
Lapis Blue – Barbara Mazzi x Renape Presenta
Introduzione
Lapis Blue è una graphic novel scritta e illustrata da Barbara Mazzi.
Pubblicata inizialmente in forma autoprodotta nel 2024, l’opera ha ottenuto nello stesso anno il riconoscimento come Miglior fumetto singolo al BICA e al Betty B Festival. Successivamente, Lapis Blue è stata selezionata e pubblicata nel febbraio 2026 dalla casa editrice Renape Presenta.
L’editore presenta il lavoro di Barbara Mazzi come un viaggio alla ricerca di sé, un thriller intimista dove la fantascienza si trasforma in un mezzo per indagare le battaglie interiori della protagonista.


Il fulcro narrativo di Lapis Blue, di fatto, ruota attorno a una domanda sconcertante: cosa accadrebbe se il nostro riflesso non ci rappresentasse più? Se le fotografie e l’immagine riflessa nello specchio non restituissero davvero il nostro sguardo, il nostro sorriso e le nostre sfumature più intime?
Barbara Mazzi ribalta la consuetudine di percepire il proprio riflesso in modo negativo, di sottostimarsi e giudicarsi con severità. In Lapis Blue, il riflesso diventa una versione migliore di sé, quella che non si ha mai avuto il coraggio o la forza di essere. Si sviluppa così l’avventura di Aina, la protagonista della storia, in un profondo senso di smarrimento e alienazione.


Lo spazio e la crisi d’identità
A fare da cornice a questa crisi d’identità c’è lo spazio, un ambiente che, per la sua vastità e per la natura del genere fantascientifico, amplifica e accompagna il senso di alienazione. La dimensione siderale, lontana da ogni certezza e riferimento, diventa teatro ideale per la sospensione emotiva della protagonista, accentuando la sua sensazione di isolamento e spaesamento.
Aina partecipa al Progetto Beauty della stazione spaziale Dis-tru, una missione finalizzata alla raccolta di campioni biologici e minerali per scopi non del tutto chiari. Si accenna al miglioramento dei viaggi intergalattici e alla costruzione di hotel spaziali, ma le informazioni sul contesto generale rimangono volutamente vaghe.
La protagonista si trova immersa in una profonda solitudine, distante da ogni affetto e riferimento. È costretta a svolgere un lavoro ripetitivo all’interno di un equipaggio che le appare estraneo e inaccessibile. Tra i colleghi, infatti, non c’è alcuna vera connessione, e nessuno sembra comprenderla davvero. Il futuro le appare vuoto, privo di sogni o motivazioni che possano darle la forza di desiderare un ritorno sulla Terra.


In questo vuoto esistenziale e paesaggistico, l’unico punto fermo di Aina diventa il suo riflesso nello specchio: un “doppelgänger” impeccabile, dotato di una volontà propria e di una presenza quasi palpabile. Questo “incontro del terzo tipo” si trasforma in un intenso duello interiore, un confronto psicologico che scava nel profondo e mette radicalmente in discussione l’identità di Aina, portandola a interrogarsi su chi sia davvero e su quale sia la realtà.
Naturalmente, non entreremo nei dettagli della trama né sveleremo il finale, per non compromettere il piacere della lettura. Ammetto che avrei voluto vedere approfondite maggiormente alcune dinamiche, come il climax del rapporto tra Aina e il suo riflesso, così come il legame tra la missione spaziale e le rivelazioni finali. Nonostante ciò, il percorso della protagonista si sviluppa in modo avvincente e credibile. Barbara Mazzi conduce il lettore a un epilogo che, pur nella sua drammaticità, si rivela coerente e ben calibrato rispetto all’intera narrazione.


Lo stile grafico
Un aspetto che rende speciale Lapis Blue è anche lo stile grafico di Barbara Mazzi.
Risaltano le sequenze di frame ripetuti che evidenziano la stasi emotiva di Aina (“Solo io, da sola. La stessa di adesso, che lavora nello stesso laboratorio, che si ripete per sempre, senza cambiare mai”), e colpisce il dualismo cromatico tra la protagonista e il suo riflesso. Il contrasto tra il bianco e nero, da una parte, e le sfumature di blu dall’altra, conferisce al “doppio di Aina” una presenza viva e tangibile, accentuando il conflitto e il confronto psicologico. La narrazione visiva riesce a trasmettere in modo efficace ciò che l’autrice intende comunicare attraverso la storia.


Conclusioni
Lapis Blue è una pubblicazione davvero convincente per Barbara Mazzi e una valida aggiunta al catalogo di Renape Presenta, che continua a distinguersi per le proprie scelte editoriali. Una graphic novel che intreccia introspezione e fantascienza; con uno stile personale e funzionale, è capace di affrontare con sensibilità e originalità temi universali come la paura del cambiamento, il senso di solitudine e la ricerca della propria identità. E tu, cosa vedi quando ti osservi allo specchio? “Forse sei tu quella reale e io sono il riflesso.”


Info su Barbara Mazzi
Barbara Mazzi è un’artista queer che vive e lavora in Italia. Laureata all’Accademia di Belle Arti di Bologna, ha pubblicato principalmente racconti brevi in antologie curate da case editrici indipendenti come Iron Circus Comics, Pink Clover Press e Attaccapanni Press, ed è stata selezionata per partecipare alla ShortBox Comics Fair per due anni consecutivi. Alcuni suoi lavori sono:
- Hourglass, progetto di tesi poi pubblicato con Silver Sprocket negli Stati Uniti a marzo 2025.
- Il lamento di una maestra: storia breve comica autoprodotta con il collettivo GIBIN Press per l’antologia IUNA e presentata alla ShortBox Comics Fair 2025.
Se siete vagamente curiosi, condividiamo il suo link di ArtStation per alcuni esempi dei suoi lavori: https://www.artstation.com/barbaramazzi


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