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Non sempre si muore – La mostra di Andrea Pazienza al Museo MAXXI di Roma

“Beh, siete tutti esentati
dal risolvere,
con le vs risorse naturali,
il mio caso
e continuare la vita.
Il senso di colpa se c’è,
non nasce a caso-
Ve lo dice uno
ch’era un drago in materia.”

Dai diari di Andrea Pazienza.

Lo scorso weekend siamo stati anche al Museo MAXXI a Roma per la mostra dedicata ad Andrea Pazienza, dal titolo Non sempre si muore, curata da Giulia Ferracci e Oscar Glioti. Annunciata come la più grande raccolta di opere dell’autore, non ha di certo tradito le aspettative, riportando alla luce lavori che sembravano perduti e raccogliendo opere provenienti da collezioni private. Una mostra ricca e variegata, che ripercorre ed esplora la carriera di uno dei fumettisti più influenti della storia italiana.

Il percorso si apre con i primi anni di vita, addirittura con disegni realizzati fin dalla primissima infanzia (a partire dai 3 anni!) e durante l’adolescenza di Andrea Pazienza, certificando un talento già innato che, nel corso della sua vita, ha continuato a svilupparsi e a realizzarsi. Non solo: il percorso universitario, gli anni di piombo, le riviste, le prime storie, tutto ciò che ha caratterizzato una carriera costellata di opere incommensurabili.

Ma, rispetto a precedenti mostre dedicate a Pazienza (tra cui quella itinerante del 2021), questa non si è concentrata unicamente sulla produzione fumettistica, bensì sull’intera produzione artistica dell’autore: dalle illustrazioni ai dipinti, dalla scrittura ai manifesti. Una collezione davvero ricca e variegata.

Trattandosi di uno dei miei autori preferiti (se non il mio preferito), per me questa esperienza è stata vagamente emozionante, e ancora di più averla condivisa con amici a cui tengo. In galleria abbiamo raccolto alcune delle immagini che più mi hanno impressionato.

La tua fonte vaga di fumetti!

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