
Jacopo Starace – Tributo Vago
Introduzione
Jacopo Starace è una delle voci più interessanti del fumetto italiano contemporaneo.
Le sue opere e iniziative hanno giustamente ottenuto l’attenzione di pubblico e critica. Nel 2019 pubblica la sua prima graphic novel, INN, per il Progetto Stigma e Eris Edizioni. Negli anni successivi fonda il collettivo Trincea Ibiza, dal quale prendono vita diversi progetti originali. E si distingue anche come illustratore: dai lavori realizzati per le carte di Disney e Cuphead, fino alla sua recente illustrazione per la nona edizione di Bricòla, il festival delle autoproduzioni che si terrà a Milano il 28 e 29 marzo.
Abbiamo quindi deciso di dedicare un tributo vago a questo autore, approfondendo le sue graphic novel più recenti: Essere Montagna e Il diavolo di Smiling Woods, entrambe pubblicate da Bao Publishing.
INN avrà invece una recensione separata, nella serie di articoli dedicati al Progetto Stigma (qui per recuperare Mani di Z, Rubens, Iron Kobra e Moby Dick City Blues).
Essere Montagna
Trama: un mondo nuovo e da esplorare
Essere Montagna viene pubblicato per la prima volta in Francia nel 2022 dalla casa editrice Éditions Sarbacane. Un anno dopo, approda anche in Italia grazie a Bao Publishing.
Jacopo Starace propone fin da subito una mappa del mondo in cui si svolge il racconto. Un ambiente che il lettore imparerà a conoscere gradualmente, pagina dopo pagina, seguendo le vicende degli “esseri formica”: creature simili agli esseri umani, ma di dimensioni estremamente ridotte rispetto all’ambiente circostante (una scelta narrativa interessante, che genera volutamente un senso di ambiguità).
La società degli esseri formica è organizzata in diverse classi, come gli scalatori e i messaggeri, e vede la presenza di figure autorevoli quali il decano, responsabile delle comunicazioni tra villaggi, e il priore, che funge sia da guida spirituale che politica dell’intera comunità.
Scopriamo che il mondo è stato sconvolto da una calamità che ha decimato la popolazione. La salvezza è giunta grazie agli enigmatici “esseri montagna”, che hanno donato un antidoto contro la malattia che aveva colpito gli abitanti. I sopravvissuti vivono ora in villaggi isolati, immersi in una natura rigogliosa e selvaggia, e segnati da superstizioni e timori.
La natura, ormai padrona incontrastata, si manifesta in foreste lussureggianti popolate sia da creature familiari, come le mantidi (divenute minacciose data la loro dimensione spropositata), sia da animali mai visti prima, come “Forbicina”, un particolare animale simil-formica che accompagna i due giovani protagonisti, Myco e Pai, fratello e sorella in viaggio.
La storia, oltre a incantare con le sue ambientazioni mozzafiato, si arricchisce di personaggi emblematici. Oltre ai membri del villaggio degli esseri formica, incontreremo infatti Anita, il medico dell’ordine del bacillo (che indossa una maschera ispirata a quella dei medici della peste), e Lepista delle rane, una guaritrice che vive all’interno di una ruota di bicicletta e che possiede una conoscenza profonda delle piante.
Il viaggio e l’opportunità di crescita
“Cerca, cerca, serpentino, cerca, cerca l’acqua pura – Per salvare la famiglia e trovare la cura”.
Il cuore della narrazione si concentra sul viaggio di Myco e Pai, impegnati nella ricerca disperata di ciò che rimane dell’antidoto. La malattia che decimò la popolazione anni prima, infatti, ha fatto nuovamente la sua comparsa.
In questo universo narrativo creato da Jacopo Starace, la malattia rappresenta sia una calamità distruttiva sia un’opportunità di trasformazione. “Qual è la vera malattia, priore? L’anatema che la sta infettando, o il frutto della vostra brama e del vostro egoismo?”.
Come di consueto, eviteremo spoiler, ma possiamo vagamente affermare che Essere Montagna si configura come un vero e proprio romanzo d’avventura, un’epopea corale. La ricerca dell’antidoto e di una via di salvezza si trasforma in un percorso di crescita per l’intera comunità degli esseri formica.
Il viaggio mette in luce tanto la fragilità quanto la forza dell’essere umano di fronte all’ignoto. Emergono speranza, capacità di adattamento, dubbi verso la fede e le superstizioni, riflessioni sul valore del dubbio e sul desiderio di pace (“Forse la vita non è fatta per la pace, non credi?”), il conflitto tra razionalità e istinto, egoismo e sofferenza collettiva, e il coraggio di lottare per chi si ama.


Lo stile grafico in Essere Montagna
In conclusione, evidenziamo lo stile grafico di Jacopo Starace. L’autore utilizza i colori con maestria e arricchisce le tavole di dettagli, riuscendo a trasmettere alla perfezione le atmosfere suggestive e uniche di questo universo “post-apocalittico” e fantastico.
Con grande consapevolezza, dedica intere tavole a rappresentare la nuova natura dominante, immergendo il lettore in un paesaggio rigoglioso e selvaggio. Le creature e la vegetazione sono illustrate con una fantasia vivida, e l’autore evidenzia egregiamente la differenza dimensionale tra gli esseri formica, l’ambientazione e gli altri animali.
Il diavolo di Smiling Woods
Trama: un misterio inquietante
Il diavolo di Smiling Woods è la seconda graphic novel di Jacopo Starace pubblicata per Bao Publishing nel 2025.
Questa volta, il lettore viene trasportato nelle atmosfere suggestive tipiche del genere mystery-horror americano. L’incipit è emblematico: “Due anni fa nel bosco di Smiling Woods, confinante con la nostra cittadina, tredici famiglie di minatori scomparvero improvvisamente nel nulla. Non furono mai più ritrovate.”
Un mistero inquietante e una tensione palpabile che saranno centrali per tutta la storia.
La narrazione si concentra su un gruppo di studenti del liceo Harry Haller, membri del giornale scolastico Daily Haller. Spinti sia dall’interesse giornalistico sia da motivazioni personali, decidono di indagare sul misterioso caso delle sparizioni avvenute nel bosco di Smiling Woods.
A due anni di distanza dalle tragiche scomparse, infatti, un nuovo evento inquietante scuote la comunità: Ernie, fratello di Delia (una delle giovani investigatrici), svanisce nel nulla senza lasciare tracce. La minaccia, quindi, non è mai davvero scomparsa ed è ora più presente che mai.
Chi è il vero diavolo?
Nel corso dell’indagine, il lettore viene condotto a scoprire i diversi membri della comunità, nonché il clima emotivo che la pervade: un senso di oppressione e disperazione che grava su tutti. I familiari delle persone scomparse vivono nell’incertezza, senza sapere se i loro cari siano ancora vivi o meno. La polizia, invece, è sotto accusa per la sua apparente inefficienza e incapacità di risolvere il caso, alimentando la sfiducia e la paura che la tragedia possa colpire ancora.
In questo scenario teso e carico di domande, emerge anche la figura controversa della Fieldpharma, un’azienda sospettata di aver inquinato il fiume che attraversa le falde acquifere della miniera di Campbell Rock, compromettendo così la salute dei minatori con le proprie sostanze di scarico.
Anche stavolta non sveleremo i dettagli della trama, per lasciare al lettore il piacere di scoprire da sé i segreti che avvolgono il bosco. Un viaggio nel legame tra la comunità e la foresta sorridente, un rapporto intriso di superstizioni e inquietudini. Un mistero dall’eco orrorifica, che ci lascia con l’interrogativo universale: chi è il diavolo in questa storia?
“La luce del diavolo. Il diavolo vestito di pura luce. Si nasconde nei meandri della terra, ma ha rubato il potere di Dio. privato del suo potere, come potrà renderci savi?”
Lo stile grafico in Il diavolo di Smiling Woods
Concludiamo con una riflessione vaga sulla parte visiva. La palette cromatica scelta da Jacopo Starace svolge un ruolo chiave e si distingue nettamente tra i due fumetti.
In Essere montagna prevalgono le sfumature di verde-marrone, che ben si sposano con gli ampi scenari naturali e trasmettono un senso di apertura e vitalità. Al contrario, in Il diavolo di Smiling Woods, i colori diventano più spenti e desaturati. La palette si fa, infatti volutamente più cupa per riflettere l’atmosfera dark-mistery del racconto.
Questa scelta visiva non solo distingue i due mondi narrativi, ma permette al lettore di immergersi appieno nelle diverse emozioni e suggestioni che ciascuna storia intende trasmettere.
Conclusioni e ultime riflessioni
Le due graphic novel pubblicate da Bao Publishing, pur essendo diverse, presentano significative affinità. Anche quando dà vita ad universi complessi e fantastici, Jacopo Starace mantiene saldo il legame con interrogativi filosofici ed esistenziali, scegliendo l’indagine / il viaggio – sia reale che metaforico – come strumento di esplorazione e di crescita.
In Essere Montagna affronta tematiche sociali di grande attualità, e il sacrificio e il dubbio rappresentano le chiavi per riscoprire sé stessi.
In Il diavolo di Smiling Woods restringe la prospettiva, concentrandosi sulle paure, le insicurezze e sul “diavolo nascosto” che aleggia all’interno di una piccola comunità.
Inoltre, non è un caso che i protagonisti di entrambe le graphic novel siano giovanissimi. Sono loro la speranza e la possibile soluzione ai conflitti e ai problemi, spesso attraverso scontri generazionali e di visioni.
Le opere di Jacopo Starace offrono non solo intrattenimento, ma anche l’opportunità di confrontarsi con temi universali. Tutto attraverso prospettive coinvolgenti e originali, capaci di stimolare sia l’immaginazione sia la riflessione.
Jacopo Starace si conferma un artista italiano da seguire per l’originalità e la versatilità che dimostra non solo nel mondo del fumetto. Come anticipato nell’introduzione, vi consigliamo di recuperare anche i suoi lavori come illustratore e i progetti realizzati con Trincea Ibiza.
E questo è il nostro tributo vago a lui dedicato.

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