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Le illustrazioni di Gipi

Gipi, volgarmente conosciuto anche come Gian Alfonso Pacinotti, è tra gli autori che più di tutti hanno influenzato il mio rapporto con i fumetti, indirizzandomi disgraziatamente verso il fumetto d’autore italiano. Subito dopo, infatti, ho approfondito i lavori di Andrea Pazienza, non a caso uno dei suoi primi maestri.

Il primo, traumatico contatto avvenne a maggio 2014, in occasione del Comicon, quando acquistai il suo ultimo libro, unastoria (Coconino Press), che lessi tutto d’un fiato il giorno seguente. Un ricordo indelebile, di cui riesco ancora a percepire vividamente i momenti. Una lettura che valse all’autore pisano la storica candidatura – e l’accesso tra i finalisti – al Premio Strega: la prima volta per un romanzo a fumetti. Un riconoscimento che influenzò l’intero movimento, suggellando un percorso già costellato di opere straordinarie, una più clamorosa dell’altra (Appunti per una storia di guerra, S., La mia vita disegnata male).

Per molti di questi titoli, Gipi si è affidato alle proprie memorie intime e personali, privilegiando racconti autobiografici o attraversati da forti elementi di cronaca e realismo. Una narrazione delicata e, allo stesso tempo, brutale, spesso straziante, che non ha mai rinunciato a una vena autoironica capace di sdrammatizzare e permettere al lettore (forse anche a lui che scriveva?) di riprendere, anche solo per un attimo, il respiro.

Ma ciò che più lascia senza fiato è la sua straordinaria padronanza del disegno e delle tecniche pittoriche. Nei primi lavori emerge una sensibilità visiva delicatissima, accompagnata da una tecnica impressionante. Col tempo, però, Gipi ha iniziato sempre più a sottrarre, come se la sicurezza nel disegno gli permettesse di abbandonare parte della precisione per abbracciare un segno più minimale, sporco, tratteggiato, a tratti persino vuoto. Un processo evidente non solo tra un libro e l’altro, ma anche all’interno delle stesse opere. Basti pensare a LMVDM o a unastoria, forse i due esempi più lampanti. Un linguaggio visivo carico di espressività ed emotività, sempre in dialogo con ciò che racconta.

Per me Gipi resta uno dei punti di riferimento assoluti, e in questo post vogliamo omaggiarlo con delle illustrazioni più inedite e che (forse) non avevate mai visto.

Img. 1: autoritratto come prigioniero
Img. 2: Mostra “Gipi. Storie d’artista” a Palazzo Blu (Pisa).
Img. 3: copertina dedicata a Don Chisciotte per il Venerdì di Repubblica.
Img. 4: illustrazioni per Internazionale (dicembre 2015).
Img. 5: Come lo feci. L’art book di Bruti.
Img. 6: cover alternativa per Romanzo criminale.
Img. 7: ritratto di Giulio Regeni.
Img. 8: illustrazione per la rivista francese Tèlèrama.
Img. 9: Artwork per Destiny (collaborazione con Activision).
Img. 10: poster realizzato per la XII edizione del Napoli film festival.

La tua fonte vaga di fumetti!

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