
La lunga notte dei rospi – Il primo fumetto per l’infanzia di Noemi Vola
Una panoramica sull’autrice
La lunga notte dei rospi di Noemi Vola è l’ultima uscita della collana Danilo Buzzati, all’interno del più ampio progetto Canicola Bambini, dedicato al fumetto per l’infanzia e l’adolescenza. Nel corso degli anni la collana ha raccolto numerosi titoli di successo e ospitato autorx del calibro di Tuono Pettinato, Martina Sarritzu, Laverve e Michelangelo Setola, solo per citarne alcunx. A questo gruppo si unisce ora anche Noemi Vola, un nome che difficilmente potrebbe mancare in un panorama dedicato al fumetto per ragazzx. Illustratrice e autrice tra le più attive e riconosciute della sua generazione, Vola ha infatti costruito negli anni una produzione riconosciuta non solo in Italia, ma anche all’estero.
Ho sempre apprezzato il suo stile peculiare, capace di proporre un’immagine che a un primo sguardo appare spontanea e immediata, ma che rivela una cura compositiva e una ricerca visiva tutt’altro che casuali. Conoscevo da tempo il suo lavoro, pur non avendone mai collezionato le pubblicazioni, essendo rivolte quasi esclusivamente a un pubblico infantile. Tuttavia, con mio nipote che inizia sempre più a crescere, non vedo l’ora di potergli regalare alcuni dei suoi libri e così leggerli insieme a lui.


Uno degli aspetti che più mi colpiscono del lavoro di Noemi Vola è il modo in cui riesce a coniugare sperimentazione e accessibilità. I suoi disegni si allontanano da molte delle convenzioni più diffuse dell’illustrazione per l’infanzia: i colori sono vivaci e ricchi di contrasti, le forme insolite, i personaggi spesso eccentrici e fuori dagli schemi. È un immaginario che non punta a una graziosità convenzionale e che, almeno a uno sguardo adulto, potrebbe persino apparire insolito per un’opera destinata ai più piccoli.
Eppure è proprio questa originalità a renderlo così affascinante. Vola non rinuncia mai alla propria identità artistica per adattarsi a un’idea prestabilita di illustrazione per bambini, riuscendo comunque a creare immagini immediate, coinvolgenti e ricche di fascino. Basta osservare i numerosi laboratori e incontri che tiene con bambinx e ragazzx per accorgersi di quanto il suo immaginario riesca a catturare la loro attenzione.


Forse è anche per questo che il suo lavoro mi ha sempre colpito. Ricordo che da bambino ero molto più attratto da illustrazioni di questo tipo che non da quelle più tradizionali. Mi interessavano le immagini che custodivano qualcosa di insolito, che lasciavano spazio alla curiosità e all’immaginazione. Guardando oggi il lavoro di Noemi Vola ritrovo quella stessa sensazione, ed è una qualità che emerge con forza anche ne La lunga notte dei rospi.
Il fumetto
Già da un primo sguardo il volume si distingue da molte delle altre uscite della collana. La confezione editoriale è particolarmente curata: il libro si presenta in un formato cartonato, solido e resistente, che richiama immediatamente i grandi libri di fiabe dell’infanzia. È una scelta che trasmette una piacevole sensazione di familiarità e che personalmente mi ha ricordato molti dei volumi che sfogliavo da bambino. Molto riuscita anche la copertina, dominata da un’illustrazione che occupa l’intera superficie e che riesce fin da subito a catturare l’attenzione del lettore. L’atmosfera notturna e la presenza delle insolite creature che popolano il mondo immaginato da Vola anticipano perfettamente il tono della storia.


La vicenda è ambientata in un bosco abitato da una piccola comunità di creature che vivono all’interno di un tranquillo villaggio. I protagonisti sono Pluc e Spino, due amici molto diversi tra loro. La prima è curiosa, estroversa, amante dei fuochi d’artificio e costantemente alla ricerca di nuove avventure; il secondo è invece timido, pauroso e profondamente pigro, sempre pronto a lasciarsi trascinare dall’entusiasmo dell’amica. A minacciare l’armonia del villaggio sono i rospi, grandi creature che controllano il resto del bosco e impongono agli abitanti una serie di regole per evitare di essere divorati. Quando il re dei rospi decide di far catturare il sole per ottenere una notte eterna, il fragile equilibrio del bosco viene spezzato. Il villaggio si ritrova improvvisamente immerso nell’oscurità, nel freddo e nella paura, costringendo Pluc e Spino a confrontarsi con una situazione ben più grande di loro.
Senza entrare troppo nei dettagli della trama, posso dire che La lunga notte dei rospi è una lettura che mi ha convinto e soddisfatto molto. Pur non frequentando abitualmente la narrativa per l’infanzia e non sentendomi quindi in grado di valutarne fino in fondo i canoni, ho trovato il libro estremamente coinvolgente sia nella costruzione della storia che nella caratterizzazione dei personaggi. In particolare ho apprezzato molto Pluc, un personaggio che sembra incarnare perfettamente la sensibilità artistica di Noemi Vola: una creatura dall’aspetto dolce e apparentemente innocuo, ma animata da un’energia incontenibile, da una curiosità inesauribile e da una forte determinazione.


Nel complesso, La lunga notte dei rospi mi è sembrata una fiaba moderna particolarmente riuscita. Pur rivolgendosi a un pubblico giovane, il libro non rinuncia mai a quegli elementi leggermente stranianti che caratterizzano l’immaginario dell’autrice. Con l’arrivo della notte eterna il bosco assume tratti quasi spettrali: la vegetazione si infittisce, le forme diventano più minacciose, gli alberi sembrano nascondere presenze misteriose e i rospi si trasformano in una minaccia costante e incombente.
Sono atmosfere che sfiorano a tratti il racconto fantastico più oscuro, senza però perdere quel senso di meraviglia che accompagna tutta la lettura. Anche da un punto di vista visivo il libro conferma le qualità dell’autrice. La gestione del colore è straordinaria e contribuisce in maniera decisiva alla costruzione delle atmosfere, accompagnando il passaggio da un mondo inizialmente accogliente e familiare a uno spazio sempre più inquieto.


L’unico aspetto che mi ha lasciato leggermente perplesso riguarda la parte finale del racconto. Pur trovando coerente la soluzione narrativa scelta dall’autrice e pienamente soddisfacente l’esito della vicenda, ho avuto l’impressione che gli ultimi passaggi si sviluppassero con una certa rapidità. Alcuni elementi, in particolare quelli legati ai rospi e alla figura del re, avrebbero forse meritato qualche pagina in più per essere approfonditi. Si tratta comunque di una riserva minima all’interno di una lettura che ho apprezzato moltissimo. Il finale funziona, l’epilogo è particolarmente riuscito e restituisce ai personaggi e al loro mondo un senso di cambiamento che rappresenta una delle qualità più importanti di ogni buona storia per ragazzx.
Una considerazione sulla collana
Parlando più in generale della collana, una riflessione che mi accompagna ormai da tempo, leggendo le pubblicazioni di Canicola Bambini, riguarda il loro pubblico di riferimento. È una questione sulla quale non ho una risposta definitiva e che probabilmente dipende anche dal mio punto di vista di lettore adulto. Da una parte, osservando le attività e i progetti portati avanti dalla casa editrice, appare evidente quanto il dialogo con l’infanzia sia centrale nella sua proposta culturale. Dall’altra, leggendo molti dei titoli pubblicati nella collana, mi capita spesso di chiedermi se alcune opere non trovino la loro piena espressione presso lettori e lettrici leggermente più grandi.


Più che libri pensati esclusivamente per l’infanzia, li ho spesso percepiti come opere capaci di attraversare diverse fasce d’età, grazie a una ricchezza visiva e narrativa che permette letture differenti a seconda dell’esperienza di chi le affronta. E probabilmente è proprio questo uno degli aspetti più interessanti della collana. La lunga notte dei rospi conferma pienamente questa impressione. È una storia accessibile ai più giovani, ma allo stesso tempo capace di coinvolgere e affascinare anche lettori più maturi, grazie alla forza del suo immaginario e alla qualità della sua costruzione narrativa.
Per quanto mi riguarda, questo primo fumetto per l’infanzia di Noemi Vola è un lavoro assolutamente convincente. Un libro che conferma tutte le qualità dell’autrice e che merita senza dubbio di essere recuperato, sia da chi già ne conosce il lavoro sia da chi desidera avvicinarsi per la prima volta al suo universo creativo.
La tua fonte vaga di fumetti!


