
Homunculus – Il seinen psicologico di Hideo Yamamoto
Homunculus di Hideo Yamamoto è un manga a cui sono particolarmente affezionato: il primo seinen che abbia letto e collezionato durante il liceo. Pubblicato tra il 2003 e il 2011, si distingue per uno stile unico e per i temi profondi che affronta, rendendolo uno dei miei fumetti preferiti.
All’epoca della lettura avevo appena deciso di iscrivermi a Psicologia e il consiglio del mio “uomo-fumetti” si rivelò perfetto, alimentando ulteriormente il mio interesse per questa scelta. La storia segue Susumu Nakoshi, un uomo sottoposto a trapanazione cranica dal giovane medico Manabu Ito per dimostrare l’esistenza del “sesto senso”. Dopo l’intervento, Nakoshi inizia a percepire gli Homunculi, manifestazioni fisiche dei traumi e dell’inconscio altrui.
Partendo da premesse originali e interessanti, quest’opera si è rivelata tra le più apprezzate e analizzate del genere seinen, capace di lasciare libertà di interpretazione nel lettore, senza mai risultare banale o ripetitiva. Yamamoto costruisce così un’esperienza meta-psicologica, portando il lettore a riflettere su sé stesso parallelamente al viaggio percettivo e introspettivo di Nakoshi.
Nel post di oggi ho voluto concentrarmi sugli Homunculi, di cui trovate in galleria alcuni tra i più iconici. Nel manga, essi non rappresentano solo il “cuore” e la verità più profonda di un individuo, ma si intrecciano anche con il vissuto e i traumi di Nakoshi. Questo richiama la pratica psicologica, in cui il terapeuta può attivarsi emotivamente di fronte al vissuto di un paziente.
Tuttavia, mentre uno psicologo può contare sulla supervisione per gestire il proprio equilibrio emotivo, Nakoshi è solo con il suo “potere”, senza alcun paracadute. La sua ricerca disperata dell’Io lo spinge verso il baratro della domanda “Chi sono io?”, lasciando il dubbio se abbia trovato davvero la risposta che cercava o abbia perso del tutto il contatto con la realtà.
A distanza di anni, rileggere Homunculus ha confermato le sensazioni che provai allora, suscitandone anche di nuove. Tuttavia, come in passato, ho trovato alcuni momenti troppo prolissi. Nonostante questo, resta una lettura imprescindibile per gli amanti del genere.
La tua fonte vaga di fumetti!











