Fumetti Italiani,  Manga & Manhwa

Strane Bestie – Danilo Manzi x In Your Face Comix

“Accadono diverse stranezze a Scianaigi. Ma quando il sole tramonta è come se non fosse successo niente.”

Strane Bestie è l’ultima opera scritta e disegnata da Danilo Manzi ed edita da In Your Face Comix realtà editoriale a cui dedicheremo questo ed altri post in futuro.

Iniziamo col dire che il volume è assolutamente ben curato: dalla copertina alla gallery finale, passando per la prefazione di Danilo “Eroguriel” Tucceri. Già dall’introduzione, si può notare la cura e lo studio che si celano dietro la gestione della Collana YAMI, di cui Strane Bestie fa parte. È stato anche molto curioso venire a conoscenza delle influenze artistiche di Danilo Manzi, tra cui il pittore Georges Seurat, “il padre del puntinismo” e il mangaka Shūzō Oshimi.

Strane Bestie è un fumetto per adulti estremamente interessante, tanto per l’arte che per i contenuti. Ci troviamo di fronte ad un fatto di cronaca, un atto di violenza, illustrato nei particolari, dall’ “involontario e inconsapevole” inizio alla sua feroce conclusione. I protagonisti e carnefici della storia sono giovani adolescenti, il cui passato viene approfondito da intensi flashback che si intervallano durante il racconto. Dando peso alle esperienze e ai pensieri dei due, si crea un costrutto narrativo-psicologico che ben sostiene il mero atto di violenza; la narrazione è tutt’altro che superficiale e può suscitare nel lettore diverse sensazioni e riflessioni.

Ma se da un lato abbiamo la storia, dall’altra lo stile adottato da Danilo: non ci sono colori, solo utilizzo di un crudo bianco-nero che si adatta perfettamente ai toni del racconto. Le sfumature di grigio, il gioco di angolazioni e primi piani su sfondi bianchissimi o scurissimi, il tratto tanto deciso quanto nervoso in certi pannelli, i personaggi disegnati come kaijū (mostri) antropomorfi: tutti gli elementi artistici contribuiscono a creare un’atmosfera psicologicamente claustrofobica, malata e inquietante.

Strane Bestie è questo: la storia di cronaca che non vorremmo ascoltare in tv, ma che, seppur ignorata, è tanto reale quanto tristemente emblematica di una società ferita e sempre pronta ad esplodere.

La gallery firmata da Danilo (all’interno dell’opera) contiene, tra le tante, un’immagine che recita “I think my adolescent years were typical. I became obsessed with death and violence and suffering“. Una frase forte e spiazzante, rappresentativa non solo della storia narrata, ma dell’adolescenza di tant* ragazz*, di qualsiasi generazione.

La tua fonte vaga di fumetti!

Lascia una risposta