
Intervista vaga a LÖK ZINE
Cos’è LÖK ZINE?
Fondata nel 2011 a Bologna da un gruppo di student* dell’Accademia di Belle Arti, LÖK ZINE è una rivista indipendente di fumetto e illustrazione che negli anni si è affermata come una delle realtà più interessanti e dinamiche del panorama editoriale italiano. La rivista, pubblicata in edizione bilingue (italiano e inglese), è costruita attorno a un tema specifico che viene esplorato attraverso le opere di fumettist*, illustratori e illustratrici, selezionat* tramite open call: un approccio partecipativo che ha permesso a LÖK ZINE di diventare anche un laboratorio creativo per talenti emergenti e affermati.
Alla guida del progetto ci sono le co-fondatrici Elisa Caroli – illustratrice, serigrafa e editor-in-chief, oggi di base a Parigi – e Lucia Manfredi, graphic designer e autrice. Insieme a loro, oggi collaborano anche Rita Montorsi e Daniel Sansavini, contribuendo a mantenere vivo lo spirito collettivo e la continua evoluzione del progetto. Nel tempo, LÖK ZINE è cresciuta oltre la rivista, diventando una piccola casa editrice indipendente che pubblica monografie, antologie e progetti speciali, sempre con un occhio attento alla sperimentazione formale e alla qualità dei contenuti.
In occasione dell’ultima edizione del Bricòla Festival, tenutasi presso il Wow Spazio Fumetto di Milano, abbiamo recuperato gli ultimi due numeri di LÖK ZINE: HOME/CASA e BODY/CORPO, di cui trovate qualche estratto in galleria. Abbiamo inoltre incontrato Elisa Caroli per una chiacchierata, utilizzando il nostro solito format “E se i fumetti fossero una dipendenza?”, questa volta in forma scritta e più approfondita, e dov’è presente anche qualche piccola anticipazione sull’open call del prossimo numero di LÖK ZINE.
Di seguito vi segnaliamo alcuni nomi delle autrici e degli autori di cui trovate il contributo in galleria.
LÖK ZINE 15: Copertina e illustrazione interna a cura di Bjorn Lie; Margherita Caspani, Alexandra Hochreiter, MadeinHilary, Pornobotanica, Alessandro Nicoli.
LÖK ZINE 16: copertina e illustrazione interna a cura di Raman Djafari; Alexandra Ciocan, Giulia Rosa (Organismi), Fosca, Marta Goldin, Lorenzo Raimondo.
Intervista a Elisa Caroli
Fumetto Vago: Ciao Elisa, intanto ti ringraziamo per aver accettato di partecipare all’intervista. Partirei con la prima domanda: se i fumetti fossero una dipendenza, quando si sono manifestati per voi i sintomi?
Elisa Caroli: I primi sintomi sono venuti fuori nel lontano 2011. Abitavamo tutti insieme a Bologna dietro Piazza Verdi, non avevano rinnovato i contratti ai nostri professori all’Accademia delle Belle Arti, quindi noi pagavamo degli affitti da settembre a più o meno dicembre senza avere effettivamente corsi. Chiaramente nei nostri vent’anni avevamo un sacco di energia creativa e un sacco di tempo, e quindi abbiamo deciso di fare qualcosa che centrasse col fumetto e l’illustrazione. Ci siamo ispirate a tutte le riviste storiche, non volevamo fare davvero un’antologia, perché volevamo includere l’illustrazione, e quindi tra coinquilini, amici, conoscenti abbiamo deciso di interpretare questo periodo di stallo in qualcosa di produttivo. Ho vissuto sette anni a Bologna, ho organizzato Fruit (Fruit Exhibition, n.d.r.) tre anni, ho fatto un po’ di roba e poi mi sono stufata. Ora sono a Parigi.
Fumetto Vago: Com’è diventata una dipendenza?
Elisa Caroli: Allora, la dipendenza era secondo me collegata anche alle nostre persone, al nostro modo di vivere, avevamo appartamenti comunicanti, eravamo come una grande famiglia scelta. Quindi in realtà fare fumetti era la diretta conseguenza del nostro rapporto, notti a Morettone, a birrette, e veniva fuori un numero, quindi era qualcosa di veramente spontaneo. Poi è passato il primo anno, il secondo, il terzo (ride, n.d.r.). All’inizio eravamo ventidue, poi tra scelte di vita, Erasmus, fine corsi, traslochi, siamo rimasti in quattro, poi dopo in due, e poi dopo in quattro. Ora stiamo entrando nell’adolescenza, 14 anni, è un’età difficile.
Fumetto Vago: Avete mai pensato di smettere?
Elisa Caroli: Tante volte, però più che smettere questo progetto si è evoluto con noi essenzialmente. A volte con Lucia (Manfredi, n.d.r.) diciamo che è nostro figlio perché siamo noi tre membri fondatori rimasti, e quindi si evolve con noi. E chiaramente, evolvendosi la nostra professionalità, nel mondo della grafica per Lucia e io dell’illustrazione, ci viene voglia chiaramente di renderlo più strutturato o comunque di renderlo remunerato, ma non credo che succederà mai (ride, n.d.r.). Ci siamo dette magari di fare degli anni sabbatici, perché comunque fare i festival è complicato, viaggiare, tutto, poi c’è stato il Covid, più sabbatico di così. Oppure magari di far comprare il progetto a una casa editrice indipendente, ma registrata. Abbiamo avuto vari pensieri, però in realtà ci sembra sempre di snaturare il progetto, o comunque diciamo che siamo sempre nella nostra comfort zone, e quindi non abbiamo ancora smesso.
Fumetto Vago: Come influisce sulla vostra vita attualmente?
Elisa Caroli: Influisce che abbiamo degli appuntamenti fissi ogni anno, e da un lato c’è questa componente molto romantica che in realtà cresciamo questo progetto come un figlio, che ci succhia energia, sonno, soldi, ma non parla almeno (ride, n.d.r.). Però dall’altro lato è anche un’occasione per sentirsi costantemente, appunto, abitando in due paesi diversi. A prescindere dal nostro legame d’amicizia, che è molto forte, è anche un legame intellettivo a cui non rinunceremmo mai. E soprattutto, magari, facendo progetti più istituzionali nelle nostre vite, questo è davvero il nostro spazio dove creare, dove sentirci liberi, incontrare, trovare un riscontro con i lettori ed è qualcosa che in realtà, per quanto ci prenda energia, ce ne ridà in egual misura, quindi funziona.
Fumetto Vago: Rispetto al prossimo numero, ci potreste anticipare quale sarà il titolo, e in generale come viene scelto il tema?
Elisa Caroli: Allora, la scelta del tema in realtà è molto semplice, facciamo una chiamata io e Lucia, conosciamo il progetto da tanti anni, quindi in realtà sappiamo più o meno quali sono i temi che ci interessano. Non sono temi ben specifici, ci piacciono le parole che possono essere interpretate da vari punti di vista, tipo “Spazio”, tipo “Dimensioni”, sono vecchi numeri che possono essere visti con varie interpretazioni. Questo numero abbiamo voluto giocarci un po’, per quanto non funzioni tanto perché noi siamo una rivista bilingue, quindi comunque dobbiamo anche adattare tutti i temi in inglese. Non funziona tanto, però abbiamo comunque spiegato nel testo dell’open call cosa intendiamo. Il prossimo è il numero 17, e il 17 sappiamo bene che numero è… E quindi, per stare sul vago, abbiamo deciso che il tema è il “Venerdì”, così da fare “Venerdì 17”. Poi dopo nel brief dell’open call in realtà si parla della “Sorte”, quindi vorremmo parlare appunto della sfortuna, della sfiga, della sorte in generale, delle credenze, della cabala, tutto quello che può ispirare gli autori su questo tema. Vedremo cosa verrà fuori.
Fumetto Vago: Grazie mille per la disponibilità!
Elisa Caroli: Di niente!
La tua fonte vaga di fumetti!
















