
Le illustrazioni di Preacher
A seguito del successo ottenuto con l’eccellente lavoro su Hellblazer, nel 1995 Garth Ennis dà il via alla sua prima grande opera originale, che ancora oggi – insieme a The Boys – resta la più iconica: Preacher. Una serie longeva, composta da 66 numeri pubblicati nell’arco di cinque anni, realizzata insieme a Steve Dillon ai disegni e Glenn Fabry alle copertine entrambi parte del team artistico precedente.
Nel post di oggi non vogliamo proporre una recensione né un’analisi critica, ma piuttosto condividere impressioni e riflessioni a caldo legate a quest’opera. Preacher è un titolo che ho letto solo di recente, dopo essermi avvicinato a Ennis attraverso The Boys alcuni anni fa. Una lettura che, pur con delle riserve, considero imprescindibile per chi ama il fumetto seriale.
La trama è coinvolgente e ben scritta, sebbene non sempre lineare. A volte la lettura risulta lenta e faticosa, soprattutto per via dei lunghi blocchi di testo che affollano molte tavole: dialoghi e monologhi che danno l’impressione di dilungarsi più del necessario. Un segno distintivo dello stile di Ennis, capace di una scrittura tagliente e densa, forse anche troppo, ma sempre carica di intenzioni e significato.
In Preacher, Ennis affronta temi all’avanguardia per l’epoca, come l’uguaglianza razziale e di genere, con un approccio dichiaratamente progressista. Tuttavia, su altri fronti si rivela più controverso, come l’eccessiva idealizzazione degli Stati Uniti come custodi di valori assoluti. Anche quando propone una critica, lo fa con toni nostalgici e romantici, soprattutto attraverso il personaggio di Jesse Custer: l’incarnazione dell’“americano vero” che sembra sul punto di scomparire. Una retorica forse affascinante all’epoca, ma oggi invecchiata male.
Nonostante alcune incertezze, Preacher resta un’opera fondamentale e rappresentativa degli anni ’90, che difficilmente avrebbe potuto nascere in un’altra epoca. A celebrare questo fumetto così viscerale e controverso, vi proponiamo una selezione di illustrazioni firmate da Glenn Fabry per le copertine originali: immagini potenti, capaci di restituire tutto lo spirito e l’irriverenza dell’opera.
La tua fonte vaga di fumetti!











