
Quasi Signorina – Cristina Portolano
Abbiamo incontrato Cristina Portolano durante l’evento organizzato da Brutta China e, proprio in questa occasione, abbiamo acquistato il suo Quasi Signorina, edito da Topi Rotti per la collana Anni in Tasca. Il fumetto racconta la vita dell’autrice, dall’infanzia fino al delicato passaggio all’adolescenza, segnato da quel primo ciclo mestruale che funge da consacrazione/condanna e che sancisce ufficialmente la transizione all’età adulta. Un momento particolarmente significativo ed impattante: il corpo che cambia, il dover fare i conti con una serie di nuovi problemi ed abitudini, il peso di una linea di comportamento da dover assumere per risultare fedeli a norme e regole di femminilità che costantemente vengono imposte.
Quasi Signorina si concentra su episodi rappresentativi per l’autrice, ma con elementi e co-protagonisti comuni a tanti:
- La famiglia, primo contesto di formazione e nucleo sociale, e la città in cui siamo nati, che impariamo a conoscere man mano che cresciamo.
- La televisione, il compagno tecnologico che ci intrattiene tra spettacoli e notizie di cronaca, e che viene utilizzato per contestualizzare storicamente gli eventi.
- I miti e personaggi generazionali, reali e non: Cristina aveva conversazioni immaginarie con Maradona e uno scambio epistolare con Barbie, io venivo incoraggiato da Action Man.
- Il desiderio di crescere con un’idea personale del mondo, unitamente al rifiuto di dover esser rinchiusi all’interno di stereotipi imposti.
- Il sentimento nostalgico accompagnato dalla consapevolezza di non poter mai più tornare bambini, privi di limiti, responsabilità, obblighi e doveri.
Chiudo proprio con la citazione finale di questa empatica autobiografia, che meglio esprime tutta l’idea: “Presi consapevolezza di dover convivere con questo aspetto della vita. Per nascondere la debolezza di quei giorni, decisi di mostrarmi sempre più forte come, in verità, ero. E, insomma, feci i conti con l’essere “signorina”. Fu il mio modo di reagire. La verità è che mi dispiaceva tantissimo di non essere più bambina.“
La tua fonte vaga di fumetti!










