
Letture vaghe e veloci x URCA Festival – Parte 8
Prosegue la rubrica dedicata alle letture brevi, vaghe, ma soprattutto veloci. Abbiamo deciso di dare finalmente spazio a tutti quei fumetti – fanzine, piccole antologie, albi spillati, volumetti manga – troppo brevi per ricevere una recensione tradizionale in un articolo intero. La puntata di oggi è un’edizione speciale, interamente dedicata alle autoproduzioni acquistate in occasione dell’URCA Festival.
Il 13 e 14 settembre, presso l’Associazione DLF di Bologna, si è svolta la terza edizione dell’URCA Festival: un appuntamento dedicato all’illustrazione, alle autoproduzioni e, in generale, alla “creatività urbana, selvatica e periferica”. Anche quest’anno il festival ha proposto un ricco programma di workshop e laboratori (con Liz Van Der Null e il Collettivo Mayonese), incontri di approfondimento e interviste (con Raffaele Lele Sorrentino, Edo Massa e Juta), oltre a suggestive sessioni serali di live drawing (con Federica Ferraro, Mara Cerri e Francesca Amati).
Come di consueto, l’evento si è rivelato un’occasione ideale per lasciarsi incuriosire e acquistare nuove opere e autoproduzioni. Data la quantità di acquisti, ve ne parleremo in tre differenti post!
Qui per recuperare la prima parte: Letture vaghe e veloci x Urca Festiva – Parte 7
ALL THOSE LIFES – A COMIC COMPILATION VOLUME 1.0 – Andrhomeda / Noah Schiatti


Raccolta che riunisce cinque produzioni di Androhmeda, già noto e citato in questo spazio vago per Ambiguo Blu e Sangue. Al suo interno si alternano storie di diversa lunghezza, stile e grado di sperimentazione. Ogni racconto si distingue per ambientazioni, tematiche e generi differenti: si passa dal comico al distopico, da racconti in bianco e nero a narrazioni che giocano con palette cromatiche e contrasti di colore. È possibile comunque individuare alcuni fili conduttori: da una parte, lo stile del disegno, che trae ispirazione dal manga giapponese per la pulizia e la chiarezza del tratto; dall’altra, la centralità dei giovani, protagonisti assoluti di ogni storia. Temi come la trasformazione, l’affermazione dell’individualità, i sogni, le fantasie e la ricerca della propria identità si sviluppano in scenari che spaziano dal realistico al distopico, dal fantastico al malinconico. Un’ulteriore nota di merito va attribuita alle scelte registiche: le inquadrature, il layout dinamico delle vignette e la gestione dei balloon riflettono la creatività e voglia di sperimentazione di Androhmeda. I racconti inclusi nella raccolta, in ordine, sono: Growing Pains, Top Surgery, A Busy Afternoon, Rich e A Changed You.


LOVE BREEZE – Emily & Andrea Bridge (Mayonese G.M.)


Love Breeze è una produzione Mayonese G.M., collettivo bolognese di cui vi avevamo parlato in occasione dell’Urca Festival dello scorso anno. La fanzine, curata da Emily e Andrea Bridge, raccoglie una serie di racconti sessuali bizzarri e imbarazzanti. Pur trattando un tema piuttosto ricorrente nel panorama delle fanzine e delle autoproduzioni, Mayonese G.M. riesce sempre a distinguersi grazie alla fantasia e all’originalità con cui concepisce i propri lavori, sperimentando con formati e rilegature sempre diversi. Nel caso di Love Breeze, la raccolta richiama l’estetica di un diario segreto artigianale, confezionato con un gusto volutamente naïf.
Le storie che contiene si leggono con piacere: sono narrate con rispetto e delicatezza, ma senza rinunciare a una vena caricaturale e dissacrante che le rende ancora più vive. Come si dice, spesso non è la barzelletta a far ridere, ma come viene raccontata; e allo stesso modo si può per i racconti di sesso imbarazzanti.
In definitiva, Love Breeze è un piccolo esperimento capace di divertire e incuriosire, lasciando il segno con la sua leggerezza ironica.


MOTEL, PSYCHEDELIC ROOM + THE SACRED WOUND – Luke Zeta


Due storie brevi racchiuse in un’autoproduzione firmata da Luke Zeta, che ci trasporta in un universo dove surreale, simbolismo, horror ed erotismo si intrecciano senza soluzione di continuità. Il suo tratto grafico, realistico e minuzioso, evoca quell’estetica tipica della scuola italiana-europea. Due racconti accomunati da immagini esplicite, atmosfere drammatiche e particolari tematiche: in The Sacred Wound, il bianco e nero netto accentua il contrasto tra dolore, follia e visioni psichedeliche, mentre Motel, Psychedelic Room si serve di colori vivaci accostati a tinte cupe per esplorare le seduzioni del dark-fantasy e il tema della tentazione. Uno stile underground che valorizza un genere, quello del fumetto erotico, che ha profondamente influenzato la scena fumettistica italiana.
Specifichiamo che Motel, Psychedelic Room è stata scritta e disegnata per Carnele Magazine.


E’ L’ORA DELLA PAPPA & DARK MAGIC BROS – Deth P. Sun


Hanami Press è una realtà che avevamo incrociato forse troppo superficialmente durante il PRPR Fest di quest’anno, ma che abbiamo iniziato a conoscere meglio grazie a questi primi due acquisti. Si tratta di due zine autoprodotte da Deth P. Sun, artista cambogiano cresciuto e residente in California, incentrate sul suo personaggio più iconico.
La prima raccolta, È l’ora della pappa!, propone una serie di illustrazioni tenerissime e divertenti, tutte dedicate al cibo: un’esperienza che conquista sia la gola che il cuore.
La seconda, Dark Magic Bros, esplora invece atmosfere occulte, rese però in modo irresistibilmente adorabile. Un contrasto che richiama lo stile di Cult of the Lamb, splendido indie game che consiglio caldamente.
Conoscevo già i lavori dell’autore tramite Instagram, ma mi ha davvero sorpreso scoprire che Hanami Press avesse portato ben due sue pubblicazioni al banchetto. Una scelta sorprendente, e forse anche fortunata, vista la difficoltà nel reperire fanzine di artistx internazionali.


VERWESUNG – Anna Dietzel


Il termine Verwesung si traduce in italiano come “decomposizione”, ovvero l’insieme dei processi che si attivano dopo la morte di un organismo. Questo vocabolo, che dà il titolo e costituisce il nucleo centrale di questa autoproduzione, è stato scelto in omaggio alla toccante poesia Grodek di Georg Trakl, scrittore e soldato arruolato nell’esercito austriaco durante la Prima guerra mondiale (lettura che vi consigliamo di recuperare). Anna Dietzel conferma così la sua tipica sensibilità espressiva ed artistica: attraverso tonalità calde e terrose, e un realismo contemporaneo unito a composizioni suggestive e ricche di simbolismi, l’autrice ci conduce in un viaggio poetico nel profondo legame fra natura, vita e morte. “God was never meant to be on a human tongue”.
Anna Dietzel ha firmato con BeccoGiallo una delle migliori uscite di questo 2025: Qui io non conto.


La tua fonte vaga di fumetti!


