
Demon di Jason Shiga
Demon è un autoproduzione di Jason Shiga. L’artista californiano classe 1976 è conosciuto per le tecniche narrative non convenzionali che impiega nei propri lavori. È suo il celebre Meanwhile: Pick Any Path. 3,856 Story Possibilities, un fumetto-avventura del genere “pick your story” (abbiamo recensito un libro simile in passato: 2021 di George Wylesol). Purtroppo, in Italia, e grazie a Coconino Press, è possibile trovare in commercio solo Demon, il fumetto protagonista di questa recensione vaga.
L’opera di Jason Shiga nasce innanzitutto come webcomic, pubblicato dall’autore tra il 2014 e il 2015. Solo successivamente i numeri furono riuniti e pubblicati da First Second Books, in quattro volumi totali. A differenza di tanti webcomic, Demon si presentava ben strutturato e studiato, con una storia ben fondata, update frequenti e uno stile cartoonesco ben identificabile e affabile. Un lavoro pronto per la pubblicazione internazionale, ma che fece comunque fatica ad esser accettato dalle case editrici.
Demon è stato accolto molto positivamente dalla critica, tanto da guadagnarsi un Eisner Award, un Ignatz Award ed elogi da artisti del calibro di Brian Michael Bendis, che ha definito il lavoro di Jason Shiga come “uno dei migliori fumetti usciti negli ultimi anni: sorprendente, unico e incredibilmente ben fatto”. L’opera ha vinto anche il Premio Gran Guinigi di Lucca Comics 2019 per la Miglior Serie, con la stessa Giuria che ha descritto la sceneggiatura come “avvincente, in un rutilante continuum di enigmi, sfide al lettori, soluzioni assurde.”
Cosa possiamo aggiungere noi a queste citazioni? Che la lettura di Demon è decisamente irriverente ed appassionante, capace di giocare con il dark humor, con la violenza estrema e l’assurdo concetto dell’immortalità.
Il “demon” del libro è, infatti, il nostro protagonista, Jimmy Yee. Dopo aver perso la propria famiglia in un incidente stradale, tenta il sui**dio. Ma, dopo vari tentativi, scopre semplicemente di essere immortale. O meglio, di poter trasferire la propria coscienza, intelletto e caratteristiche fisiche nella persona più vicina a sé al momento della morte. Questo incipit, stravagante e curioso, viene sviscerato ed affrontato in tutti e quattro volumi, ma in modo differente e coerentemente all’esclation che subisce la storia col terzo volume.
La storia di Shiga, difatti, è un crescendo continuo, con una trama ben studiata e portata avanti con sapienza. Nel primo volume, sia il lettore che il protagonista sono confusi ed entrambi focalizzati a scoprire il mistero che si cela dietro ai falliti tentativi di suicidio. Lo stesso Jimmy Yee inizierà una serie di test per sperimentare ed analizzare il proprio potere. Ma, pian piano, subentra sempre più la trama principale che vede il nostro protagonista scontrarsi con il Detective Hunter e l’organizzazione OSS. Quest’ultima vorrebbe ottenere per sé il potere del Demone, ma Jimmy vuole solo una cosa: ricongiungersi e vivere felicemente con la propria figlia, “Sweetpea”, ancora viva e anch’essa un demone. Si scanterà così una vera e propria orgia di violenza e morte senza fine.
Sul web, tanti hanno ammesso che il proprio gradimento è sceso dopo il secondo volume, considerato quasi la “giusta fine” della storia. E in parte è vero, in quanto la trama viene portata all’estremo, con l’autore che, nelle parti finali, scomoda anche la scienza quantistica e la teoria degli universi paralleli. In fondo, Jason Shiga è laureato in matematica pura, e dai dialoghi di Demon si avverte quanto l’artista sia effettivamente studiato su alcuni argomenti. Sempre dalla narrazione, si avverte anche il suo cinismo per la società e l’umorismo con cui affronta alcune tematiche. “Jimmy [the protagonist] is me… When he expresses his feelings about the universe being a meaningless and chaotic miasma and consciousness as the ultimate cruel joke on humanity, he’s really speaking for me.” (cit. Jason Shiga).
La quantità di morti, omi**di e sui**di di ogni tipo è altissima. Ma il ritmo della storia e il tratto di Jason Shiga fanno quasi dimenticare l’atmosfera tetra e brutale, permettendo al lettore di godersi l’ironia, le pazze scene d’azione e il divertimento che scaturisce dagli assurdi eventi che si susseguono durante il racconto. Il disegno, infatti, è molto schematico: fisionomie praticamente uguali, con facce ed occhi a palla. Immagini statiche e uno stile cartoonesco privo di frivoli dettagli. Lo stile non solo bilancia l’estrema assurdità di quanto viene illustrato, ma risulta efficace anche nelle scene d’azione. Jason Shiga è inoltre un maestro nella costruzione dei layout e composizione dei pannelli. Per queste caratteristiche e per come è strutturato Demon, il lettore potrebbe faticare a staccarsi, col rischio di divorare tutta la storia in un sol boccone (cosa che ho fatto io).
Una commedia dark-humor che scorre come un videogioco 2D. Brillante, violento e diverso dal solito. Un fumetto che consiglio vagamente di recuperare prima o poi!


La tua fonte vaga di fumetti!














