Fumetti Italiani,  Graphic Novel

La quarta guerra mondiale – Taddei & Spugna

Con una gran quantità di fumetti che mi fissano disperati, ancora in attesa di essere letti, lo scorso weekend il mio inconscio mi ha spinto a ripescare dalla libreria una vecchia e apprezzatissima lettura: La quarta guerra mondiale, scritto da Marco Taddei e illustrato da Spugna. Pubblicato nel 2021 da Feltrinelli, è un fumetto che, oggi come allora, racconta in modo grottesco, irriverente e spropositato un futuro che, anno dopo anno, si fa sempre più presente.

Ambientato esattamente un millennio dopo la sua uscita, il racconto descrive un mondo devastato e lacerato da un conflitto totale, che dura oramai da secoli. Sullo sfondo si estende un’angosciante desolazione, interrotta soltanto da qualche avamposto isolato o da trincee gremite di soldati, ed è proprio in una di queste che prende avvio la nostra storia.

Ci viene mostrato un mondo interamente votato alla guerra, popolato da caricature e stereotipi: un ufficiale arcigno e inflessibile che ci crede fin troppo, una schiera di soldati con il cervello talmente lavato da brillare al buio, e robot umani zaristi devoti alla madre patria. E poi, in mezzo a tutto questo, un piccolo “soldatinen” di nome Otto, tanto intimorito dalla guerra da sembrare l’unico folle a ripudiarla (a suo modo). Dopo questo breve, ma intenso prologo, a mettere in moto la storia è la rocambolesca diserzione di Otto e il suo incontro con Burger, un ufficiale muscoloso e animato da buone intenzioni, ma che sembra nascondere un obiettivo ben più ambizioso.

Senza addentrarci troppo nella trama, emergono subito due elementi centrali che accompagneranno tutta la storia. Il primo è un ritmo forsennato che, in un susseguirsi di eventi sempre più esagerati, procede a velocità spropositata, lasciandoci appena il tempo di percepire e stupirci, ma senza elaborare del tutto. Al racconto di un futuro intriso di avanzatissime tecnologie sintetiche e surreali, si intreccia una satira tagliente e costante sulle dinamiche della guerra, passate e presenti, che Taddei e Spugna immaginano destinate a ripetersi anche nei conflitti di un futuro remoto.

A potenziare questa parodia interviene l’altro elemento cardine: il netto contrasto tra Otto e letteralmente chiunque popoli questo mondo. Otto è visto da tutti come un codardo, un vile, uno stramboide fuori da ogni logica, mentre gli altri personaggi, perfettamente integrati nella narrazione bellica, ne incarnano la normalità, mancando di ogni altro tipo di sfumatura. L’espediente è semplice, ma efficace: Otto diventa l’unica figura con cui il lettore può empatizzare, rendendo le sue azioni le sole davvero comprensibili in questo universo delirante e spingendoci a osservare con maggiore senso critico ciò che fanno e dicono gli altri.

La scelta di affiancare a questa storia i disegni di Spugna è più che azzeccata: il suo stile grottesco, splatter e al tempo stesso caricaturale si sposa perfettamente con il tono del racconto. L’estetica, che richiama uno dei suoi lavori più apprezzati – The Rust Kingdom (2017) – dona una piacevole coerenza all’opera. Un aspetto che ho particolarmente apprezzato è l’uso intelligente e studiato del colore: in assenza di una suddivisione tradizionale in capitoli, le varie scene si distinguono grazie a netti cambi di tinte negli sfondi, che segnano chiaramente i passaggi tra i diversi momenti narrativi, mantenendo sempre il lettore orientato su dove si trova e su ciò che sta accadendo.

La quarta guerra mondiale è una lettura densa di spunti, ma che concentra la propria narrazione su un tema chiaro e (si spera) condivisibile. Non intende farci la morale, ma mostrarci quanto assurda e priva di senso sia la guerra, svelandone allo stesso tempo i meccanismi che la rendono “accettabile”, se non addirittura celebrata. Uno scenario inquietante e disturbante, che, come mille anni fa e tra mille anni, non smetterà mai di esistere.

La tua fonte vaga di fumetti!

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