Autoproduzioni,  Comics Americani,  Letture vaghe e veloci,  Manga & Manhwa

Letture vaghe e veloci – Parte 10

Prosegue la rubrica dedicata alle letture brevi, vaghe ma soprattutto veloci. Abbiamo deciso di dare finalmente spazio a tutti quei fumetti – fanzine, piccole antologie, albi spillati, volumetti manga – troppo brevi per ricevere una recensione tradizionale in un articolo intero.

I FRATELLI GIAPPONESI – Taiyō Matsumoto

Volume unico pubblicato da Coconino Press, I fratelli giapponesi raccoglie undici racconti firmati dal maestro Taiyō Matsumoto, già celebre per opere come Sunny, Ping Pong e molte altre. Pur superando le 200 pagine e non potendo essere considerato propriamente una “lettura veloce”, non potevamo non dedicare spazio a questo ulteriore gioiello. Personalmente sono convinto che ogni nuova storia di Matsumoto sia un dono prezioso; mi piace pensare a lui come a un autore che ha vissuto mille vite e altrettante visioni, e I fratelli giapponesi ne è l’ennesima conferma.

Le undici storie che compongono il volume sono profondamente diverse tra loro, affrontando temi come l’affetto personale, la paura della morte, l’ingenua ricerca di sé stessi e di obiettivi personali e la contemplazione del passato e del presente. Si spazia da racconti dal taglio più realistico ad altri permeati da un’atmosfera onirica e surreale, ma il filo conduttore resta sempre la capacità di Matsumoto di trasportarci in mondi tanto eterogenei quanto intimi e universali.
I fratelli giapponesi forse non rappresenta una delle opere imprescindibili per chi si avvicina per la prima volta all’autore, che vanta altre pietre miliari assolutamente irrinunciabili, ma costituisce il tassello ideale per completare la conoscenza dell’universo creativo di Matsumoto. Un volume che conquista e arricchisce chiunque abbia imparato ad amare il suo modo unico di raccontare la vita.

DAREDEVIL – Cold Day in Hell vs ciclo di Saladin Ahmed

Torniamo ad occuparci del Diavolo di Hell’s Kitchen, protagonista di due serie profondamente diverse tra loro. Da un lato troviamo la coinvolgente e suggestiva miniserie one-shot intitolata Daredevil: Cold Day in Hell; dall’altro, uno dei cicli regolari più deludenti mai dedicati al personaggio.

Daredevil: Cold Day in Hell rappresenta una rivisitazione fuori continuity, ambientata in un futuro distopico dove una New York devastata ha perso i suoi eroi. In soli tre capitoli, Charles Soule (alla sceneggiatura) e Steve McNiven (ai disegni) riescono a dar vita a una narrazione avvincente, con protagonisti Matt Murdock, ormai anziano, e Frank Castle, mutilato e ridotto allo stremo da Bullseye, che si conferma anche qui l’antagonista principale. Senza azzardare paragoni con Il ritorno del Cavaliere Oscuro di Frank Miller, questa storia si distingue per originalità e valore narrativo, soprattutto se messa a confronto con l’altra serie di cui parliamo, ovvero il ciclo di Ahmed.

La run firmata da Saladin Ahmed, con le matite di Aaron Kuder, si colloca invece nella continuity ufficiale, raccogliendo l’eredità lasciata da Chip Zdarsky. Va detto che proseguire dopo la run di Zdarsky era una sfida ardua; tuttavia, Ahmed fallisce nel tentativo, offrendo una saga di 25 numeri che non aggiunge né toglie nulla alla mitologia del personaggio, se non confusione e imbarazzo (tra diavoli/demoni e il ritorno a caso del costume nero). Fortunatamente, l’anno prossimo Daredevil avrà un nuovo inizio, e potremo finalmente lasciarci alle spalle questa parentesi poco felice.

Rimandiamo per l’occasione alla nostra Classifica delle migliori letture di Daredevil!

BABYFACE, The Monster Hunter – Jacopo Greggio

Lettura vaga e veloce legata al mondo delle autoproduzioni. Babyface – The Monster Hunter è un fumetto scritto e illustrato da Jacopo Greggio, che abbiamo avuto il piacere di acquistare in occasione del Greve Fest. Jacopo Greggio, fondatore del Thug Life Studio (e sì, confermo che il nome non ha nulla a che vedere con 2Pac), si è distinto come una delle personalità più interessanti del Greve Festival, soprattutto per la sua abilità nel creare “mostruosità” che spiccano su bag, spille e vari gadget.

Questa autoproduzione, composta da circa dieci pagine, si presenta come una sorta di racconto cavalleresco reinterpretato in chiave “elden ringiana”. Il protagonista ricorda un personaggio alla terza run consecutiva, over-livellato e dotato di una maschera tipica dell’ultimo capolavoro firmato From Software. Accanto a lui troviamo una damigella da salvare, che richiama anch’essa una figura nota agli appassionati di Elden Ring, e una schiera di mostri da affrontare – avete mai visto dei gorilla-granchi? – il tutto condito da una sana dose d’ironia che rende la lettura ancora più godibile.

DEATH OF SILVER SURFER

Restiamo nell’universo Marvel, parlandovi di Death of Silver Surfer, miniserie di cinque capitoli scritta da Greg Pak e illustrata da Sumit Kumar e Tiago Palma. Purtroppo, anche in questo caso ci troviamo di fronte a una cocente delusione. Le aspettative, complice un annuncio che lasciava presagire grandi cose, erano altissime: mi aspettavo una saga travolgente, capace di emozionare e coinvolgere profondamente. Invece, la storia si è rivelata piatta, priva di empatia e con uno sviluppo narrativo che non riesce mai davvero a decollare.

Preferisco non entrare nei dettagli della trama per evitare spoiler, ma il mio consiglio è di procedere con molta cautela: difficilmente questa lettura riuscirà a soddisfarvi. L’unico aspetto davvero degno di nota sono le splendide copertine realizzate da Dike Ruan, che però finiscono quasi per essere un’arma a doppio taglio: la loro bellezza fa crescere ulteriormente le aspettative, poi inevitabilmente tradite da un contenuto vagamente scarso.

Di seguito, i link per scoprire le altre letture vaghe e veloci:

La tua fonte vaga di fumetti!

Lascia una risposta