Comics Americani

Rick Veitch – Il revisionimo estremo e politico

Introduzione

Rick Veitch, classe 1951, con una narrazione schietta e priva di compromessi, ha sfidato le convenzioni del genere supereroistico, ironizzando sulla mercificazione dei supereroi e sulle manipolazioni politiche e culturali che li circondano. I suoi fumetti sono una denuncia lucida contro l’industria dei comics e l’archetipo dell’eroe, capace di offrire una riflessione singolare sull’essenza stessa del concetto di “super”.

In questo articolo, faremo un viaggio vago nell’universo creativo di Rick Veitch, esplorando alcuni dei suoi fumetti più significativi, compresa la controversa censura durante il suo ciclo su Swamp Thing!

The Maximortal – La decostruzione di Superman

The Maximortal è una miniserie a fumetti scritta e disegnata da Rick Veitch nel 1992.

La storia narra la nascita e le prime avventure di un essere dotato di poteri sovrumani, capace di trascendere i limiti del tempo e dello spazio. Veitch offre una “versione alternativa” di Superman, adottando un approccio cinico e realistico.

L’essere alieno è incapace di comunicare e di controllare la propria forza, e la sua inadeguatezza rispetto al mondo terrestre sembra portare soltanto a conseguenze drammatiche. In un momento della narrazione, viene sfruttato dal governo degli Stati Uniti come arma di guerra e utilizzato per distruggere Hiroshima e Nagasaki. Maximortal (o True-Man), il nostro Superman, riuscirà infine a scoprire le proprie origini e a comprendere il suo ruolo nel mondo, diventando il filo conduttore dei successivi lavori di Rick Veitch.

I creatori di Superman e la storia del fumetto americano

Maximortal non è l’unico protagonista della storia. Vedremo anche le vicende di due fumettisti, creatori del primo supereroe della storia dei comics, un personaggio che richiama Maximortal stesso.
I due personaggio sono un chiaro riferimento a Jerry Siegel e Joe Shuster, i creatori di Superman.

Veitch ricostruisce la loro triste parabola: ingannati dalla potente macchina editoriale, ottennero per la vendita dei diritti del loro personaggio soltanto 140 dollari, mentre l’eroe da loro ideato conquistava il mondo e alimentava un’industria multimiliardaria. Nonostante il successo planetario, Siegel e Shuster furono privati sia del riconoscimento economico sia di quello mediatico, costretti a lavorare incessantemente e lasciati all’oscuro dell’impatto straordinario che Superman stava avendo su cinema, merchandising e cultura popolare. Celebre la dura accusa di Jerry Siegel nei confronti della DC: “Ha distrutto i miei giorni, sterminato le mie notti, strangolato la mia felicità, soffocato la mia carriera. Giudico i dirigenti della National assassini economici, mostri assetati di denaro”.

Veitch dà così risalto alla tragica vicenda dei due fumettisti creatori di Superman, ma dedica attenzione anche ad altri momenti fondamentali della storia del fumetto americano, come quelli legati all’EC Comics, all’episodio dell’overdose del suo editore William Gaines durante la testimonianza al Congresso, e alla guerra contro i fumetti horror che culminò nell’adozione del “Codice del fumetto”, uno strumento promosso dagli stessi editori di supereroi per eliminare la concorrenza e rafforzare il monopolio delle vendite nel settore.

King Hell Heroica: Meta-fumetto e riflessione sul concetto di “super”

The Maximortal si configura come un vero e proprio meta-fumetto, intriso di provocazioni e riferimenti critici al genere supereroistico. Ma il comic fa parte di un progetto più ambizioso: King Hell Heroica, una saga che si propone di decostruire e offrire una riflessione intensa e disturbante sull’archetipo del superuomo e sulle distorsioni del concetto di “super”.

Brat Pack – La satira feroce dei sidekick

Brat Pack, pubblicato sotto l’etichetta di King Hell Heorica tra il 1990-1991, è una feroce satira sui sidekick e sulle dinamiche di potere all’interno delle squadre di supereroi, ispirandosi e parodiando esplicitamente la Justice League.

Rick Veitch dipinge un gruppo di supereroi, profondamente disturbati e inquietanti, che forma una squadra di giovani aiutanti, distruggendo la loro innocenza e annientandoli psicologicamente. Chi è sottoposto a violenze fisiche e abusi sessuali, chi precipita nella spirale dell’alcolismo, chi è manipolato a sfruttare il proprio corpo, chi viene trasformato in un fanatico violento, tossicodipendente e privo di scrupoli. L’autore mette in luce la corruzione morale e la manipolazione psicologica subita dai giovani aiutanti, esponendo le ipocrisie di un sistema che dietro l’apparenza eroica nasconde abusi e sfruttamento.

Va precisato che la storia di Brat Pack si svolge in un universo in cui Maximortal, il primo vero supereroe, ha scelto di abbandonare la Terra. Tra i numerosi antagonisti (considerando la discutibile morale degli stessi “supereroi”) spicca il Dottor Bestemmia. Il personaggio sarà protagonista anche dello speciale Brat Pack – The Maximortal, in cui viene inscenato il memorabile incontro tra il Dottor Bestemmia e Maximortal. Quest’ultimo fumetto offre un’ulteriore riflessione sul mondo dell’editoria e sul rapporto tra industria, autori e personaggi da essa creati.

Un episodio controverso: Il destino di Robin

Rick Veitch per Brat Pack si ispirò anche a uno degli episodi più controversi della storia dei comics. La DC, nel 1988, chiese ai lettori di decidere, tramite sondaggio, se Robin dovesse morire per mano del Joker; evento che effettivamente si concretizzò, costringendo Batman a cercare un nuovo giovane aiutante. Rick Veitch non si limita a riprendere questa dinamica, ma la esaspera e la sovverte, prendendo di mira il sistema che obbliga adolescenti (abbandonati e impauriti) a seguire i supereroi nelle loro imprese.

The One: Supereroi e Guerra Fredda

Rick Veitch voleva prendersi gioco del concetto di “super” a 360 gradi, non solo limitarsi al “mondo supereroistico”. Voleva esasperare questo concetto legandolo anche a quello di nazionalismo, con una sua visione alternativa della guerra fredda tra Russia e Stati Uniti.

Rick Veitch crea infatti The One, una miniserie a fumetti pubblicata tra il 1985 e il 1986, che rappresenta uno dei primi tentativi di decostruzione del mito del supereroe nell’era moderna (Miracleman era proprio di quegli anni).

L’opera è ambientata in un contesto distopico e visionario, dove la guerra fredda tra USA e URSS si trasforma in un conflitto globale, e le due superpotenze, tramite esperimenti scientifici e manipolazioni, danno vita a superuomini come strumenti di propaganda e distruzione. In The One, i supereroi non sono simboli di speranza, ma incarnano le paure e le ossessioni della società contemporanea: sono esseri tormentati e ingannati, spesso incapaci di gestire la propria potenza, e rappresentano la deriva totalitaria e l’ansia apocalittica di quegli anni (e dei nostri).

Veitch inserisce elementi di spiritualità, psichedelia e critica sociale, portando il lettore a riflettere sull’abuso del potere, sulle manipolazioni ideologiche e sulla possibilità di una redenzione collettiva. L’essere che va oltre tutto ciò che l’uomo può comprendere (The One, appunto) diventa metafora della trascendenza e del cambiamento corale, in un racconto che va oltre il genere supereroistico.

Swamp Thing: la storia censurata che riemerge dal tempo

Un capitolo a parte nella carriera di Rick Veitch riguarda il suo rapporto con la DC Comics e, in particolare, con Swamp Thing.

L’autore aveva già lavorato al fianco di Alan Moore sulla serie e, dopo l’uscita di scena dello sceneggiatore britannico, ne raccolse l’eredità creativa in modo naturale: non limitandosi a proseguirne il lavoro, ma cercando di espanderne ulteriormente la mitologia. Il suo ciclo su Swamp Thing prese così una direzione sempre più ambiziosa, fino a sviluppare una lunga saga temporale in cui il personaggio veniva trascinato attraverso diverse epoche, incontrando figure storiche e appartenenti all’immaginario DC.

Il punto di rottura arrivò con una storia destinata a diventare leggendaria: Morning of the Magician, pensata originariamente per Swamp Thing #88. In quell’episodio, Swamp Thing avrebbe incontrato Gesù nell’orto del Getsemani, assumendo anche un valore simbolico all’interno dell’immaginario della crocifissione.

La storia era stata scritta da Rick Veitch e disegnata da Michael Zulli, ma venne bloccata all’ultimo momento dalla dirigenza DC (Jaenette Kahn, ai tempi), timorosa delle possibili reazioni del pubblico e delle polemiche che un racconto simile avrebbe potuto generare. La decisione segnò una frattura insanabile: Rick Veitch abbandonò la serie e la DC, lasciando incompiuta la storia di Swamp Thing.

Più che un semplice caso di censura, l’episodio resta emblematico del limite oltre il quale il fumetto mainstream americano, alla fine degli anni Ottanta, non era ancora disposto a spingersi, anche quando a tentarlo erano autori perfettamente consapevoli della forza simbolica e narrativa del mezzo.

A distanza di oltre trentacinque anni, però, quella ferita editoriale ha trovato una forma di risarcimento. DC ha annunciato la pubblicazione di Swamp Thing 1989, miniserie in quattro numeri destinata a recuperare e completare il finale perduto del ciclo di Rick Veitch: il primo albo, pubblicato a fine aprile, riprende il materiale concepito per lo storico Swamp Thing #88, con le matite originali di Michael Zulli completate da Vince Locke. Una restituzione tardiva e, vagamente, una vicenda editoriale assurda.

Conclusioni

Rick Veitch è una delle figure più emblematiche e provocatorie del fumetto americano. Il suo contributo ha lasciato un’impronta profonda grazie a una visione estrema, ma lucidissima. Attraverso le sue opere, l’autore ha decostruito il concetto di “super” in tutte le sue sfaccettature, comprese le derive commerciali, ideologiche e nazionaliste, ma anche il rapporto tra industria, autori e personaggi da essa creati. È un autore che merita pieno riconoscimento e questo articolo, dopotutto, è un po’ un tributo vago.
“Life fast. Love hard. Die with your mask on”.

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