
Daredevil – Le migliori letture vaghe!
Matt Murdock, stimato ed eccellente avvocato di giorno. Daredevil, feroce e tormentato eroe di notte. “Il Batman cieco e senza soldi” della Marvel. Il vigilante mascherato che combatte il crimine con violenza, rabbia e frustrazione.
L’Uomo senza paura nasce nel 1964 da Stan Lee, Bill Everett e Jack Kirby. Nel corso di questi lunghi 60 anni il personaggio è stato gestito da innumerevoli artisti. Ognuno di loro, pur rispettando alcuni punti cruciali, ha dato vita ad una propria versione del Diavolo di Hell’s Kitchen. Chi ha modificato il design del costume. Chi ha optato per un protagonista maggiormente ironico e sicuro di sé. Chi ha preferito la drammaticità e l’aspetto cupo dell’eroe. Chi ha mantenuto la doppia identità di Matt-Devil e chi, invece, ha scelto di eliminare questa differenza, rendendo il personaggio un tutt’uno.
Al termine della nuova stagione Disney+, Daredevil Born Again, condividiamo con voi 20 letture vaghe su questo celebre eroe! Saranno in ordine di preferenza, basate tanto sulla qualità complessiva quanto sulla loro importanza storica. Abbiamo tenuto conto anche di chi non conosce affatto il personaggio, riflettendo quindi su quali letture siano le migliori da consigliare per approcciarsi per la prima volta il Diavolo rosso della Marvel. Nella classifica troverete sia intere run (o cicli) che saghe composte da pochi capitoli. A fine articolo, invece, una guida per una lettura in ordine cronologico!
Posizione 20 – 16
20 – L’ALBERO DELLA CONOSCENZA
Serie di 9 capitoli scritta da D. G. Chichester, disegnata da Scott McDaniel e con Hector Collazo ai colori. È indubbiamente la lettura MENO consigliata per iniziare un percorso di lettura dedicato a Daredevil. Qui il personaggio viene rivisitato e decontestualizzato: né il classico costume, né la classica storia di quartiere. Il vigilante, con un nuovo costume corazzato, sarà dedito ad un’indagine tra realtà fisica e virtuale, con l’obiettivo di fermare un gruppo di cyber-terroristi responsabili di una serie di attentati a New York.
Ciò che ha reso questa serie così particolare nella storia del Diavolo è il tema che Chichester, nel 1994, ha voluto enfatizzare: la pericolosità del mondo digitale e della rete informatica. Fu quindi in qualche modo “profetico” nel sottolineare la mancanza di regole e di controllo che caratterizza l’ambiente digitale. Nonostante ciò, ritengo sia la lettura meno godibile fra quelle elencate, e il disegno di McDaniel non mi entusiasma affatto. Meritava comunque una menzione d’onore.
19 – DAREDEVIL Vs PUNISHER
Miniserie di 6 capitoli scritta e disegnata da David Lapham tra il 2005 e il 2006. Com’è intuibile dal titolo, Lapham dedica un’intera serie allo scontro tra Daredevil, l’Uomo senza paura, e Frank Castle, il Punitore. I due vigilanti, nonostante abbiano una propria storia editoriale che li ha resi due degli eroi più celebri di casa Marvel, sono entrati in conflitto fra loro innumerevoli volte nel corso del tempo. Il motivo è semplice: la loro differente filosofia nel combattere il crimine. Da una parte, Daredevil che, nonostante tutte le difficoltà, non ammette l’omicidio e crede nel sistema giudiziario, come anche nei percorsi di redenzione e riabilitazione; dall’altra, The Punisher che crede che l’unico modo per porre fine alla corruzione e alla malvagità sia fermare, in modo definitivo e risolutivo, tutti i criminali, nessuno escluso.
Due facce della stessa medaglia, la luce contro il buio, due vigilanti urbani che contribuiscono, a proprio modo, a difendere la città. Questo confronto fra modus operandi è ancora oggi amato da tutti i fans, e oggetto di discussione: chi ha ragione tra Daredevil e Punisher? Con una trama abbastanza semplice e una New York sprofondata nel caos per colpa delle bande criminali, David Lapham gioca con i due eroi, in un susseguirsi costante di scene d’azione violente e rocambolesche (se le daranno letteralmente di santa ragione dall’inizio alla fine). “C’è sempre un prezzo da pagare per seguire le proprie scelte di vita; un prezzo che a volte può essere molto alto”.
Ps. I due eroi si confronteranno anche in tanti altri cicli, come quello di Waid (in un breve crossover) e, soprattutto, in quello di Zdarsky.
18- L’UOMO SENZA PAURA DI JED MACKAY
Serie di 5 capitoli scritta da Jed MacKay, accompagnato da Danilo Beuryth, Paolo Villanelli, Stefano Landini e Iban Coello. Una lettura assolutamente non necessaria, ma meritevole anch’essa di una menzione. La storia si inserisce tra le run di Charles Soule e Chip Zdarsky, ovvero in un momento in cui il personaggio di Daredevil si trovava ad un “punto morto”. Jed MacKay decide di concentrare il proprio racconto unicamente sul recupero fisico e psicologico del protagonista in seguito ad un grave incidente (investito da un camion mentre cerca di salvare un bambino, una sorta di deja-vu della disgrazia che gli diede i poteri).
Non vedremo mai Matt in costume, ma costantemente in lotta contro i propri limiti fisici e la paura che lo divora dall’interno (rappresentata da uno scheletro con addosso il costume giallo). Senza alcun vero combattimento e con un Daredevil fuori servizio, Jed MacKay regala una storia comunque interessante, focalizzata sui rapporti del protagonista (amici, amori e nemici) e sui timori più nascosti dell’animo di Matt. Consigliata per chi conosce il passato del protagonista e del significato de “L’uomo senza paura”.
17 – REDENZIONE
Serie di 12 capitoli scritta nel 2005 da David Hine (che vi abbiamo citato nell’articolo dedicato a L’uomo che ride), e disegnata e colorata da Michael Gaydos. Hine decide di ambientare la storia al di fuori di Hell’s Kitchen, più precisamente in Alabama, dove Matt Murdock dovrà difendere un ragazzo accusato di un omicidio rituale (ispirata a un vero fatto di cronaca). Nessun villain e nessun combattimento mozzafiato. Solo un’indagine investigativa, in cui Matt partecipa tanto nei panni dell’avvocato quanto in quelli di Daredevil. Nessuna delle due controparti prevale sull’altra, ed è un grandissimo pregio, oltre che una scelta coraggiosa.
Una ricerca della verità, realistica e ben curata, in cui il vero nemico sarà la corruzione, l’omertà e la crudeltà degli stessi membri della comunità. La lettura potrà essere lenta, ma regala un perfetto equilibrio tra Matt e Daredevil, e il timore che può incutere quest’ultimo nell’uomo comune.
16 – TYPHOID MARY
Ann Nocenti aveva una grossa responsabilità: sostituire Frank Miller nella gestione di Daredevil. Miller aveva, di fatto, forgiato il personaggio e portato nell’olimpo della scena super-eroistica. Il peso era quindi gigantesco, ma la fumettista classe 1957 tenne botta per ben 5 anni, dal 1986 al 1991. In questi anni, ebbe il coraggio di andare contro la corrente cupa e drammatica di Miller, “ripristinando” così le caratteristiche date da Stan Lee (un eroe più ironico e storie più relativamente più leggere). Per me, uno degli aspetti veramente degni di nota della run di Ann Nocenti è la creazione di Typhoid Mary.

Introdotta per la prima volta nel 1988, Mary diventò fin da subito un personaggio iconico, che non abbandonerà mai le pagine del Diavolo (tanto da ritrovarla sia nel ciclo di Bendis che nell’ultimo di Zdarsky). Il villain è affetto da una doppia personalità: Mary Alice Walker, donna sensibile, onesta e dolce, e Typhoid Mary, seduttrice, manipolatrice e omicida. Matt Murdock si innamorerà della prima, mentre Daredevil rischierà la morte contro la seconda, e rimarrà vivo proprio per scelta della stessa Typhoid. Un personaggio estremamente interessante, tanto per la caratterizzazione che per il design, e che ha meritatamente ottenuto il proprio spazio lungo gli anni.
PS. Oltre a Mary, Ann Nocenti creò anche Cuore Nero, figlio di Mephisto, che io conobbi per la prima volta grazie al gioco Marvel Vs Capcom per Play Station 1 (quanto son vecchio).
Posizione 15 – 11
15 – GLI ULTIMI GIORNI
Brian Michael Bendis, dopo circa 10 anni dalla prima fortunatissima serie (di cui vi parleremo più avanti), torna su Daredevil con End of Days, serie di 11 capitoli scritta nel 2013 e accompagnata dalle matite di artisti come David Mack, Klaus Janson, Alex Maleev e Bill Sienkiewicz. Bendis decide di regalare ai lettori la morte di Matt Murdock. Il personaggio viene ucciso brutalmente da Bullseye nelle primissime pagine, ma prima di morire, pronuncia una parola: “Mapone”.
È questo l’incipit che darà inizio ad un racconto tra presente e passato, attraverso gli occhi e il cuore di Ben Urich, giornalista dei Daily Bugle introdotto per la prima volta nel 1978 da Roger McKenzie e Gene Colan nel n. 153 di Daredevil (quindi personaggio storico). Urich, tra tante difficoltà, proverà a risolvere il mistero che si cela dietro “Mapone”, mentre un nuovo Daredevil sembra difendere Hell’s Kitchen. Una serie estremamente particolare, che consigliamo (per ovvie ragioni e per apprezzarla al meglio) di leggere solo se già conoscitori del Diavolo e di Urich.
14 – SHADOWLAND
Uno dei cicli più controversi della storia del Diavolo di Hell’s Kitchen. Miniserie di 5 capitoli scritta da Andy Diggle nel 2010, e accompagnato da Billy Tan, Matthew Banning, Antony Johnston, Roberto De La Torre e Marco Cecchetto. Dopo la run di Ed Brubaker, Matt Murdock ha assunto il ruolo di leader della Mano, la setta di ninja assassini che, da sempre, ricopre un ruolo centrale nella storia del Diavolo. L’obiettivo dell’eroe era sfruttare la Mano per combattere il crimine in modo più efficace, ma Andy Diggle decide di portarlo sul “lato oscuro della forza”: il protagonista viene corrotto e diventa una versione malvagia di sé stesso. Devil costruisce un tempio per i suoi seguaci e una prigione per i suoi nemici, e sarà lui il vero nemico da abbattere (insieme a Thyphoid Mary, Black Tarantula e la nuova White Tiger). Per fermarlo, Andy Diggle richiamerà personaggi quali Iron First, Luke Cage, Elektra, Ghost Rider, Kingpin e Punisher.
La storia viene definita da molti fan come una tra le letture meno consigliate e più facilmente skippabili. Difatti, non aggiunge nulla al personaggio, e la lotta interiore che Matt Murdock dovrà affrontare (tra la corruzzione della Bestia, e la volontà di tornare l’eroe rispettato e diligente di una volta) poteva esser gestita decisamente meglio. Una lettura quindi fine a sé stessa, ma l’unica in cui è possibile vedere Daredevil nelle vesti di nemico folle e infermabile. Infine, la scena dell’omicidio di Bullseye rimane molto emblematica e capace di creare un bellissimo parallelismo con la morte di Elektra, uccisa proprio da Bullseye nel ciclo di Frank Miller.
13 – BATTLIN’ JACK MUDORCK
Serie di 5 capitoli scritta da Zeb Wells nel 2007, e disegnata e colorata da Carmine Di Giandomenico. Ci ritroviamo di fronte un caso particolare, perché il protagonista non è Matt Murdock/Daredevil, bensì suo padre, Jack. Figura cruciale nella storia e nella psicologia del Diavolo. Il faro che, dopo la prematura scomparsa a causa di una banda criminale di Hell’s Kitchen, continua a guidare Devil in ogni sua scelta. Jack è il principale motivo per cui il figlio deciderà sia di diventare un avvocato che di combattere il crimine come “street hero”. La figura paterna è protagonista assoluta di una storia divisa tra il suo passato ed il suo ultimo incontro di boxe, che deciderà di vincere nonostante tutto (scelta che lo porterà alla morte).
Zeb Wells approfondisce così questo importantissimo personaggio, e ne dettaglia il dramma: un uomo debole, alcolizzato, e costretto a diventare un picchiatore per l’usuraio del quartiere. Abbandonato dal suo unico vero amore (Maggie, la madre di Matt), crescerà da solo un figlio vittima di un incidente che lo ha reso cieco, debole e da proteggere (Jack non saprà mai le vere conseguenze di quell’incidente sul figlio). Un racconto interessante e coraggioso, ma che consiglio unicamente a coloro che hanno già esperienza con Daredevil, proprio per apprezzare la romantica lettera d’amore che Zeb Wells e Carmine Di Giandomenico hanno deciso di dedicare ad un personaggio sí secondario, ma mastodontico nella storia di Daredevil. Infine, i disegni “sporchi” e realistici di Giandomenico sono veramente spettacolari e adatti alla serie.
“Ho deluso tua mamma, figliolo, ma voglio che tu diventi un uomo come si deve, Matt. Non come me.”
12 – AMORE E GUERRA
One-shot scritto da Frank Miller e disegnato e colorato da Bill Sienkiewicz nel 1986. I due artisti, pilastri della storia fumettistica di Daredevil e non solo, regalano ai lettori un racconto magnifico, intenso e destinato ad entrare per sempre nell’immaginario collettivo del Diavolo di Hell’s Kitchen. Il volume, composto da circa 60 pagine, si focalizza su un famoso “personaggio secondario” e villain non solo di Daredevil, ma anche di altri personaggi Marvel: Wilson Fisk, il Kingpin. Questo one-shot è diventato così importante per due motivi: l’indescrivibile arte e sperimentazione grafica di Sienkiewicz, e la caratterizzazione che viene data al Re del crimine.
La storia narra il tentativo del boss di salvare la propria moglie, Vanessa Fisk, caduta in uno stato catatonico irreversibile. Devil, come altri personaggi della storia, avranno un ruolo marginale, in quanto è la figura di Kingpin a prevalere. Un villain gigantesco e capace di distruggere qualunque ostacolo con le proprie mani, che viene per la prima volta raffigurato come un uomo impaurito, paranoico ed impotente. Frank Miller è quindi autore di un ritratto sorprendente e rivoluzionario per quell’epoca, approfondendo un personaggio che lui stesso aveva introdotto sulle pagine di Daredevil nel 1981 (in realtà Kingpin nasce su The Amazing Spider-Man n.50, creato da Stan Lee e John Romita Sr., nel 1967).
11 – CICLO DI MARK WAID
La prima run che inseriamo in classifica è quella di Mark Waid, che gestirà Daredevil dal 2011 al 2015. In questi 4 anni, viene accompagnato dalle matite di Chris Samnee, Paolo e Joe Rivera, Javier Rodriguez, Alvaro Lopez e tanti altri. Il suo ciclo si inserisce tra quelli di Ed Brubaker e Charles Soule, di cui vi parleremo più avanti. Come dicevo nella presentazione della classifica, ogni autore ha in qualche modo dato la propria impronta al personaggio, decidendo di focalizzarsi più o meno su determinati lati del carattere di Daredevil. Mark Waid, difatti, risponde ai suoi predecessori (Michael Bendis su tutti), illustrando un Diavolo più sicuro di sé, con storie decisamente meno tragiche e tormentate, e con quel tocco di ironia che mancava forse dai tempi di Ann Nocenti. La sua run sarà caratterizzata principalmente da due aspetti: il crossover con Spider-Man e i Punishers (Frank Castle e la sua “assistente”), e una trama orizzontale che trova una soluzione finale solo dopo circa 50 capitoli. Il crossover dura solo un paio di numeri e vede la partecipazione anche di Marco Cecchetto; gli eventi non portano assolutamente a nulla, ed è un evento fine a sé stesso, nonostante abbia legami con le trame correnti dei singoli personaggi. Nonostante ciò, è stato uno dei momenti più memorabili del ciclo di Waid.
Relativamente alla trama, invece, l’autore gestisce diverse mini-storie con altrettanti villain (come la Macchia e Ikari, nuovo personaggio introdotto da Waid stesso) e personaggi secondari (tra cui Black Cat). Decide però di creare un filo conduttore tra tutti gli eventi, portando Daredevil a confrontarsi con una delle sue nemesi per eccellenza (spoiler: il solito Bullseye). Altri aspetti degni di nota è la sottotrama legata a Foggy Nelson, malato di tumore, e il nuovo amore di Matt Murdock, Kirsten McDuffie. Mark Waid riesce quindi ad intrattenere e, allo stesso modo, approfondire i drammi umani di Matt Murdock / Daredevil, ma, in fin dei conti, nulla di assurdo o rivoluzionario da alcun punto di vista.
Posizione 10 – 6
10 – CICLO DI CHARLES SOULE
Charles Soule gestisce Daredevil dal 2015 al 2018, per circa 40 capitoli, accompagnato da disegnatori come Ron Garney, Goran Sdzuka, Matteo Buffagni e tanti altri. Soule, nel bene e nel male, ha fatto diverse scelte coraggiose, molte delle quali hanno avuto conseguenze tanto sulle run successive quanto sulla controparte televisiva. È di Soule, infatti, il merito di aver creato Muse (villain approfondito nel nostro canale Telegram) e reso Kingpin il sindaco di New York (scelta decisamente azzeccata e apprezzata). Ma non solo. L’autore inizia con un Daredevil ancora col costume nero (post-Shadowland) e con un nuovo side-kick/assistente, Blindspot, per poi riportare alle “origini” il personaggio.
Soule, infatti, grazie ad una saga con protagonisti Purple Man e i suoi figli, decide di “cancellare” ciò che ha fatto Michael Bendis, eliminando i ricordi di Matt Murdock come Daredevil e ripristinando così la sua doppia identità (nel ciclo di Bendis, l’identità segreta di Matt viene svelata pubblicamente). Il ciclo di Soule è veramente ricco di elementi, di villain (tra cui Tenfingers) e di situazioni non gestite in modo ottimale; una montagna russa che culminerà con l’introduzione del fratello gemello di Matt, Mike Murdock, altro personaggio che verrà usato da altri artisti negli anni a seguire (vedi Zdarsky). Alla luce di tutto ciò, Soule ebbe un impatto notevole su Daredevil, e rappresenta un passaggio necessario per una lettura completa sul Diavolo di Hell’s Kitchen.
9 – CICLO DI ED BRUBAKER
La run di Ed Brubaker è precedente a quella di Mark Waid, ma successiva a quella di Brian Michael Bendis. Non so se fosse più sottopressione lui o Ann Nocenti ai tempi. Ma, nonostante ciò, Brubaker continua egregiamente il ciclo di Bendis, concludendo quanto aveva lasciato il precedente autore e portando con sé nuove idee. Brubaker, difatti, fu costretto a gestire un Matt Mudorck/Daredevil finito in prigione, e con la sua doppia identità ormai sotto i riflettori (aspetto che proseguì anche nel ciclo di Mark Waid). Ma oltre a risolvere la prigionia di Murdock, l’autore trascina il Diavolo in nuove emozionanti storie che coinvolgono personaggi quali Mr. Fear e Lady Bullseye, quest’ultima introdotta proprio da Ed Brubaker (più precisamente nel n. 111, insieme a Mark Djurdjevic e Clay Mann). Anche Lady Bullseye diventò immediatamente un personaggio iconico, che continuò a sopravvivere anche in seguito alla conclusione del ciclo di Brubaker.
Durante i suoi circa 40 capitoli, scritti tra il 2006 e il 2009, lo sceneggiatore viene accompagnato dalle matite di Michael Lark, David Aja, e tanti altri, e ha l’onore di lavorare per l’indimenticabile capitolo n. 100 della serie. Un capitolo romantico, mozzafiato e unico, che vede la partecipazione di John Romita Sr. e Al Milgrom (pagine 15-16), Gene Colan (pag. 18-20), Bill Sienkiewicz (pag. 21-22), Alex Maleev (pag. 23-25) e Lee Bermejo (pag. 27-29). Brubaker chiude la propria serie con il ritorno di Kingpin (in esilio e lontano da New York) e rende Matt Murdock il leader della Mano, la setta di ninja assassini con cui si è scontrato fin da sempre (e portandoci così agli eventi di Shadowland). Il suo ciclo è imprescindibile per chiudere la storia di Bendis, e di per sé è una lettura rilevante nella storia di Daredevil.
Ps. Lady Bullseye non viene presentata come la controparte femminile o la moglie di Bullseye, ma solo come una vittima che, dopo aver visto proprio Bullseye uccidere facilmente diverse persone, decide di emularlo e di diventare anch’essa un’assassina. Il personaggio è tra l’altro ispirato a Lady Snowblood.
8 – DEVIL GIALLO
Daredevil: Yellow è una mini-serie scritta da Jeph Loeb e disegnata da Tim Sale tra il 2001 e il 2002. Il duo ha dato vita a tantissime opere a tema super-eroistico, come la saga di Batman: Il lungo Halloween e la “tetralogia del colore“, di cui Diavolo: Giallo fa parte (insieme a Spider-Man: Blu, Hulk: Grigio e Capitan America: Bianco). In questo caso, i due artisti regalano un racconto profondo e romantico, una lettera d’amore dedicata a Daredevil e ai suoi creatori, Stan Lee, Bill Everett e Wally Wood. “Una storia del passato, filtrato attraverso le emozioni del presente”, per scoprire l’animo di Matt Murdock e attraversare le tappe più importanti del suo trascorso.
Dall’amicizia con Foggy Nelson e l’inaugurazione del loro studio da avvocati (con i Fantastici 4 come primi clienti) al suo costume giallo, e ciò che esso rappresenta (e torna l’importanza della figura di Jack, il padre di Daredevil). Dal suo confronto con i primi villain, come il Gufo e Purple Man, al suo amore intenso e profondo per l’indimenticabile Karen Page, la cui vita e morte segneranno per sempre Daredevil come uomo e come eroe. Un ottimo “one shot” per approfondire il Diavolo di Hell’s Kitchen.
Ps. Per fare chiarezza sui colori del costume: Daredevil venne ideato da Stan Lee proprio col costume giallo negli anni ’60; poco dopo, fu Wally Wood che introdusse il costume rosso (nel n.7 della serie).
7 – PADRE
Miniserie composta da 6 capitoli, scritta e disegnata dalla leggenda Joe Quesada tra il 2004 e il 2007. Dopo quasi 10 anni da Diavolo Custode (serie che approfondiremo più avanti), l’artista dedica una nuova emozionante storia sull’Uomo senza paura. In questo racconto, la figura di Daredevil viene illustrata e analizzata tanto quanto nel ruolo di supereroe e difensore di New York, quanto come figlio, insicuro e vulnerabile. Da una parte, infatti, il Diavolo di Hell’s Kitchen sarà impegnato a dare la caccia ad uno spietato serial killer, che arriverà a mettere in pericolo la vita del fedele amico Foggy Nelson; dall’altra, un orfano che si ispira costantemente al proprio padre, per trovare la forza, il coraggio e la volontà di continuare la propria crociata contro il crimine, sia nel ruolo di avvocato che di vigilante. Nonostante la trama investigativa e il mosaico di personaggi che verrà gestito all’interno della storia, ciò che ha reso Padre una serie tanto consigliata è proprio l’aver sottolineato quel rapporto così intimo tra Jack e Matt Murdock, entrambi così deboli, eppure così risoluti nelle proprie scelte.
I ricordi di Matt e i flashback con protagonista Jack sono la parte più interessante della miniserie, nonché i più toccanti e rilevanti. Non ci sarebbe stato alcun avvocato di nome Matt Murdock, né un supereroe come Daredevil, se non fosse stato per Jack, per quella figura paterna così importante ed unica, dotata di una nobilità d’animo irreprensibile. Una storia veramente emozionante, che esamina la relazione padre-figlio, con quest’ultimi che temono di diventare come le proprie figure genitoriali, per poi arrivare ad apprezzarne le somiglianze, e ringraziarne gli insegnamenti. Con Battlin’ Jack Murdock, Padre è una delle run migliori per approfondire uno dei personaggi secondari più importanti di Daredevil, e per scoprire da dove nasce quella dualità tra bene e male, tra giustizia civile e violenta, che risiede nel supereroe. “Quante volte ti ho detto di non usare i pugni?! Studia!”; “Studia! Non diventare come me!” (Jack Mudorck).
Ps. I disegni di Joe Quesada, che riprendono le forme gigantesche di Frank Miller e del suo Batman: Il ritorno del cavaliere oscuro, sono indubbiamente uno degli aspetti positivi del fumetto.
6 – CICLO DI FRANK MILLER, SAGA DI ELEKTRA + N. 191
Come anticipato nell’introduzione a questo articolo, Daredevil nasce per la prima volta negli anni ’60 da Stan Lee, Bill Everett e Jack Kirby. Nel corso degli anni, si susseguono innumerevoli artisti, tra cui Marv Wolfman, che introdusse Bullseye, e Roger McKenzie, che creò il personaggio di Ben Urich. All’inizio degli anni ’80, però, le vendite di Daredevil erano particolarmente in calo (e la serie a rischio cancellazione). È in questi anni che arriva Frank Miller, il “vero padre” di Daredevil per come lo conosciamo. Miller, innanzitutto, fece licenziare McKenzie, e prese il controllo totale del personaggio. Introdusse trame realistiche e mature, criminalità urbana e atmosfere cupe, poliziesche e tipiche dei film noir. Miller modellò il personaggio a proprio piacimento, lontano dai canoni supereroistici di quei tempi, col risultato di raddoppiare le vendite in casa Marvel. Fu lui a reiventare il personaggio di Jack Murdock (compresa quella violenza ai danni del figlio, che convinse quest’ultimo a diventare avvocato), ad introdurre Elektra e La Mano (la setta di ninja assassini, nemesi immortale di Daredevil), e rendere Kingpin uno dei nemici principali dell’Uomo senza paura. E fu sempre Frank Miller ad introdurre The Punisher sulle pagine di Daredevil, ponendo a confronto per la prima volta le due differenti filosofie di giustizia. In poco tempo, Frank Miller forgiò così un nuovo personaggio destinato all’olimpo della scena fumettistica. Un antieroe, tormentato, vulnerabile e rabbioso.
In tutto ciò, segnaliamo due momenti del ciclo di Frank Miller che meritano decisamente una menzione. La prima, è la saga di Elektra, l’affascinante e micidiale assassina, nonché tormentato amore per Matt Murdorck/Daredevil. Frank Miller crea un personaggio unico, destinato ad ottenere delle proprie run ed esser gestito da tanti altri artisti in futuro (dai Thunderbolts al ciclo di Zdarsky, che la renderà a tutti gli effetti una protagonista principale della serie). Ma Miller non si limita ad introdurre la femme fatale, ma decide di farla morire quasi subito dopo, per mano di Bullseye, in una delle scene più iconiche mai viste in un fumetto eroistico. Elektra tornerà in vita grazie alla Mano e, come detto, vivrà tantissime altre avventure nel corso degli anni.
La seconda menzione è quella relativa al capitolo n. 191 della serie, La Roulette. Era il 1982, e Frank Miller pubblica un numero indimenticabile, forse uno dei migliori mai pubblicati in assoluto (e non solo di Daredevil). Una storia particolare, intima e riflessiva. Un flusso di coscienza da parte di Daredevil, mentre gioca alla roulette russa con un Bullseye paraplegico, incapace di reagire e di parlare. Oltre le scene registiche eccezionali, Frank Miller si abbandona ad una profonda considerazione sul significato di essere eroi. Dal senso di emulazione alla sensazione di paura, le conseguenze delle azioni di un eroe possono sfociare in diversi risultati. Una storia tanto realistica quanto poetica, che consigliamo assolutamente di leggere almeno una volta nella vita. Il n. 191 sarà l’ultimo della sua serie di Frank Miller. Sarà sostituito da O’Neil e, successivamente, da Ann Nocenti.
Il primo ciclo di Frank Miller meriterebbe probabilmente il podio di ogni classifica su Daredevil, proprio per l’importanza che simboleggia. Ma, sinceramente, parliamo di 840 pagine, che non rappresentano sicuramente una delle letture più leggere da affrontare. Frank Miller tornò comunque sul personaggio, con alcuni cicli brevi decisamente mozzafiato ed emblematici (vedi posizioni successive).
Posizione 5 – 1
5 – CICLO DI CHIP ZDARSKY
Questa è la mia opinione vaga: la run di Chip Zdarsky è quella più tamarra e d’azione mai scritta su Daredevil. Il che può essere un pregio, quanto un difetto. Zdarsky gestisce il personaggio dal 2019 al 2023, accompagnato dai disegni di Marco Cecchetto e di tanti altri artisti come Lalit Kumar Sharma, Jay Leisten, Jorge Fornes. Ma quando c’è Cecchetto, la differenza si nota eccome. I suoi disegni rappresentano indubbiamente un plus gigantesco alla serie, e uno degli aspetti più apprezzati.
Zdarsky trascina Daredevil in un susseguirsi di avventure sempre più emozionanti. Per farvi capire, elencherò vagamente e sommariamente tutti gli avvenimenti più importanti che accadono durante i quattro lunghi anni e nei circa 60 capitoli sotto la sua gestione (quindi attenzione agli spoiler): Daredevil torna in azione dopo gli eventi de L’uomo senza paura di MacKay, e durante una collisione con dei criminali, causa la morte di uno di loro. Si confronterà con un nuovo sergente, con i suoi vecchi colleghi supereroi, e con The Punisher (il Diavolo userà anche delle pistole per l’occasione!). Proverà a tornare l’eroe sicuro di sé grazie all’aiuto di Elektra, per poi finire in prigione come Daredevil, e non come Matt Murdock (a differenza di Bendis, che mise in prigione l’eroe con la sua verea identità ormai resa pubblica). Intanto, Kingpin è ancora il sindaco di New York City (grazie alla run di Charles Soule), e Thypoid Mary ritorna alla ribalta, proprio al fianco del re del crimine, come coppia anche in amore. Intanto, Elektra, per dimostrare la propria lealtà, diventerà il nuovo Daredevil, con un proprio costume rosso-nero. Per non farsi mancare nulla, tra insurrezioni, lotte e attentanti in prigione, Zdarsky inserisce anche Knull, “il re e il padre dei simbionti”.
Lo scrittore farà tornare anche Bullseye (che sarà autore di un vero massacro) e La Mano (la setta di ninja assassini). Inoltre, farà una scelta decisamente molto coraggiosa: rivoluzionare gli eventi di Charles Soule legati a Purple Man. Se Soule aveva ristabilito la doppia identità di Murdock e Daredevil, Zdarsky decide di ripercorrere quanto fatto da Bendis, e renderà nuovamente pubblica la vera identità dell’eroe. Inizierà così la saga di Devil’s Reign, con Kingpin che darà la caccia a tutti i vigilanti, compresi Spider-Man, Captain America, Iron Man, I Fantastici 4, etc. Per l’occasione, il sindaco crea una squadra anti-eroi di tutta eccellenza, in cui figurano Otto Octavius, U.S.Agent, Rhino e tanti altri. Una guerra agli eroi che era stata già proposta da Soule ai suoi tempi, ma che raggiunge alte vette d’intrattenimento sotto Zdarsky. Dopo gli eventi di Devil’s Reign, l’autore gestisce L’uomo senza paura per altri 15 capitoli circa, con una saga interamente dedicata al confronto tra i due Daredevil (Matt e Elektra) e La Mano, quest’ultima capitanata da The Punisher (sì, proprio Frank Castle). Il finale della run è particolarmente romantico rispetto ai toni della serie, e porterà ad una conclusione più o meno degna, ma soprattutto perfetta per un nuovo “restart” del personaggio (iniziato ora con Saladin Ahmed e Aaron Kuder). Gli eventi, quindi, sono innumerevoli, e alcuni gestiti anche frettolosamente. Ma l’aspetto negativo che ho trovato di questo ciclo è il completamento annullamento della figura di Matt Murdock a favore di quella di Daredevil. C’è tanta azione, un po’ di “filosofia anti-eroe”, e un continuo gioco al rialzo. Ma è quasi violenza e spettacolo fine a sé stesso, capace di intrattenere tantissimo e di chiudere adeguatamente un ciclo durato ben 4 anni. Ma, a livello “introspettivo” e di caratterizzazione del personaggio, mi ha lasciato veramente poco o nulla. Ciclo assolutamente consigliato, ma non tra le prime letture dell’Uomo senza paura, né tra quelle più significative.
Ps. Elektra come nuovo Daredevil ha avuto un notevole impatto, tanto da guadagnarsi delle mini-run a sé, tra cui l’ultima dal titolo The Woman without fear.
Una piccola nota introduttiva ai primi 4 posti della classifica. Sono quattro fumetti obbligatori se si desidera entrare in contatto con Daredevil. Letture di altissimo livello e qualità, imprescindibili per conoscere il personaggio!
4 – FRANK MILLER – L’UOMO SENZA PAURA
Nel 1993, Frank Miller decide di tornare (per la terza volta) su Daredevil. Accompagnato dai disegni di John Romita Jr., realizza un racconto di 5 capitoli dal nome The Man Without Fear. Il risultato è una serie eccezionale, che segnerà per sempre la storia del personaggio. A tutti gli effetti, è la miglior storia per INIZIARE un percorso con il Diavolo di Hell’s Kitchen. L’origine dei suoi poteri e la connessione con il proprio quartiere. Gli anni del duro allenamento con Sick (l’uomo che insegnò a Matt Murdock come sfruttare la propria “ipersensibilità”) e il rapporto con Jack, il padre biologico, la cui morte segnerà per sempre il percorso dell’uomo e dell’eroe. I suoi primi passi come avvocato e come vigilante, con quella iconica bandana scura.
Il rapporto tormentato di Devil/Matt con l’assassina Elektra e la nascita di una delle sue nemesi per eccellenza, Kingpin. Frank Miller trascrive così le origini dell’antieroe, in chiave dark e cruda rispetto alla versione originale di Lee ed Everett. È l’Anno Uno di Daredevil. La nascita del tormentato antieroe, attraverso le tappe fondamentali della sua vita. Una lettura obbligatoria, nonché una delle storie Marvel più importanti mai pubblicate. Un classico immortale, che poteva tranquillamente collocarsi al 1° posto per il suo valore e la sua importanza storica.
Ps. Emblematico anche il finale: il costume rosso si vedrà solo nell’ultima pagina, come a sancire l’effettiva nascita dell’Uomo Senza Paura.
3 – DIAVOLO CUSTODE
Diavolo Custode è una serie di 8 capitoli scritta da Kevin Smith e disegnata da Joe Quesada tra il 1998 e il 1999. Nelle precedenti posizioni, abbiamo citato diversi eventi rilevanti nella vita di Daredevil, come la morte di suo padre Jack per mano di una banda criminale di New York. Anche Diavolo Custode porta con sé un episodio altrettanto canonico, e destinato a cambiare per sempre la storia del personaggio: la morte di Karen Page. Il suo primo ed indimenticabile amore, ucciso dall’arcinemico Bullseye. Un evento che avrà notevoli ripercussioni, e che sarà citato in tutte le storie future del Diavolo. La sua morte è toccante, brusca e, soprattutto, costruita ad opera d’arte. Fin dalle prime pagine, Matt Murdock riflette sui propri sentimenti che lo legano a Karen, per poi vederla morire tra le proprie braccia. Solo per questo aspetto, la serie andrebbe letta e consigliata.
Ma, in realtà, la serie di Smith risulta una montagna russa di emozioni ed una storia interessante e godibile, anche al di là di Karen. Abbiamo momenti drammatici e cupi (es. quando Matt contempla il suicidio), scene d’azione con protagonisti Spider-Man, Vedova Nera e Mysterio, e una trama incentrata su temi religiosi e spirituali. Un altro aspetto molto importante del personaggio di Daredevil è a tutti gli effetti il suo legame con la fede cattolica, approfondito anche in Rinascita di Frank Miller. Il tormento, il dolore e la rabbia di Matt Murdock troveranno conforto tra le braccia dell’amorevole madre, in un toccante confronto fra i due. Definito un “classico, pietra miliare e punto di svolta”, non può assolutamente mancare tra le top letture dedicate a Daredevil.
Ps. Kevin Smith è proprio quel Kevin Smith, regista di Clerks, Jay and Silent Bob e Dogma. E la sua storia fu il titolo principale della neonata linea Marvel Knights, e rappresentò decisamente un successo apprezzato sia dal pubblico che dalla critica.
2 – RINASCITA DI FRANK MILLER
Ciclo di storie a fumetti scritto da Frank Miller e disegnato da David Mazzuchelli nel 1986 (dal n. 227 al 233). Il ritorno di Miller su Daredevil, dopo la sua fortunatissima prima serie. Un’altra storia destinata a rimanere nella storia e nell’immaginario collettivo di tutti gli appassionati del Diavolo rosso. Kingpin, il boss del crimine di New York ha scoperto la vera identità dell’eroe, e l’ha fatto proprio grazie a Karen Page. L’ex ragazza di Matt, ora pornostar e tossicodipendente, vende il nome dell’identità segreta di Devil, scatenando una serie di eventi che porteranno Matt Marduck / Daredevil sull’orlo della follia e a un passo dalla morte. Una storia avvincente ed eterna, che viaggia tra i tormenti, i dolori e la spiritualità dell’anti-eroe.
Considerato da chiunque un altro capolavoro firmato Frank Miller sul Diavolo di Hell’s Kitchen, difatti, è un ciclo di storie che ridefinisce la figura di Matt Murdock, l’uomo che sta dietro la maschera (il costume si vedrà pochissimo), e fissa nuovi equilibri tra Kingpin e il protagonista. È indubbiamente una lettura imprescindibile, tanto per i temi trattati (maturi e profondi) quanto per la caratterizzazione data a tutti i personaggi (Karen Page, Fisk, Captain America, e lo stesso Murdock). D’altronde, non ci sarebbe stato un Diavolo Custode senza Rinascita. Ma, forse, senza le storie di Frank Miller (vedi il suo primo ciclo e L’Uomo senza paura), non avremmo avuto il Daredevil che tutti noi conosciamo.
1 – BRIAN MICHAEL BENDIS
Brian Michael Bendis, convinto dal disegnatore David Mack, scrive nel 2001 un breve arco narrativo dal titolo Wake Up, dal n. 16 al n.19. La storia è incentrata su Ben Urich (già nominato nelle precedenti posizioni) che indaga sulle conseguenze di uno scontro tra il Diavolo e l’Uomo Rana (Leap-Frog), in particolare sul figlio di quest’ultimo. Lo stile artistico di David Mack, con i suoi disegni onirici e fuori da ogni schema, è sufficiente per leggere qualsiasi tipo di storia (vedi anche la sua run su Echo). Ma il livello di scrittura di Bendis è altrettanto notevole, e capace di affascinare e catturare l’attenzione dei lettori con una storia incentrata sui pensieri e sentimenti di Urich e del figlio di Leap-Frog. Un racconto fuori dallo spazio e dal tempo, che funzionò nel 2001 e che, ancora oggi, è apprezzato da tantissimi fan del Diavolo rosso. In seguito, Michael Bendis tornerà su Daredevil con il n. 26 (anch’esso del 2001) e abbandonerà l’eroe solo nel 2006. Cinque lunghi anni, in cui Bendis vince due Eisner Award come Best Writer, e viene accompagnato dai disegni (principalmente) di Alex Maleev. È proprio dal n. 26 che inizia il vero ciclo dell’autore. Una lunga run che mi ha emozionato come poche storie del Diavolo (e sugli eroi in generale). Non una miniserie, non un volumetto, ma un lungo, appassionate e drammatico viaggio nella vita di Matt Murdock – Daredevil.
Tornano le atmosfere cupe e noir, le indagini poliziesche e la criminalità di strada. Ma uno dei tanti elementi che reso la storia di Bendis così importante è l’annullamento totale della doppia identità del protagonista. Un pensiero già introdotto da Frank Miller, ma che con Bendis si concretizza in tutti i sensi. L’uomo è l’eroe. L’eroe è l’uomo. E tutti lo sanno ad Hell’s Kitchen. L’identità segreta di Matt viene per la prima volta resa pubblica, e potete immaginare le conseguenze di tale evento per un vigilante mascherato. Se ciò non bastasse, Bendis deciderà di rendere Devil il nuovo Kingpin, dopo una dura e poetica lotta contro Wilson Fisk. Non scenderemo ovviamente nei dettagli, ma, in generale, Bendis gestirà TUTTI i personaggi principali di Devil, da Elektra a Bullseye, da Vanessa Fisk a Typhoid Mary, e ne introdurrà anche di nuovi, come il nuovo amore di Devil, Milla Donovan (cieca anche lei). Ma oltre ai tanti episodi che intercorrono, ciò che stupisce è proprio la sceneggiatura di Bendis, e la sua analisi di Matt Murdock come uomo e come vigilante mascherato. L’aspetto ironico e “frivolo” del personaggio scompare, e subentra la pura intenzione di sottolinearne i tormenti, le inquietudini e le paure. Dal mio punto di vista, il ciclo di Michael Bendis è irrinunciabile e consigliato anche a chi non è fan del Diavolo rosso (ma questo vale anche per le storie di Miller). Una lettura matura, realistica e decisamente sbalorditiva.
PS. Quando Bendis vinse l’Eisner Award nel 2003, ricevette le congratulazioni da Frank Miller che, con ironia, scherzò sul premio, affermando che in parte era suo; Bendis rispose che proprio senza Miller, nulla di ciò che aveva fatto sarebbe mai esistito.
Ordine cronologico
Se volete seguire una “linea temporale”, che rispetti in ordine gli eventi che segnano la storia di Daredevil come personaggio (quindi non in base alle date di uscita dei fumetti), ecco a voi l’ordine cronologico da seguire! Accanto al titolo, la relativa posizione nella Classifica vaga.
- L’uomo senza paura di Frank Miller (posizione 4)
- Ciclo di Frank Miller (posizione 6)
- Diavolo Custote di Kevin Smith e Joe Quesada (posizione 3)
- Devil: Giallo di Jeph Loeb e Tim Sale (posizione 8)
- Ciclo di Brian Michael Bendis (posizione 1)
- Ciclo di Ed Brubaker (posizione 9)
- Ciclo di Mark Waid (posizione 11)
- Ciclo di Charles Soule (posizione 10)
- Ciclo di Chip Zdarsky (posizione 5)
- Ciclo di Saladin Ahmed e Aaron Kuder (non inserito in classifica).
Il ciclo di Saladin Ahmed e Aaron Kuder non è stato inserito in classifica per due motivi: è attualmente in corso (si è appena conclusa la prima “saga”, e come sempre preferiamo dare un’opinione solo a opera terminata) e, al momento, non sembra particolarmente emozionante. La storia riprende esattamente da dove l’ha lasciata Zdarsky, con Matt Murdock risorto dall’inferno e tornato come “Padre Matthew“. Però una curiosità possiamo condividerla: hanno fatto tornare il costume corazzato con le spalline, citato proprio ne L’Albero della conoscenza (posizione 20).


Ultima nota: è attualmente in corso una nuova miniserie firmata da Charles Soule, con Steve McNiven ai disegni. Il titolo è Daredevil: Cold day in hell, con un Matt Murdock anziano e in una New York distrutta. Sarà composta da solo 3 numeri, e il primo capitolo è veramente una bomba. Ci sono tantissime aspettative a riguardo e non vediamo l’ora di leggerla!


La tua fonte vaga di fumetti!





















