Manga & Manhwa

Monster di Naoki Urasawa

Monster – Tutte le vite hanno lo stesso valore?

Monster è un manga scritto e disegnato da Naoki Urasawa, uno dei mangaka più noti ed apprezzati a livello mondiale.

L’opera ha inizio da un dilemma morale: tutte le vite hanno lo stesso valore? A prescindere da classe sociale, ricchezze o potere politico?

Sì, per il protagonista della storia, il Dr. Tenma, costretto, proprio a causa dei propri ideali, a dover fermare il “Mostro” che lui stesso, tanti anni prima, aveva salvato da morte certa, a discapito di un altro paziente (influente politico a cui l’ospedale aveva dato priorità).

La trama emozionante e ricca di colpi di scena viene accompagnata da un’egregia introspezione dei singoli personaggi; tutti, dai principali ai secondari, hanno dei propri “mostri” da combattere e sono gravati dal peso delle proprie azioni passate. Ma non solo, il sottile e costante rimando alla stretta correlazione tra il singolo individuo e il contesto sociopolitico-cultura in cui si è sviluppato, porta automaticamente il lettore a porsi delle domande, prima, durante e dopo la lettura: chi è il vero Mostro della storia?

In futuro, torneremo sicuramente a parlare di Urasawa, artista tra i più prolifici della scena mondiale e che può vantare nel proprio cv solo opere di altissimo livello.

Johan Liebert – Focus personaggio

“Hilfe! Das monstrum in mir wird explodieren”
(“Aiuto! Il mostro dentro di me sta per esplodere”).

Il diavolo. Il prossimo Hitler. Johan Liebert.
Sono diversi gli pseudonimi di uno dei villain più memorabili, originali e complessi nella storia dei manga. Personaggio enigmatico, freddo e calcolatore, il viso angelico che nasconde l’essenza del male. Un mostro mascherato da fattezze umane, senza anima ed identità, di cui non scopriamo mai il vero nome.

Proseguendo man mano con la lettura dell’opera (recensita nel nostro ultimo post), il passato e la psiche di Johan vengono rivelati, mostrandoci un’oscuritá ancora più profonda: il Mostro che noi conosciamo, non è altro che il frutto di orribili esperienze, dalla separazione forzata dalla propria madre agli esperimenti a cui è stato vittima in età pre-adolescenziale (che avevano come obiettivo quello di addestrare soldati incapaci di provare emozioni). Un mostro modellato da altri mostri, costretti ora a pagare le conseguenze delle proprie azioni e crudeltà.

Forse, senza quel passato travagliato, il diavolo non sarebbe mai nato. Forse.
La domanda sorge lecita: il male può esser immotivato e privo di ragioni? O sarà sempre il contesto a dettare le emozioni e le azioni di una persona?

La tua fonte vaga di fumetti!

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