
Drome – L’epopea mitologica di Jesse Lonergan
Introduzione
Di Drome avevo sentito parlare soltanto bene, dalle recensioni internazionali ai consigli di scudo_99, sempre attento ai gioiellini fumettistici. Intorno al volume si era creato un entusiasmo difficile da ignorare, così ho approfittato di un’offerta Kindle per leggere l’edizione inglese, in attesa della versione italiana annunciata da Tunué. La vittoria dell’Eisner Award 2026 nella categoria Best Graphic Album—New, insieme alle candidature per Best Writer/Artist e Best Coloring, ha infine offerto l’occasione perfetta per parlarne vagamente anche noi!
Drome è la grande epopea mitologica di Jesse Lonergan, che ne firma testi, disegni e colori. Un’avventura fantasy di ampio respiro, in cui vita e morte, amore e conflitto, ordine e caos, si intrecciano in un racconto unico, reso ancora più straordinario dal linguaggio visivo attraverso il quale prende forma sulla pagina.


Trama
All’origine dell’universo di Drome si trovano Form e Spirit, due entità cosmiche dalle quali dipende ogni cosa. Form è associato al nero e alla notte, alla materia e alla forma che essa assume; Spirit coincide invece con il bianco, con lo spazio vuoto e con la luce che permette alle forme di emergere e di esistere.
Da loro nasce la vita e, immediatamente, dalla vita scaturisce la violenza. Gli esseri umani non sono ancora capaci di comunicare e comprendersi, ma manifestano già il desiderio di primeggiare e prevalere gli uni sugli altri. Per contenerne la ferocia viene creata Blue, una semidea incaricata di guidarli e di portare loro il linguaggio e la pace. Intorno alla sua figura prende forma la prima civiltà, anche se l’ordine da lei introdotto viene affermato proprio attraverso una dimostrazione di forza.
Questa contraddizione accompagna l’intero racconto. Il linguaggio offre agli uomini la possibilità di comprendersi e di vivere insieme, ma non cancella le loro ambizioni né il desiderio di possesso. La società sorta intorno a Blue è tutt’altro che perfetta: la violenza primitiva non scompare, ma cambia forma, diventando più consapevole e sofisticata.


L’arrivo di Red sconvolge ulteriormente questo fragile equilibrio. Più selvaggio e istintivo, profondamente legato al mondo animale, il nuovo semidio viene subito percepito dagli esseri umani come una minaccia. Tra lui e Blue nasce però una connessione autentica, destinata a mettere in discussione il rapporto che l’umanità ha instaurato con la propria guida. Il legame tra le due divinità riporta alla luce la superbia e l’egoismo che la civiltà aveva soltanto nascosto, rivelando la fragilità dell’ordine costruito dagli uomini.
A Blue e Red si aggiunge infine Yellow, manifestazione di distruzione ed energia pura. Il suo arrivo sarà determinante per la storia e condurrà ai tragici e poetici eventi finali, sui quali non ci soffermeremo per evitare spoiler.


Quadricomia
I tre semidei incarnano le forze primordiali dell’universo di Drome e rivelano l’idea alla base dell’opera: una cosmologia ispirata alla quadricromia, il sistema di colori tradizionalmente impiegato nella stampa.
Il ciano di Blue, il magenta di Red e il giallo di Yellow acquisiscono corpo, volontà e coscienza; il nero di Form dà consistenza alla materia, mentre il bianco associato a Spirit genera lo spazio in cui ogni cosa può esistere. Questi elementi, riconoscibili fin dalle prime pagine, non hanno quindi una funzione puramente estetica, ma costituiscono i fondamenti stessi dell’universo narrativo.
La pagina non è più un semplice supporto sul quale rappresentare la creazione del mondo, ma diventa la materia di cui quel mondo è fatto. Lonergan trasforma così le componenti tecniche e materiali del fumetto in mitologia: il contrasto tra nero e bianco, la separazione dei colori e la loro sovrapposizione diventano le leggi fisiche e spirituali che governano la realtà narrata. Un’intuizione geniale, sviluppata con straordinaria coerenza.


Mitologia e umanità
Questa costruzione concettuale, tuttavia, non soffoca mai il piacere della lettura. Drome è innanzitutto una grande epopea fantasy, fatta di battaglie, creature gigantesche, scontri mortali, passioni e tradimenti. Il racconto richiama la forza dei miti antichi e mette in scena divinità elementari e uomini incapaci di dominare i propri impulsi.
Alla dimensione mitologica si accompagna infatti una riflessione sulla natura umana e sui sentimenti che ne guidano le azioni: il desiderio, la paura, la gelosia, l’avidità e la volontà di dominio. Con il passare del tempo, nonostante l’acquisizione del linguaggio e la nascita della società, gli uomini non progrediscono sul piano morale, ma continuano inesorabilmente a peggiorare.
La loro natura appare persino più ambigua di quella dei semidei. Blue, Red e Yellow possono essere altrettanto pericolosi e distruttivi, ma agiscono in accordo con le forze che incarnano. Gli esseri umani, invece, costruiscono un’immagine civilizzata di sé senza riuscire a liberarsi degli impulsi che li governavano fin dall’inizio, come il desiderio di possesso e la volontà di prevalere.


L’arte di Lonergan
Se la trama e la mitologia sono già di per sé affascinanti, ciò che rende Drome fuori dal comune è anche il modo in cui vengono raccontate. Il tratto di Lonergan è netto, essenziale e immediatamente leggibile. Corpi, paesaggi e architetture sono ridotti agli elementi fondamentali, lasciando che siano il movimento, il colore e la composizione a conferire loro peso. Ma è nella costruzione delle tavole che la sperimentazione dell’autore raggiunge i risultati più sorprendenti.
Lonergan non parte da una griglia immutabile alla quale adattare ogni scena, ma la tratta come una materia flessibile da modellare secondo le esigenze della storia. Ogni tavola trova così una propria organizzazione e un proprio ritmo: alcune sono dominate da poche immagini ampie, mentre altre si articolano in sequenze serrate, incastri geometrici o strutture che si estendono sull’intera superficie. Anche i riquadri possono assumere funzioni diverse: a volte isolano un brevissimo intervallo di tempo, altre volte si uniscono come tessere di un’unica immagine, scompongono una scena o ne mostrano simultaneamente punti di vista differenti.
Ogni soluzione risponde al movimento interno della narrazione: la forma della tavola cambia insieme agli eventi. La griglia non è dunque una struttura rigida, ma uno strumento attraverso il quale Lonergan modella il tempo e lo spazio. Il bianco di Spirit, che coincide con il vuoto tra le immagini, assume una funzione concreta nella successione degli eventi e diventa parte attiva del mondo rappresentato.


Ne nasce un meccanismo complesso da descrivere, ma sorprendentemente naturale da seguire: per quanto elaborate, le soluzioni grafiche non compromettono mai la chiarezza della lettura. Il controllo tecnico è impressionante, ma non si riduce mai a un semplice esercizio di stile. Al contrario, la sperimentazione amplifica il significato e la forza della storia, facendo sì che ogni scelta formale contribuisca alla costruzione del racconto.
Drome, infine, affida quasi l’intero racconto alle immagini e al loro montaggio, con un uso estremamente limitato del dialogo. La scarsità delle parole non rappresenta mai un ostacolo, al contrario, permette alla componente visiva di assumersi quasi interamente il peso della narrazione e conferisce alla storia qualcosa di primordiale, come se questo mito esistesse da prima che il linguaggio potesse descriverlo.


Conclusioni
È nella fusione di tutti questi elementi che Drome trova la propria identità. La sua grandezza non risiede soltanto nella vastità degli eventi narrati, ma nella capacità di costruire un mondo in cui ogni scelta formale acquista significato.
La quadricromia, le griglie, gli spazi bianchi e la forma delle vignette non sono semplici soluzioni grafiche: scandiscono il ritmo, orientano la lettura e danno corpo alla storia. Lonergan trasforma la pagina in uno spazio vivo, facendo del linguaggio del fumetto non soltanto uno strumento narrativo, ma il principio stesso su cui si fonda l’universo narrativo.
Drome è un’opera epica e ambiziosa, unica e sorprendente per inventiva e potenza visiva, con una perfetta integrazione tra forma e racconto. Indubbiamente una delle migliori letture del 2026 e, vagamente, già un classico contemporaneo!


Qui per il nostro post di Instagram con gallery completa!
La tua fonte vaga di fumetti!


