
Made in Abyss – L’avventura occulta di Akihito Tsukushi
Dopo un’attesa di un anno, a fine febbraio è uscito finalmente un nuovo volume di Made in Abyss, e oggi vi propongo un articolo di illustrazioni e approfondimenti su una delle mie serie preferite.
Made in Abyss non è un’opera facile da raccomandare, e per due motivi principali. Il primo è il suo stile di disegno estremamente fiabesco, che può trarre in inganno, dando vita al classico caso di “non giudicare un libro dalla copertina”. Il secondo riguarda temi e scene presenti nel manga, tutt’altro che infantili, che potrebbero far temere di essere visti come sociopatici per averne apprezzato la lettura.
Scritto e disegnato da Akihito Tsukushi, pseudonimo di Shigeya Suzuki, Made in Abyss è pubblicato dal 2012 sulla piattaforma giapponese Web Comic Gamma ed è raccolto in volumi tankōbon da Takeshobo (in Italia da Edizioni BD – J-Pop). La cadenza dei capitoli è piuttosto irregolare a causa dell’estrema cura che Tsukushi dedica alle ambientazioni. Questo comporta l’uscita di un volume all’anno, una situazione editoriale non rara in Giappone, ma che può scoraggiare i lettori più impazienti.
Nonostante queste premesse, oggi voglio convincervi a dare una chance a questo manga inusuale, che mescola abilmente elementi seinen e shōnen. Lo stile di disegno può sembrare fuorviante, ma è una scelta consapevole. Tsukushi, fortemente influenzato dallo Studio Ghibli e da Yoshitoshi ABe (Serial Experiments Lain), crea un contrasto affascinante e inquietante, combinando un character design “tenero” con atmosfere cupe e scene disturbanti.
La storia segue Riko e Reg, due bambini che si avventurano nelle profondità dell’Abisso: Riko è un’apprendista esploratrice che sogna di seguire le orme della madre Lyza, mentre Reg è un misterioso robot umanoide apparso in superficie senza memoria del suo passato. L’Abisso, un’enorme voragine che si estende per chilometri sotto la città di Orth, è un luogo tanto affascinante quanto mortale. Gli Esploratori si dividono in classi di importanza, e tra i più leggendari vi sono i temuti Fischietti Bianchi, come Lyza stessa. La sua apparente morte diventa la miccia che spinge Riko a intraprendere il suo viaggio “all’avventura”.
Uno degli aspetti più affascinanti di Made in Abyss è la sua atmosfera enigmatica. Tsukushi caratterizza l’Abisso quasi come un’entità viva, permeata da segreti e pericoli. Le sue ambientazioni sono ispirate a luoghi reali ed esotici, estremizzati per creare un mondo tanto suggestivo quanto ostile. Questo luogo rappresenta il desiderio umano di esplorare l’ignoto, ma anche il prezzo che si è disposti a pagare per farlo.
L’uso di protagonisti bambini rafforza il gioco di contrasti tipico dell’opera. Alla loro innocenza e spirito d’avventura si oppone la crudeltà degli adulti, disposti a ogni atrocità per raggiungere i propri obiettivi. Sebbene all’inizio possa sembrare un racconto d’avventura per ragazzi, la trama si fa sempre più oscura e drammatica, trasformandosi in un’esperienza intensa e a tratti scioccante.
Made in Abyss è un manga stratificato, amatissimo dai lettori di nicchia, ma non esente da critiche. Oltre alla cadenza irregolare dei capitoli, uno degli aspetti più discussi è l’andamento della trama: se nei primi archi narrativi il ritmo era coinvolgente, nelle fasi più recenti si è percepito un certo rallentamento. Alcuni misteri sono stati svelati, mentre nuovi elementi esoterici hanno aggiunto profondità alla storia, ma si ha la sensazione che l’autore stia diluendo gli eventi. Inoltre, un punto controverso è l’eccessiva sessualizzazione dei protagonisti, un elemento non esente da polemiche.
Infine, non si può parlare di Made in Abyss senza menzionare il suo adattamento animato, tra i più riusciti degli ultimi anni. Se l’approccio al manga risulta ostico, l’anime è un’alternativa validissima. Conta due stagioni e un lungometraggio, che ha sostituito quella che sarebbe dovuta essere la seconda stagione. La prima stagione ha persino vinto il premio Miglior Anime ai Crunchyroll Anime Awards 2018, confermando la qualità della trasposizione.


Nelle gallerie trovate alcune delle più belle illustrazioni realizzate da Akihito Tsukushi, che predilige il bianco e nero per le sue tavole, riservando il colore solo alle copertine dei tankōbon. Nel 2019 è stato ospite al Napoli Comicon, dove ha partecipato a interviste ed eventi, realizzando anche una live painting raffigurante due dei protagonisti, Nanachi e Reg, che trovate qui sotto.

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