Autoproduzioni,  Fumetti Italiani

Rebecca Valente – Nel mondo delle autoproduzioni

Chi è Rebecca Valente

Nata ad Asti, Rebecca Valente vive e lavora a Torino, dove insegna al Master in Illustrazione e Graphic Novel presso la Scuola Internazionale di Comics. Dopo una triennale in Pittura e un biennio in Illustrazione Editoriale a Bologna (2019–2021), nel 2022 ha pubblicato con Sigaretten prima Bestia d’acqua dolce, suo progetto di tesi, e successivamente I Gibanini e il grande fuoco, candidato anche al Treviso Comic Book Festival. Nel 2023 prende parte alla realizzazione di Tölt. Rito di iniziazione – la prima antologia della casa editrice indipendente Profondissima Press – con la storia Anche se c’è la pioggia. Oltre all’attività editoriale con la casa editrice Diabolo, dove collabora nel progetto Materia Degenere, il suo percorso si è spostato sempre più verso l’autoproduzione e i progetti condivisi.

Il mio primo incontro con il lavoro di Rebecca Valente è avvenuto attraverso Tölt, proseguendo poi con le numerose illustrazioni condivise sui suoi canali social, fino ad arrivare alla lettura delle sue più recenti fanzine. Nel corso di questa scoperta, la sua arte mi ha trasmesso costantemente una sensazione di fanciullezza e innocenza, simile a quella che si prova riaprendo un vecchio baule in soffitta, colmo di giochi, quaderni e oggetti dell’infanzia: cose che sembravano dimenticate, ma che in realtà erano sempre rimaste lì, a portata di mano.

Questo spirito evocativo nasce in parte dai temi trattati nelle sue storie, spesso attraversate da guizzi di fantasia e accompagnate da piccoli “giochi” presenti nelle fanzine. Ma a rafforzare questa impressione contribuisce anche una tecnica di disegno e colorazione volutamente naïf e spontanea, che richiama uno stile “child-like“, ottenuto con materiali come pennarelli e matite a olio, dalle tracce marcate e irregolari. Non solo: Rebecca utilizza spesso anche media come la gouache e la china, ampliando ulteriormente il linguaggio visivo delle sue opere.

Due delle sue fanzine più significative sono Buon compleanno piccola dea (settembre 2024) e Ritorno al cielo (aprile 2025), entrambe prodotte in serigrafia e frutto di una pratica corale, radicata nei laboratori artistici di Zanna Dura e Spazio Muffa, due realtà comunicanti e centrali per la scena dell’autoproduzione visiva a Torino.


Buon compleanno piccola dea – con Zanna Dura (settembre 2024)

Questo progetto nasce da un momento intricato, durante il quale Rebecca Valente ha trascorso una notte intera su Google Earth. Da quell’esperienza immersiva – in cui ha scoperto anche la possibilità di “entrare” digitalmente in edifici e chiese – ha raccolto una grande quantità di screenshot, trasformandoli poi in materiale narrativo.

Il lavoro, realizzato insieme a Zanna Dura, si è sviluppato come un piccolo libro di preghiere visivo. Le immagini serigrafate, tutte realizzate a mano, danno vita a un oggetto fortemente stratificato, ma prodotto con materiali minimi. Compaiono anche due personaggi ricorrenti del suo immaginario, Marilisa e Susi, già apparse in opere precedenti. Il progetto si completa con tre fogli separati, sempre in serigrafia, per ritagliare e “addobbare” i vestitini dei personaggi.

La poesia che accompagna il lavoro, apparentemente surreale, è il frutto di un gioco condiviso con amic*: ciascun partecipante apriva un libro a caso e annotava una frase. Riletta mesi dopo, quella poesia si è rivelata inaspettatamente coerente con il progetto in corso. È un’opera senza una vera trama, costruita nel fare, mentre si scopre cosa emerge da immagini e materiali.


Ritorno al cielo – con Spazio Muffa (aprile 2025)

Più recente e lineare, Ritorno al cielo è nato anch’esso dall’esplorazione virtuale di Google Earth: Rebecca ha iniziato il viaggio a caso, camminando con l’omino giallo, fino ad arrivare a un piccolo paese abitato in Messico. La storia, solo in apparenza astratta, si costruisce camminando – proprio come il disegno – e culmina con la rivelazione che la protagonista è una sorta di creatura divina o aliena. Alla base dell’opera c’è la costante interazione di questa creatura invisibile, ma comunque tangibile, con le persone apparse durante il “cammino” di Rebecca su Google Earth.

Il lavoro è stato realizzato in serigrafia monocroma e portato avanti in modo fortemente collettivo con Spazio Muffa: insieme hanno scelto carte, colori e formato. Il progetto si è chiuso con una festa pubblica dove, con materiali di recupero raccolti per strada a Torino, è stata costruita un’astronave. Durante l’evento chiunque poteva stampare in serigrafia, anche sui propri vestiti.


Entrambe le fanzine non nascono da una sceneggiatura, ma si materializzano nel fare. Sono esperimenti di comunità, nati da un’esigenza espressiva più che da un obiettivo narrativo. Rebecca Valente non considera questi lavori solo suoi: appartengono anche a tutte le persone con cui ha condiviso il processo, e proprio per questo motivo dice di esserne molto affezionata.

Segnaliamo infine che a maggio è prevista l’uscita di una nuova edizione di Materia Degenere, attualmente in lavorazione da Rebecca Valente, che è anche impegnata parallelamente in un progetto personale di prossima pubblicazione.

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