condivisi; un’occasione di ritrovo per le persone, ma anche un’opportunità per gli animali di riposarsi indisturbati.
- Racconto 2: Io, quell’uccellino… – I pesci nuotano, i cavalli corrono e gli uccelli volano. Se si mangiasse un uccellino, si riuscirebbe a volare?
- Racconto 3: Cristalli di vene – Acquistereste una sirena venduta porta a porta per 50 yen?
- Racconto 4: Avvisaglie di primavera – Voci narranti che si diffondono nell’aria invernale, mentre i primi segnali di primavera, molto particolari, iniziano a manifestarsi.
- Racconto 5: Con il frigorifero – Un racconto insolito che tocca temi come l’inquinamento e la povertà.
- Racconto 6: La bella e il tuono – Una pioggia intensa, ombre che si sollevano da terra, un fulmine fortissimo: il signore del tuono ha scelto la sua sposa.
- Racconto 7: Il signore dei mari torna tra le acque – Una ragazza si prende cura di una creatura marina dal carattere e aspetto mutevoli.
- Racconto 8: Bagno di sole – Gli esseri che abitano le montagne temono i rumori forti, come spari o starnuti; una passeggiata in bosco lo dimostrerà.
- Racconto 9: La caccia al bambino delle stelle – “Al giorno d’oggi, si sa subito quello che succede dall’altra parte del mondo, e ci si può andare in un baleno. Ma un tempo ci volevano settimane, a dimostrazione di quanto la terra si sia rimpicciolita (mentre le stelle si sono allontanate ed è più difficile vederle). Ma così anche lo spazio tra la terra e le stelle si è allargato. A volte, esse lasciano cadere i loro cuori. Noi li chiamiamo bambini delle stelle”.
- Racconto 10: La voce che tesse gli arcobaleni – E se esistesse un essere divino o naturale che tesse arcobaleni con il proprio canto?
- Racconto 11: La foresta dove vive il demonietto – Una foresta della memoria, dove un piccolo demone si lega al protagonista del racconto.
- Racconto 12: Il decimo satellite – I “pianeti” siamo noi persone, e i satelliti sono esseri e oggetto che ruotano attorno a noi.
- Racconto 13: La Luna piena vista dal museo – L’opportunità di ammirare la vera luce della Luna, senza l’interferenza di quella solare, e la magia che ne consegue.
- Racconto 14: Ossessionato dalla principessa Tatsuta – Per comprendere meglio la storia, sono andato a documentarmi su chi fosse la principessa Tatsuta, e ciò mi ha aiutato ad avvicinarmi di più al racconto; la principessa Tatsuta è considerata la dea dell’autunno ed è anche venerata come divinità del cucito.
- Racconto 15: I gatti del retro – Tre gatti che appaiono e scompaiono magicamente, visibili solo in circostanze particolari, e un gatto attratto da un leone raffigurato su una porta.
- Racconto 16: In una giornata tanto fredda non conviene camminare con gli occhi al cielo – “Coloro che pretendono di sapere tutto sono i peggiori nemici dell’arte” (Nicolas de Staël). E se fosse possibile perdersi nel riflesso del cielo?
- Racconto 17: Per quanto dorma… – Un momento di quotidianità, interrotto da un insetto molto particolare.
- Racconto 18: Mirra – L’incontro tra una ragazza e un imbalsamatore, e le diverse tecniche di imbalsamazione, dalle applicazioni sugli animali fino alle chimere e creature mitologiche.
- Racconto 19: Scimmie volanti – Scimmie volanti, minuscoli libri pieni di conoscenze e la possibilità di perdersi per sempre se non si attraversano le strisce pedonali bianche.
- Racconto 20: Ta-tlan ta-tlan ta-tlan – Una bambina fa il tifo per una camicia che insegue un treno.
- Racconto 21: Il suono di una campanella dalla bocca – La protagonista, ogni volta che parla, emette il suono di una campanella, proveniente dal fondo della bocca. Tutto nasce da un evento in una foresta di bambù.
- Racconto 22: Nell’ultimo freddo, Kana… – Una bambina che si prende cura del fratellino incontra una rana affamata e infreddolita, che le propone di scambiarsi le pupille per sopravvivere all’inverno.
- Racconto 23: Le battaglie tra la nebbia e le nuvole – “Vedi il bosco su quella montagna? Non so quante volte laggiù si sono ripetute le battaglie tra la nebbia e le nuvole”. Vere battaglie fra pesci e animali di ogni sorta.
- Racconto bonus della postfazione al primo volume: L’inizio di tutto – L’incontro tra un ragazzo e una creatura misteriosa presso un tempio shintoista. L’esperienza, realmente vissuta da Igarashi, ispirò il racconto Il giorno della sagra in paese e diede origine a Racconti vagabondi. “Sarei felice che almeno uno di questi racconti ispirasse il lettore.” (Daisuke Igarashi, 1995).


- Racconto 24: Gli aeroesseri – Esseri semitrasparenti percepiti dagli uccelli e, raramente, dagli uomini. “Dei vasi che cadono nei giorni ventosi, metà è colpa degli aeroesseri: cercano un appiglio per non volare via.”
- Racconto 25: La pioggia – Un ceramista, un vaso che imita il rumore della pioggia e un gatto-pesce che si risveglia sotto una strada asfaltata, dove un tempo c’era un fiume. Quanti sono i suoni della pioggia? Una sinfonia infinita.
- Racconto 26: Il confine tra cielo e mare – Una storia sulla possibilità di perdersi nel confine tra cielo e mare, che si confondono l’uno con l’altro. “Mare e cielo si assomigliano tanto che persino i pesci si confondono”.
- Racconto 27: I raggi del sole picchiano sul tetto – Una giornata di caldo, esseri leggendari e una corrente ascensionale paragonata al respiro del sole.
- Racconto 28: Resistenze a confronto – Un ragazzino assiste alle gare di resistenza tra sassi, che a causa dell’umidità non riescono a stare fermi.
- Racconto 29: Quando si desta il signore della calura – “Il signore della calura è colui che governa l’estate. I grandi edifici, le piante, le montagne che svaniscono man mano che si avvicina, non sono altro che la trasfigurazione della calura nel suo risveglio maestoso”.
- Racconto 30: Diventare vento – Farsi trasportare dal vento e desiderare di diventare vento per essere liberi. Ma “a forza di vedere con gli occhi del vento e sentire il suo calore, i peccatori dimenticano i sentimenti umani, fino a sparire e lasciare solo il vento a soffiare per l’eternità”.
- Racconto 31: L’ascesa al cielo del dragone rosso – Una lettera poetica dedicata ai vermi, spesso disprezzati. Un verme desidera vedere la terra dall’alto, e due bambini proveranno a esaudire il suo desiderio.
- Racconto 32: Le tenebre raggiungono la terraferma – Il paragone tra le onde che si infrangono sulla costa e le bestie bianche che corrono lungo la spiaggia. “A infrangersi all’infinito è il buio delle profondità marine”.
- Racconto 33: La velocità degli uccelli – “L’altro giorno, osservando un uccello, sono entrato in lui e ho spiccato il volo”. E se potessimo allenare il nostro corpo come desideriamo? “Le persone trascurano troppo il proprio corpo”.
- Racconto 34: Commercio d’insetti – Una ragazza fa amicizia con un ragazzo che vende insetti, quest’ultimi attratti dal naturale calore del sole.
- Racconto 35: A caccia di campanelle – Una storia sulla caccia alle campanelle, quelle che in Giappone, d’estate, si appendevano alle finestre per alleviare la calura con il loro suono (pratica ormai rara nelle metropoli).
- Racconto 36: Mandarini e demoni – Storia ricca di folklore giapponese: una ragazza offre dei mandarini ai demoni degli onigawara.
- Racconto 37: Portatori di neve – Segnali naturali e mistici che preannunciano l’arrivo dell’inverno e della neve.
- Racconto 38: Toro di neve – Il toro è qui una lampada tradizionale dei giardini e templi giapponesi; “persino nell’oscurità più totale, gli occhi riescono a vedere”. Una storia affascinante in un paesaggio innevato.
- Racconto 39: Lugubri ospiti – Le conseguenze della morte di un albero si ripercuotono su insetti, animali del torrente, rapaci, e tutto l’ecosistema. I protagonisti cercano di preservare ciò che l’uomo ha distrutto.
- Racconto 40: La gomma sparita – A tutti capita di perdere più volte lo stesso oggetto; qui un tagliaunghie continua a rubare e mangiare una gomma.
- Racconto 41: La finta primavera – “La primavera è una stagione confusa e indistinta, dove i sogni convivono con la realtà”. Una storia dedicata ai cicli di vita, morte e reincarnazione.
- Racconto 42: Fiori e lupi – “Numerosi lupi furono uccisi, annientati. I lupi impazziti risalivano il fiume, azzannando i fiori sbocciati senza controllo. Avanzavano ululando”.
- Racconto 43: La carpa e l’airone – Un bambino salva un airone intrappolato da una lenza, permettendogli di tornare dalla sua compagna carpa, signora dello stagno. Un’altra storia dedicata al ciclo di vita, morte e rinascita.
- Racconto 44: La chiocciola antioraria – Una bambina, il suo rapporto con il nonno, l’amore per la natura e il desiderio di assistere al raduno dei “signori della montagna”.
- Racconto 45: Lure – Poche immagini: il pesce più grande mangia sempre il più piccolo, ma non sapremo mai quanto può essere grande l’ultimo pesce.


CHILDREN OF THE SEA
Tra le opere di Daisuke Igarashi, Children of the Sea occupa per me un posto particolare. È stato il primo manga che ho letto dell’autore, quello che mi ha permesso di scoprirne il talento e mi ha spinto, negli anni successivi, a conoscere il resto della sua produzione. Un legame personale che si aggiunge al valore di quella che rimane una delle espressioni più complete e ambiziose della sua arte e della sua poetica.
La protagonista è Ruka, una ragazza che, durante le vacanze estive, incontra Umi e Sora, due misteriosi fratelli dotati di un rapporto straordinario con l’oceano. Il loro incontro coincide con una serie di fenomeni inspiegabili che coinvolgono la fauna marina e sembrano annunciare un evento di portata universale. Da questa premessa prende forma un viaggio che parte da un’esperienza intima e adolescenziale per spingersi progressivamente verso qualcosa di molto più vasto, legato all’origine della vita, alla natura e al rapporto tra il mare e il cosmo.


Igarashi non tratta l’oceano come una semplice ambientazione, ma come una presenza viva, sconfinata e insondabile. La superficie rappresenta soltanto ciò che possiamo osservare e comprendere; al di sotto si estende invece un universo regolato da equilibri, linguaggi e forze che sfuggono alla percezione umana. Il mare diventa così il punto d’incontro tra conoscenza scientifica, spiritualità e mistero, ma anche il simbolo di tutto ciò che esiste indipendentemente dalla nostra capacità di spiegarlo.
È proprio in questa dimensione che Children of the Sea racchiude molti degli elementi ricorrenti nella produzione di Igarashi, già approfonditi nel resto dell’articolo. Il confine tra realtà e dimensione onirica si fa sempre più sottile, mentre esseri umani, animali, ambiente e forze cosmiche appaiono come parti di un unico organismo. La crescita di Ruka si intreccia quindi con una riflessione molto più ampia sulla vita, sulla morte e sul posto occupato dall’essere umano all’interno della natura.
La narrazione non cerca di tradurre ogni mistero in una spiegazione definitiva. Procede piuttosto attraverso immagini e sensazioni, chiedendo al lettore di affidarsi allo stesso stupore con cui Ruka osserva ciò che accade intorno a lei. Non tutto deve necessariamente essere compreso in maniera razionale: alcuni passaggi trovano la propria forza proprio nel senso di meraviglia, vertigine e spaesamento che riescono a trasmettere.


Anche per questo il disegno assume un ruolo fondamentale. Il tratto sottile e fluido di Igarashi restituisce con straordinaria naturalezza tanto la leggerezza dei corpi immersi nell’acqua quanto la vastità degli abissi e la sorprendente varietà della vita marina. Le tavole possono essere intime e silenziose, concentrate su un gesto o su un’espressione, per poi aprirsi in composizioni ampie e visionarie, nelle quali il mare sembra estendersi ben oltre i confini della pagina. Nel lungo momento culminante dell’opera, le immagini arrivano a prevalere sulle parole e trasformano la lettura in un’esperienza quasi contemplativa.


Nel 2019 dal manga è stato tratto anche un adattamento cinematografico diretto da Ayumu Watanabe e realizzato da Studio 4°C, con le musiche di Joe Hisaishi.
Composto da cinque volumi, Children of the Sea è un viaggio di formazione, un racconto sul rapporto tra esseri umani e natura e una riflessione sull’origine stessa della vita. È però soprattutto un’opera da attraversare e contemplare, lasciandosi trasportare dal movimento delle immagini e dalla loro capacità di evocare qualcosa di immensamente più grande di noi.
Non so se considerarla la sua opera migliore, ma è indubbiamente una delle più conosciute e rappresentative. Come anticipato, è stata il manga attraverso cui ho conosciuto Daisuke Igarashi e forse anche uno dei più adatti per avvicinarsi all’autore, sia per la sua narrazione di ampio respiro, sia per cominciare a comprenderne lo stile grafico e narrativo. Ma, dopotutto, è uno dei miei mangaka preferiti, quindi scegliere tra quest’opera, una delle sue raccolte di storie brevi o Designs mi risulta vagamente difficile!
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