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Ronin – L’opera prima di Frank Miller

Oggi torniamo a parlarvi di un’altra opera prima che ha segnato l’epoca revisionista degli anni ’80, ovvero Ronin di Frank Miller. Come nel caso di Miracleman di Alan Moore (approfondito in un precedente articolo), con Ronin abbiamo una tra le opere meno lette di un grandissimo autore, ma che ha avuto un impatto anche maggiore di altri lavori più celebri.

Dopo aver raggiunto una solida credibilità tra il 1979 e il 1983 con le storie su Daredevil (che riprenderà in mano più volte e di cui ha ideato le saghe più celebri), Miller pubblicò per la DC Comics la sua prima storia originale, appunto Ronin (1983-84), una miniserie di 6 albi ambientata in una New York futuristica e distopica di un imprecisato XXI secolo.

Prima di tutto, Miller converge in questo lavoro le influenze letterarie della New Wave fantascientifica (Philip K. Dick, James Ballard e Stanisław Lem), in particolare il concetto di un mondo dominato dal dualismo tra degrado urbano e umano da una parte, e l’avanzamento iper-tecnologico e la progressiva deumanizzazione dall’altra. Questi temi saranno poi ripresi nel suo capolavoro, Batman: The Dark Knight Returns.

Sono inoltre evidenti le influenze della corrente futuristica francese e del gruppo Les Humanoïdes Associés (di cui Moebius fu co-fondatore), che nel 1975 lanciò la rivista antologica Métal Hurlant. Non solo: in Ronin, sono predominanti i richiami alla cultura giapponese delle arti marziali e dei samurai, incorporando inoltre lo stile narrativo e figurativo proprio dei manga.

Ma a permettere il largo successo di critica e pubblico non furono solo la matita e la mente di Miller, ma anche il lavoro di colorazione di Lynn Varley, la quale contribuì all’impatto visivo e all’influenza culturale di Ronin sia nel fumetto che nel cinema. I due inoltre furono sposati (gossip!) tra il 1985 e il 2005 e collaborarono anche in occasione di altre opere celebri, come The Dark Knight Returns, Elektra Lives Again e 300.

A tal proposito, vi proponiamo in galleria alcune delle tavole più d’effetto di un’opera di rilevanza assoluta.

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