Graphic Novel

Signor Civetta – David B. per Sigaretten

Signor Civetta è l’ultima opera di David B. (pseudonimo di Pierre-François Beauchard), uno degli autori francesi più influenti del fumetto contemporaneo e co-fondatore de L’Association, casa editrice indipendente nata in Francia nel 1990. In un anno che ha già visto l’uscita di Antipodi (realizzato con Éric Lambé) e la ristampa in formato tascabile del suo capolavoro Il Grande Male (1996), entrambi pubblicati da Coconino Press, David B. propone un nuovo lavoro edito da Sigaretten Edizioni Grafiche, uscito in contemporanea con la Francia e accompagnato da una mostra all’interno del palinsesto di A Occhi Aperti.

La prima incarnazione di Signor Civetta risale al biennio 1993-1994, quando la storia apparve a episodi sulle pagine di Le Nain Jaune. Con il passare degli anni, quella trama (e soprattutto i suoi protagonisti) hanno continuato a riaffiorare nella memoria dell’autore, spingendolo a riprendere e abbandonare più volte il progetto. A circa trent’anni dalla sua versione iniziale, David B. riesce finalmente a portarla a compimento, dando vita a un racconto denso, immaginifico e profondamente umano.

Il libro si apre con un ritmo incalzante, introducendo immediatamente i due protagonisti e il nucleo tematico dell’opera. Da un lato c’è il Signor Civetta, un animale psicopompo che accompagna le anime dei vivi nel mondo dei morti (e non i defunti, come nella tradizione classica). Dall’altro lato c’è Marie, una giovane donna perseguitata dalla propria ombra: una tigre nera che la sovrasta e che teme possa divorarla. Con l’intento di aiutarla a confrontarsi con questa paura profonda, il Signor Civetta le propone di attraversare il Paese dei Morti, affinché possa imparare a domare la sua ombra. Il viaggio che li attende, però, è disseminato di insidie, la più minacciosa delle quali è rappresentata da Cerbero: non più un cane a tre teste, ma tre cani in uno, ciascuno con le proprie sembianze.

Il ritmo della narrazione rimane sostenuto per l’intera durata del racconto: rapido, continuo, sempre in movimento. La lettura risulta dinamica, coinvolgente e sorprendentemente piacevole, grazie a un susseguirsi costante di eventi che mantengono alta l’attenzione del lettore. La tensione, spesso incarnata dalla figura minacciosa di Cerbero, si alterna a momenti più contemplativi in cui Marie scopre e assimila informazioni, pratiche e rituali legati al mondo dei morti. A questi segmenti più didattici o rivelatori si contrappongono scene di inseguimento cariche di pericolo: la possibilità di essere catturata da Cerbero rappresenta per Marie una condanna definitiva.

Senza addentrarci ulteriormente nella trama, possiamo affermare che la costruzione dei personaggi operata da David B. costituisce uno degli elementi più solidi dell’opera: da Marie al Signor Civetta, fino a Cerbero e alle molte figure che compaiono anche solo per brevi istanti lungo il viaggio della protagonista. Marie è una protagonista inizialmente impaurita e sgomentata, in una posizione di (quasi) totale dipendenza nei confronti della propria guida; tuttavia, avanzando con l’opera, la voglia di sopravvivere emerge dirompente, come tutto il suo ingegno e la sua vitalità. Signor Civetta, invece, è la figura di riferimento della prima parte della storia, estroso ed eccentrico, ma anche piuttosto imprevedibile, incarnando una guida non proprio pacata e attenta come quella “virgiliana”.

La storia è inoltre densa di significati e suggestioni simboliche. Il tema più evidente – andando oltre la metafora dell’ombra – è quello della paura, dei traumi interiori, dei meccanismi con cui scegliamo di affrontarli o evitarli. È l’asse portante dell’intero racconto. Per il lettore è affascinante osservare come Marie, inizialmente smarrita in un mondo estraneo, acquisisca progressivamente padronanza, fino a giocare con le regole stesse dell’aldilà. In questo percorso emerge una forza interiore che era stata soffocata da paure intime e profonde, spesso irrazionali, ma decisive nel definire la sua identità.

L’immaginario costruito da David B. attorno al Paese dei Morti è altrettanto ricco e accurato. Dietro ogni scena si percepisce un lavoro profondo, una cura meticolosa non solo dal punto di vista grafico, ma anche nella definizione degli elementi mitologici che sostengono l’intero racconto. Il Paese dei Morti possiede infatti una propria mitologia, un sistema di regole interno perfettamente coerente, un universo che, in diversi modi, si specchia in quello dei vivi. In questo aldilà confluisce tutto ciò che muore: non soltanto le persone, ma anche gli oggetti, le case, il cibo, i profumi, il vento. Qualsiasi cosa abbia esaurito la sua esistenza nel mondo dei vivi trova qui una seconda dimensione.

Ne deriva un ambiente sovraccarico e traboccante di presenze ed elementi: un mondo che vive in parallelo a quello dei vivi ma con un’energia completamente diversa. All’inizio del fumetto, infatti, il regno dei vivi appare spoglio, oscuro, privo di punti di riferimento; al contrario, il Paese dei Morti è rappresentato come uno spazio vibrante, densissimo, pieno fino all’eccesso. Questa scelta si rivela uno degli aspetti più incisivi e intelligenti dell’opera: David B. offre una rappresentazione dell’aldilà che si distanzia nettamente dalla tradizione, ribaltandone i canoni e restituendole una vitalità sorprendente.

Sul piano grafico, Signor Civetta richiama un’estetica gotica e grottesca, intrisa di suggestioni surreali. Il tratto, pesante e minuzioso, è ricchissimo di dettagli e dominato dal nero, usato con grande intensità. Il gioco di contrasti tra i neri e i bianchi luminosi crea l’atmosfera ideale per una storia che oscilla tra il fiabesco e l’inquieto, tra il mistero e il perturbante. È una sintesi estremamente efficace, che dimostra ancora una volta l’abilità di David B.

La qualità del suo disegno – già ben nota – è straordinaria, così come la sua abilità narrativa. Riesce a costruire un mondo che, pur affrontando temi e visioni ampiamente frequentati nella letteratura e nel fumetto, assumono una forma personale e originale. David B. utilizza i canoni e le convenzioni del genere, ma li modella secondo la propria sensibilità, dando vita a un’interpretazione davvero innovativa.

In conclusione, il giudizio su quest’opera è senza dubbio più che positivo. Le aspettative che avevo all’inizio sono state non solo confermate, ma ampiamente superate: considero questo fumetto tra le migliori pubblicazioni dell’anno e, più in generale, una delle letture più significative da quando abbiamo aperto questa pagina.

Dal punto di vista emotivo, l’opera coinvolge profondamente: permette di immedesimarsi nella protagonista, Marie, e accompagna il lettore lungo tutto il suo percorso con grande intensità. In definitiva, Signor Civetta è un fumetto di altissima qualità, una lettura che consigliamo senza esitazione.

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