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Lunatic Lovers – Maruo Suehiro tra ero-guro, folclore e sociale

Disclaimer

Il contenuto del seguente articolo è destinato esclusivamente a un pubblico adulto. Include tematiche ed immagini esplicite; si consiglia pertanto la lettura solo a persone maggiorenni e consapevoli.

Introduzione

Lunatic Lovers è la nuova uscita di Coconino Press dedicata al maestro dell’ero-guro Maruo Suehiro. Si tratta di un’antologia composta da sei racconti, scritti dall’autore tra il 1989 e il 1992, e pubblicati originariamente su diverse riviste giapponesi.

Il volume, curato e tradotto dai consueti Paolo La Marca e Livio Tallini, rispecchia al meglio lo stile inconfondibile del mangaka, in cui orrore ed erotismo si intrecciano in una danza grottesca e poetica.

L’opera, soprattutto per la sua struttura, richiama alla mente Notte Putrescente, altra antologia di Maruo Suehiro pubblicata dalla stessa casa editrice lo scorso anno. Tuttavia, se Notte Putrescente segnava l’apice dello stile provocatorio e disturbante dell’autore, Lunatic Lovers si distingue per la capacità di fondere le due anime di Maruo Suehiro. Non soltanto l’erotismo e il grottesco, ma anche l’attenzione al contesto storico e sociale del Giappone e alle sue dinamiche culturali, un aspetto che il maestro ama esplorare nelle sue opere (come mostrato in Underground, altra pubblicazione Coconino Press).

In questo senso, Lunatic Lovers è una raccolta ideale per chi desidera scoprire e riscoprire Maruo Suehiro. Offre l’occasione di apprezzare l’artista in tutte le sue sfaccettature e di lasciarsi travolgere dalla sua potenza visionaria ed evocativa.

I richiami alla cultura e al folclore giapponese

Il volume è impreziosito da illustrazioni inedite realizzate dal maestro Maruo Suehiro, e la narrazione è accompagnata da importanti note di approfondimento. Queste ultime, oltre a testimoniare la cura editoriale di Coconino Press, fungono da guida e chiave di lettura, consentendo di immergersi nei numerosi richiami alla cultura e al folclore giapponese che l’autore sceglie di reinterpretare con la sua tipica maestria.

Ad esempio, nell’ultimo racconto, La città della non resistenza, troviamo il riferimento alla figura di Issun-boshi, protagonista di una celebre fiaba giapponese: un bambino minuscolo, alto quanto un pollice, che parte per un viaggio allo scopo di diventare un guerriero; elemento curioso è che i “demoni” e i nemici da sconfiggere per Issun-boshi sono rappresentati simbolicamente dagli americani. La storia si svolge infatti nella Tokyo del 1946, e Maruo Suehiro mette in luce le difficoltà e le privazioni del secondo dopoguerra, tra povertà, malattie e la presenza ingombrante degli americani (“il demone dalla faccia bianca”).

Nel secondo racconto, Hoici, il senza orecchie, invece, Maruo Suehiro si ispira all’omonimo monaco cieco, noto per la sua abilità nel suonare il biwa e attirare gli spiriti dei guerrieri caduti. L’autore reinterpreta questa leggenda in chiave contemporanea, ambientando la vicenda in un contesto moderno e mostrando le conseguenze di questa macabra capacità in un giovane liceale. Peraltro, un’ulteriore punto di forza del racconto è rappresentato dalle canzoni narrate ai morti, tutte accuratamente tradotte, che conferiscono al racconto maggiore profondità.

Un altro esempio degno di nota è rappresentato dal quarto racconto, I sopraccigli rossi. Questa storia, di forte impatto visivo, si distingue anche per il suo interessante richiamo storico: la rivolta contadina avvenuta in Cina nel I secolo d.C., durante la quale i ribelli si tingevano le sopracciglia di rosso come segno distintivo e simbolo di coraggio.

Lunatic Lovers si rivela così un’occasione per apprezzare il talento di Maruo Suehiro nel fondere tradizione e attualità, grottesco ed erotismo con elementi storici e culturali, offrendo al lettore un’esperienza immersiva e stratificata.

L’arte di Maruo Suehiro e conclusioni

Del resto, il lettore si troverà davanti a momenti di autentico turbamento, in cui si alternano visioni grottesche e surreali, violenze scioccanti (comprese quelle che coinvolgono neonati, una presenza ricorrente e simbolica in più racconti), “filosofi della vita”, atti sessuali espliciti, relazioni disfunzionali e tormentate, spiriti vendicativi e viaggi allucinatori. Morte ed erotismo, immagini disturbanti e inquietanti popolano le pagine di Lunatic Lovers, in un susseguirsi di suggestioni che non lasciano mai indifferenti.

Le storie crude e coinvolgenti di Lunatic Lovers sono infatti impreziosite dai disegni inconfondibili di Maruo Suehiro, caratterizzati da un tratto nitido e minuzioso che lascia senza fiato.

Le illustrazioni, le copertine dedicate ai singoli racconti, così come ogni tavola, si distinguono per una bellezza e un’eleganza disarmanti. Visioni oniriche, folli e al tempo stesso potenti, in cui si intrecciano fantasia e suggestioni legate agli yokai, erotismo e horror.

Il risultato sono immagini ipnotiche e coinvolgenti, intense e ricche di dettagli, anche quando esplorano i lati più oscuri e inquietanti dell’immaginario.

Se siete appassionati del genere, questa antologia rappresenta senza dubbio un’altra gemma da aggiungere alla propria collezione. Il volume offre uno sguardo articolato e completo sull’universo creativo di Maruo Suehiro, distinguendosi per la ricchezza dei temi trattati e per la profondità delle narrazioni. Un nuovo viaggio intenso e romantico nell’arte e nella poetica del maestro.

Il dottor Inugami

Vorrei dedicare un capitolo a parte al quinto racconto dell’antologia, Il dottor Inugami. Come evidenziato nelle note conclusive, questa storia fu originariamente pubblicata nel 1989 su una rivista sadomaso, ma la serializzazione venne interrotta non per volontà dell’autore.

Maruo Suehiro aveva infatti progettato un’opera di circa trecento pagine, ma la scarsità di elementi erotici la rese inadatta agli standard della testata. Il dottor Inugami si distingue proprio come racconto affine a Underground, dove il focus si sposta sulle vicende personali dei personaggi, piuttosto che su contenuti estremi o erotici.

I due capitoli che compongono la storia offrono infatti una narrazione volutamente più distesa, e suggeriscono il potenziale della trama: dal cane indomabile e aggressivo, Barba-rossa, al complesso rapporto tra il protagonista Koga Osamu e il nonno, figura enigmatica e inquietante.

Viene naturale chiedersi come si sarebbe potuta evolvere la storia e quali sviluppi avrebbe potuto regalarci l’autore; il racconto lascia intravedere possibilità narrative davvero ampie e affascinanti.

Infine, un dettaglio che ho trovato vagamente interessante è la voglia sulla schiena di Koga Osamu. Questo elemento mi ha ricordato un particolare presente in un’altra opera di Maruo Suehiro, Tomino – La Dannata, in cui i due fratelli protagonisti hanno anch’essi una voglia molto peculiare.

Qui per recuperare la nostra recensione vaga di un’altra opera di Maruo Suehiro: Midori – La ragazza delle camelie

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