
Daniel Warren Johnson – Tributo vago
Daniel Warren Johnson è uno scrittore, disegnatore ed illustratore statunitense. Classe 1987, l’artista viene amato tanto per le sue opere originali, destinate ad un mercato indipendente, quanto per i fumetti “block-buster” pubblicati per Marvel e DC.
Tra il 2024 e il 2025, l’artista ha scritto e disegnato una nuova mini-serie, intitolata The moon is following us. Composta da 10 numeri, è stata pubblicata in USA da Image Comics. In Italia, invece, il fumetto sarà ufficialmente distribuito a partire dal 27 Giugno di quest’anno, con un primo volume che andrà ad includere i primi 5 capitoli. Ad occuparsi della traduzione e distribuzione sarà sempre Saldapress, casa editrice emiliana e punto di riferimento nel nostro paese per le opere dell’autore.
Per celebrare questa uscita, dedicheremo un approfondito articolo a DWJ, con quattro fumetti sbalorditivi, artisticamente assurdi e narrativamente toccanti, nonché quattro serie che consigliamo assolutamente a chi vuole (ma anche a chi non vuole) conoscere l’autore in questione.
Dopo le recensioni, un approfondimento generale sullo stile di DWJ, valido per tutte le serie qui citate, e una piccola preview dedicata proprio a The Moon is following us. Un vero tributo vago ad un fumettista e narratore di estremo talento.
I fumetti sono in ordine cronologico di uscita in America: Extremity, Murder Falcon, Wonder Woman: Death Earth e Do a Powerbomb! Qui il link per recuperare altre letture vaghe dedicate all’autore, con le recensioni di: Absolute Batman Annual #1, Superman: Red & Blue #5, Wolverine #400 e Beta Ray Bill.
Extremity


Extremity è una serie di 12 numeri scritta e disegnata da Daniel Warren Johnson per la casa editrice Skybound Entertainment, fondata da Robert Kirkman. Ad accompagnarlo nella realizzazione, il suo fidato Mike Spicer, addetto alla colorazione. Il fumetto viene distribuito in USA da Image Comics tra il 2017 e il 2018; sempre nel 2018, Saldapress traduce e pubblica in Italia la serie in due volumi (a cui seguiranno altre edizioni).
Entrambe le case editrici presentano la serie come “una coinvolgente riflessione sul senso della vendetta e del perdono in cui si mescolano la bellezza e l’immaginazione delle pellicole di Studio Ghibli e l’intensità della saga di Mad Max.” Extremity è questo e anche di più.
Due popoli in lotta, i Roto da una parte, i Paznina dall’altra. Una catena di odio e vendetta reciproca impossibile da spezzare. Una faida che porta con sé un’infinita scia di morte, angoscia e devastazione. In un contesto post apocalittico-fantascientifico, la storia si focalizza su Thea e la sua famiglia, afferente al clan dei Roto. La nostra eroina, con un talento naturale per il disegno e l’arte, sarà costretta ad adattarsi alle nuove e crudeli dinamiche sociali: abbandonerà l’inchiostro per sporcarsi del proprio ed altrui sangue. Suo fratello, Rolo, è restio alle violenze, e toccherà quindi a lei assumersi la responsabilità di portare avanti i desideri di vendetta del padre, e diventare uno strumento di violenza in una guerra da vincere ad ogni costo.
La scenografia è decisamente solida ed interessante. Il percorso di crescita e consapevolezza della protagonista è il vero fulcro della storia: un destino cambiato per via delle circostanze esterne, e una lotta interna continua tra i desideri di vendetta e quelli di libertà e pace. Allo stesso tempo, DWJ riesce a caratterizzare ed approfondire la storia, le peculiarità e le volontà sia dei Roto che dei Paznina, come le tristi conseguenze della guerra in entrambi i clan, regalando ai lettori una storia equilibrata, profonda e completa.


L’autore statunitense costruisce un mondo tanto affascinante quanto tormentato, mettendo in scena ambientazioni veramente incantevoli, tanto negli “spazi aperti” (mondo esterno) che nelle strutture interne in cui vivono/sopravvivono le comunità. Scenografie simil-apocalittiche con un mix ben collaudato tra elementi naturali, fantasy e cyberpunk.
Pur essendo la prima grande opera dell’autore dopo la serie Space Mullet, Extremity dimostra tutta la potenza narrativa e visiva di DWJ. È possibile, infatti, ritrovare tutti quegli elementi stilistici che caratterizzano oggi la sua arte: dinamismo vivido, lettering e onomatopee che diventano parte integrante delle tavole e della narrazione, e splash page e scene d’azione ricche di dettagli. Tutti fattori distintivi che troveranno conferma nelle future opere di DWJ, come Murder Falcon e Do a Powerbomb!.
Extremity è una pace e una serenità distrutta dagli orrori della guerra. È la necessità e la capacità di adattamento alle difficoltà e alle crudeltà del mondo. È la volontà di affermare il proprio Io a discapito delle situazioni e delle avversità. Dal mio punto di vista vago, ad oggi, nonostante siano trascorsi ormai quasi 10 anni dalla sua prima pubblicazione, Questo fumetto rimane un gioiello da proteggere, e forse il mio preferito fra le opere dell’autore. Il meno divertente, forse quello stilisticamente meno maturo, ma estremamente curato e bilanciato, con temi importanti e da non sottovalutare (soprattutto data l’epoca in cui viviamo). Un’epopea bellica fantascientifica che riesce a dire tanto, e che ha rappresentato per me una bellissima sorpresa, tanto da spingermi a recuperare tutto di DWJ.


Ps. Altre due peculiarità che ho particolarmente apprezzato:
- a Thea, nelle prime pagine della storia, viene tagliato il braccio con cui disegnava, e il suo talento e amore per l’arte permette all’autore di portare avanti una metanarrazione sull’importanza dell’arte stessa, anche in un contesto di guerriglia e violenza;
- Extremity non è una battaglia contro mostri, creature orrende e infernali (a differenza degli altri fumetti dell’autore). È una brutale guerra tra esseri umani, in cui si evidenziano le tristi conseguenze su singoli popoli e generazioni successive.
Nessuno esce vittorioso da una guerra. Nessuno.
Murder Falcon


Murder Falcon è una miniserie di 8 numeri scritta e disegnata da Daniel Warren Johnson, e colorata dal “semper fidelis” Mike Spicer. Come nel caso di Extremity, il fumetto viene prodotto da Skybound e distribuito da Image Comics tra il 2018 e il 2019. In Italia, la serie viene tradotta e pubblicata da Saldapress, che non poteva farsi sfuggire anche questo gioiellino dell’autore statunitense, da molti considerato il suo best one. Dopotutto, Murder Falcon è DWJ al massimo della potenza artistica e narrativa: incipit sbalorditivo, scene d’azione travolgenti, disegni pazzeschi, storia tanto divertente quanto commovente. Un ritmo mozzafiato e ben bilanciato, caratterizzato da una componente personale e profonda.
Murder Falcon è una folle e geniale avventura con protagonista Jake, ex chitarrista membro della band Brooticus con una vita privata in frantumi. La sua esistenza cambierà in seguito all’incontro con l’omonimo personaggio, un pennuto antropomorfo-cyborg inviato sulla Terra per arginare il male. Jake è un prescelto, e deve ricominciare a suonare la sua chitarra per dare a Falcon i poteri necessari per combattere le orribili mostruosità che stanno invadendo il pianeta. Solo l’heavy metal può salvare il mondo. Letteralmente.
Jake riformerà la band, ed ogni incontro con un ex membro-amico sarà fondamentale per approfondire la storia e la personalità sia del protagonista che dei suoi compagni, oltre che permettere a DWJ di regalare epocali scene di combattimento tra i mostri e i personali famigli / animali dei membri della band. La capacità di collegare la pura azione ai sentimenti dei singoli personaggi, al loro trascorso, alle loro ferite interne e alla loro necessità di sfogo e liberazione/redenzione… rende tutto estremamente emozionante. Tavole impressionanti da ogni punto di vista: il disegno è fantastico come sempre, e testo e sottotesto non sono solo armoniosi, ma simbiotici. Una dicotomia (rock e scenario assurdo contro dramma personale e concreto) che eleva Murder Falcon ad opera completa.


Gli 8 avvincenti numeri ci porteranno ad un finale che colpisce il cuore di ogni lettore, a prescindere che sia un fan o meno dell’heavy metal. Non faremo ovviamente spoiler sulla storia del protagonista e sull’epilogo finale, ma quest’ultimo è stato oltremodo commovente e perfettamente coerente con il racconto illustrato, sia dal punto di vista narrativo che umano. Ciò che possiamo “spoilerare” è sicuramente una caratteristica della storia molto importante: il male che invade la Terra si nutre dell’ansia, della crudeltà e di tutte le emozioni negative che l’umanità prova. È per questo che solo l’heavy metal, capace di trasformare le angosce e i traumi in emozioni positive, può vincere questa battaglia. Il dolore che una persona sperimenta può (e deve) essere utilizzato per creare qualcosa di meraviglioso, ed è necessario aggrapparsi a qualcosa che si ama per impedire all’angoscia di annullarci completamente (e lo stesso DWJ ha ammesso come la musica lo abbia aiutato a superare momenti bui).
Murder Falcon, come anticipavo, è un’opera emblematica dell’arte di DWJ, e che ben incorpora una delle sue principali caratteristiche: storie d’azione e avventura che culminano in climax emotivi forti ed importanti, capaci di appassionare e sorprendere il lettore. Un fumetto assolutamente consigliato a tutt*.
P.S. DWJ è un musicista e un grandissimo appassionato del genere musicale protagonista di Murder Falcon. Ogni numero ha una copertina variant che omaggia alcuni classici album metal e anche una canzone dedicata, composta dallo stesso DWJ. Alcune tracce, eseguite con altri musicisti, sono disponibili qui: https://brooticus.bandcamp.com/community – https://brooticus.bandcamp.com/album/the-moon-is-following-us-soundtrack


Wonder Woman: Death Earth


Wonder Woman: Terra Morta è un volume autoconclusivo scritto e disegnato da Daniel Warren Johnson, con il suo fedele Mike Spicer dedito alla colorazione. Pubblicato nel 2019-2020 da DC Comics per la sua collana Black Label, il fumetto è composto da quattro capitoli e una storia originale non legata alla continuity del personaggio.
Ultimamente sto portando avanti la lettura di Wonder Woman Absolute, ma ammetto che Terra Morta è una delle poche opere che io abbia letto su Diana, la principessa amazzone; quindi, non sarà una recensione incentrata sul personaggio in termini di fedeltà con la figura canonica o sulle rivisitazioni apportate da Warren Johnson. Dopotutto, la storia può essere letta anche da chi non è fan dell’iconica eroina. Il lettore viene introdotto in un mondo post-apocalittico, in cui Wonder Woman si è appena svegliata da un lungo sonno e con ricordi annebbiati. Seguiremo la confusa e persa eroina tra brutali lotte contro orribili mostruosità e il rapporto che stringe con una comunità di esseri umani, sopravvissuta al “Grande fuoco” che ha distrutto il pianeta. Man mano, gli eventi legati a tale catastrofico evento saranno rivelate (attenzione, necessari spoiler, per evidenziare la potenza narrativa di DWJ; in caso, saltate al paragrafo successivo!): il genere umano ha deciso di procedere con un attacco nucleare nei confronti delle amazzoni, e Diana fallisce nel fermare l’offensiva. Con la propria città e razza colpita, la protagonista, in preda alla follia, scatena una terribile battaglia contro Superman, che porterà alla morte di quest’ultimo e che distruggerà al contempo il pianeta. Da questa ambiziosa scenografia e serie di colpi di scena, vivremo il tormento di una consapevole Diana, costretta ora a fermare (nel presente) la propria madre, tornata a vendicarsi nei confronti degli umani.


Wonder Woman: Terra Morta non è semplicemente una “Diana nel mondo di Mad Max” (universo che si citava già parlando di Extremity), ma un racconto che è puro concentrato di violenza e redenzione. Un’epopea tra distruzione e seconde possibilità, che ha reso quest’originale storia una vera chicca della collana Black Label. Al di là della trama, non mancano gli sbalorditivi disegni di Warren Johnson, con incredibili e continue scene d’azione che trasmettono dinamismo e violenza da ogni centimetro. Alcune scene sono particolarmente iconiche (lei che usa come arma lo scheletro di Superman), e i colori di Mike Spicer sono perfetti per illustrare sia lo scenario post-catastrofico in cui è ambientata la storia che le scene d’azione più intense. Un particolare da evidenziare è il design della stessa Diana, che compare “fanciullesca” e cristallizzata in un’età particolarmente giovanile. Forse a voler descrivere delle nuove origini per lei, e rappresentare, anche fisicamente, quel percorso di crescita che affronta la stessa protagonista durante il racconto. Un’irrefrenabile, gentile e compassionevole leader che, tra dolori e nuove consapevolezze, ritroverà nuovamente il suo posto nel mondo.


Do a Powerbomb!


Do a Powerbomb! è una serie scritta e disegnata da Daniel Warren Johnson, accompagnato, come sempre, dal colorista Mike Spicer. Composta da 7 numeri, è stata distribuita negli USA da Image Comics nel 2022, e pubblicata in Italia da Saldapress l’anno seguente in un volume unico.
Image Comics presenta la serie come: “It’s The Wrestler meets Dragonball Z in a tale where the competitors get more than they ever bargained for”. Il fumetto, infatti, ha come protagonista il wrestling professionistico, il famoso sport di combattimento-spettacolo, nel quale si combina l’esibizione atletica con quella teatrale. DWJ è un grandissimo fan di questa disciplina e, come fatto per Murder Falcon, decide di dedicare un’intera serie ad una sua grande passione (in quel caso, era l’amore per la musica).
La trama è abbastanza lineare, nonostante alcuni colpi di scena legati ai personaggi principali. La protagonista della storia è Lona Steelrose, che decide di ripercorrere le orme della madre, una delle più grandi campionesse di wrestling della storia, e morta prematuramente sul ring. Una morte che il lettore sarà costretto a vivere nelle prime pagine del fumetto, nonché nel primo emozionante incontro di wrestling di una lunga serie. A Lona, infatti, sarà data la possibilità di partecipare ad un torneo mortale e trans-dimensionale, che permetterà a DWJ di dare vita ad incontri incredibilmente violenti ed avvincenti. Un double tag tournament con in palio la possibilità di riportare in vita una persona. Lona deciderà ovviamente di partecipare, e farà coppia con lo stesso wrestler che ha causato la morte della madre. Anche qui, un incipit particolarmente forte ed interessante, che è capace di catturare l’attenzione anche di chi non è interessato al genere sportivo che fa da sfondo all’opera.


Ammetto di far parte di quella generazione cresciuta con il wrestling su Italia 1, con la WWE commentata da personaggi come Christian Recalcati, Giacomo “Ciccio” Valenti e Dan Peterson. Totalmente figlio di quell’epoca, e perdutamente in fissa con Eddie “La raza” Guerrero. Una vera passione durata per tutto il periodo delle medie-inizio superiori. Quindi Do a Powerbomb! è stato avvincente per me anche, e forse soprattutto, perché ex-fan del genere sportivo. Rivedere certe iconiche “moves”, salti dalla corda e scene di combattimento nel ring ha avuto indubbiamente un effetto nostalgico ed elettrizzante. DWJ è letteralmente un fenomeno nell’illustrare le scene d’azione, e gli incontri messi in scena potrebbero emozionare anche chi non ha mai visto nulla di wrestling. “È il wrestling che incontra Dragon Ball Z”, ma solo per stile grafico e ritmo narrativo; non si assisterà a nulla di eccessivo o fantascientifico, ma solo a tanti realistici, entusiasmanti e frenetici match di wrestling.
Ma, come sempre nelle sue opere, DWJ utilizza una particolare, fantascientifica ed assurda ambientazione per dare luce ad una storia di crescita personale e matura, costellata da difficoltà, traumi fisici e psicologici, e nuove consapevolezze. Il climax narrativo non è rappresentato da nuovi e sempre più brutali combattimenti, ma proprio dalla componente emotiva legata ai personaggi. Non approfondiremo questo aspetto per non andare incontro a spoiler, ma DWJ si riconferma un ottimo narratore, capace di unire e bilanciare ottimamente il “divertimento” con la “riflessione”. Gli stessi incontri di wrestling e scene di combattimento trasudano le emozioni dei personaggi.
Nella mia classifica personale e vaga, considero Do a Powerbomb! una vera chicca ed un fumetto veramente unico (non ricordo altri grandi fumetti sul wrestling), ma comunque inferiore ad Extremity (per tematiche) e Murder Falcon (sia per tematiche che per fattore emotivo).
Ps. Riconfermo che se piace il wrestling, la serie è disseminata di piccoli easter egg e riferimenti davvero divertenti (sul tavolo dei commentatori in paradiso si intravede Brodie Lee, wrestler statunitense deceduto nel 2020, a 41 anni).


L’arte di Darren Warren Johnson
Nonostante siano quattro fumetti diversi per tematiche ed ambientazioni, i fattori comuni e costanti sono lo stile di Darren Warren Johnson e la tavolozza di Mike Spiecer. Sia i disegni e i colori raggiungono livelli altissimi, e meritavano dunque una sezione a parte. Dopotutto, DWJ e Spicer sono, attualmente, una delle migliori coppie nel mondo del fumetto, a prescindere dal concept e dal design su cui decidono di lavorare.
DWJ unisce in sé differenti spunti stilistici, con contaminazioni dal mondo indie americano e da quello manga-orientale. Dopo una lettura delle sue opere, si percepisce la cura dedicata ad ogni single e splash page. Per ammissione dello stesso artista, alcune pagine richiedono dalle 8 alle 10 ore complessive di lavoro, e circa il doppio del tempo per ogni scena di battaglia (vedi le immagini condivise per Extremity). È possibile perdere minuti ad osservare e apprezzare ogni minuzia inserita.


Ma per quanto riguarda le scene d’azione, che sono una componente molto rilevante nelle opere di DWJ, queste risultano oltremodo ipercinetiche e sbalorditive. Ogni disegno dà veramente l’idea del movimento e senso di azione cinetica, trasmessa tramite diagonali dure e nette e accurate linee rapide e vibranti che si confondono con il contorno di corpi e oggetti. Il gioco di prospettive e inquadrature immerge in prima persona il lettore, rendendo il tutto decisamente coinvolgente. Alcune tavole sono delle vere e proprie illustrazioni mozzafiato (ne sono un esempio le scene di combattimento in Do a Powerbomb!). Ma non è solo il suo stile dinamico, sono anche le sue decisioni sul posizionamento del panel, sulle proporzioni e sul ritmo narrativo che rende la composizione complessiva potente, spettacolare ed avvincente.
L’influenza orientale è detectabile non solo nelle scene d’azione, ma anche nell’utilizzo delle onomatopee, anch’esse a loro volta contaminate dalla fluidità e ruvidezza dello stile americano. Il lettering e gli effetti sonori assumono un posto di rilievo, amalgamandosi alla situazione illustrata, tanto nella forma quanto nei colori. Ma parlando di lettering, non possiamo esimerci dal nominare anche Rus Wooton, uno dei migliori letteristi del settore fumettistico e che ha contribuito alle opere di DWJ con la sua varietà di linee, dimensioni e scelta di font.
Allo stesso modo, la tavolozza cromatica di Mike Spicer è ampia e variegata, ed è forse il vero fattore aggiunto dell’arte di DWJ. Non c’è alcun limite nelle palette cromatiche impiegate da Mike, che adatta il proprio stile al contesto in cui è ambientata la storia: dai colori scuri-terra di Wonder Woman, alle tinte accese e brillanti di Murder Falcon e Do a Powerbomb!
Nell’insieme (dinamismo dei disegni, i minuziosi e innumerevoli dettagli, i colori e il lettering), nei fumetti di DWJ si raggiungono livelli visivi spettacolari e unici. Vedremo come funzionerà la sua collaborazione con Riley Rossmo nel suo nuovo fumetto The moon is following us!


The moon is following us – Preview
Come anticipato ad inizio articolo, Daniel Warren Johnson, tra il 2024 e il 2025, ha scritto e disegnato una nuova mini-serie, intitolata The moon is following us. Questa volta sarà accompagnato ai disegni dalle matite di Riley Rossmo, mentre alla colorazione ritroveremo Mike Spicer. La serie avrà una sua recensione quando sarà completata la pubblicazione in Italia, portata avanti da Saldapress. Il primo volume, come rivelato, sarà distribuito a partire dal 27 giugno. L’uscita del volume 2 invece, che andrà a racchiudere gli ultimi cinque numeri della serie (#6-10), non è stata ancora annunciata. “Niente può fermare l’amore di due genitori… nemmeno un’armata di sogni!“. Dai siti ufficiali di Image Comics e Saldapress è possibile scovare alcuni dettagli relativi alla trama. Vedremo due genitori, Samantha e Duncan, impegnati a salvare la propria figlia di sei anni, Penny, rimasta intrappolata nei suoi sogni a causa di una misteriosa e onirica forza malvagia. I due combatteranno contro gli esseri creati dalla mente di Penny e faranno di tutto pur di non perderla. Questa nuova serie, dunque, ha tutte le premesse per diventare un nuovo “must have” dell’autore, che potrebbe andare a confermare tutti i capi saldi dell’arte di DWJ: ambientazione fantasy con dinamiche sociali convincenti e toccanti; scene d’azione epocali e combattimenti avvincenti; un finale ed un climax emotivo pronto ad esplodere in faccia a tutt*. Di seguito, condividiamo le cover dei 10 numeri che compongono la serie (la prima immagine è la copertina del Volume 1 di Saldapress):
Ps. Nella recensione di Murder Falcon, è disponibile anche la playlist musicale su cui ha lavorato lo stesso DWJ!
La tua fonte vaga di fumetti!













