Articoli Vaghi,  Fumetti Italiani

La Mandiguerre di Stefano Tamiazzo e Jean David Morvan

Introduzione

La Mandiguerre è una serie a fumetti nata dalla collaborazione tra Jean-David Morvan, celebre sceneggiatore francese, e Stefano Tamiazzo, “uno dei vostri artisti prediletti”. Pubblicata nel 2003 in quattro volumi distinti, è tornata sul mercato grazie alla recente edizione curata da If Edizioni x Toshokan, che propone l’intera saga raccolta in un unico volume, arricchito anche da un prezioso artbook con bozzetti e studi su personaggi, scenari e veicoli spaziali.

Inoltre, questa nuova edizione presenta le tavole originali in bianco e nero, senza la colorazione che caratterizzava la prima pubblicazione: una scelta che esalta ulteriormente la raffinatezza del tratto di Stefano Tamiazzo e conferisce maggiore intensità e drammaticità alla narrazione.

Definita come una “space opera steampunk”, La Mandiguerre pone al centro della narrazione il conflitto tra esseri umani e la razza aliena dei Mandi, emblema del diverso, dell’estraneo. Il tema della guerra viene esplorato non solo nella sua crudezza e violenza, ma anche nelle implicazioni più profonde che essa ha sulla società e sulle vite degli individui.

In questa saga, la guerra si insinua in ogni aspetto della realtà: i personaggi, ben caratterizzati ed estremamente umani, si muovono in un mondo lacerato da lotte intestine, dove poteri gerarchici e ambizioni cieche alimentano divisioni e generano odio, non solo verso gli alieni, ma anche all’interno della stessa società. La narrazione riesce così a dipingere un affresco complesso e potente, dove la brutalità del conflitto si intreccia con temi universali come la paura del diverso, la perdita di umanità ed empatia, e le responsabilità individuali.

Una scintilla di speranza è rappresentata dai protagonisti, tre giovani che sono emblema della lotta interiore e collettiva, tema appunto centrale in La Mandiguerre. Il loro individuale percorso di crescita, costellato di ostacoli e dubbi, li porterà a trovare il coraggio di impegnarsi attivamente per un futuro migliore. Spinti dal desiderio di conoscere la verità celata dietro il conflitto, si batteranno per spezzare il circolo vizioso dell’odio e mettere fine a una guerra assurda che semina solo dolore e distruzione su entrambi i fronti, e che porta alcun reale beneficio alla collettività.

La sceneggiatura di Jean-David Morvan

La Mandiguerre si propone come uno specchio fedele della società, sia del passato che del presente: mette in scena il conflitto tra due “razze” differenti, l’ambiguità morale di chi dovrebbe guidare la comunità e la politica propagandistica portata avanti dal governo. Attraverso i mass media, infatti, viene alimentato deliberatamente l’odio nei confronti dei Mandi, rappresentati come mostri da eliminare senza esitazione. Tuttavia, sarà proprio uno dei protagonisti a rivelarci che questi “alieni”, in realtà, sono ancora più spaventati degli esseri umani stessi; dietro la loro storia si celano verità molto più profonde e complesse di quanto la propaganda voglia far credere.

Un aspetto da evidenziare è la decisione di Jean-David Morvan di immergere subito il lettore nell’azione, iniziando la storia in medias res: il racconto si apre con un comandante dei Mandi caduto prigioniero degli esseri umani, un evento straordinario e raro nella storia del conflitto. Procedendo nella lettura, il mosaico della vicenda si arricchisce gradualmente di dettagli preziosi relativi alla società, all’organizzazione militare e alla guerra tra umani e Mandi.

Il ritmo narrativo risulta ben calibrato: si alternano sequenze adrenaliniche, colme di tensione e azione (tra battaglie aeree e terrestri), a momenti di pausa riflessiva, incentrati su significativi dialoghi e confronti tra i personaggi. Questa alternanza dona respiro alla narrazione, permettendo al lettore di assaporare le sfumature emotive dei protagonisti e di cogliere le complessità del contesto sociale, politico e storico che fa da sfondo alla vicenda.

L’arte di Stefano Tamiazzo

Naturalmente, l’elemento che mi ha spinto ad acquistare e immergermi nella lettura de La Mandiguerre è stato il disegno di Stefano Tamiazzo. Il suo stile, plasmato dall’influenza di maestri come Miyazaki, Otomo e Tezuka, trasporta il lettore in un’atmosfera da Studio Ghibli: personaggi dalle proporzioni volutamente esagerate e dall’espressività vibrante, una ricchezza di dettagli che si riversa sia nelle ambientazioni che nelle epiche guerre intergalattiche, fino al design unico di personaggi, scenari e veicoli spaziali.

Tamiazzo dà vita a un universo visivo straordinariamente coerente e tangibile, mettendo in mostra un tratto sicuro, preciso ed estremamente efficace. A tutto questo si aggiunge una sorprendente originalità e versatilità nella composizione delle tavole, con soluzioni grafiche sempre nuove per le singole sequenze narrative. È impossibile non restare colpiti dall’abilità e dalla dedizione di questo artista, che da sempre rimane fedele a una lavorazione analogica, “come ai vecchi tempi”, in grado di trasmettere autenticità ad ogni pagina.

Conclusioni

La Mandiguerre rappresenta una piacevole esperienza immersiva, ma, tuttavia, resta il rammarico per l’assenza di un vero e proprio finale: la narrazione si interrompe proprio quando le rivelazioni dei protagonisti nell’ultimo capitolo spalancano nuovi orizzonti, lasciando la sensazione di un racconto incompiuto. Questa mancanza stimola la fantasia del lettore, che non può fare a meno di desiderare di scoprire di più e vedere come si sarebbero evolute vicende e personaggi.

Il nucleo tematico della guerra e del confronto con il diverso continua ad affascinare e a offrire spunti di riflessione profondi, ma forse è il magistrale disegno di Stefano Tamiazzo a rappresentare il motivo principale per acquistare La Mandiguerre.

In questo senso, è doveroso ricordare anche l’articolo dedicato a L’ergastolo di Santo Stefano (tra le migliori uscite del 2024) e a Niente succede per caso, opere che confermano il talento e la versatilità dell’autore.

La tua fonte vaga di fumetti!

Lascia una risposta