Garuda, l’esordio fantastico di Mailys Vallade
Introduzione Nata come allestitrice scenografica, l’autrice di Amélie et la mètaphysique des tubes (in italiano La piccola Amelie) esordisce con un cortometraggio che fa dell’animazione una forte componente underground. Garuda è lo specchio di un sogno, della libertà individuale, traducendo il riflesso naturale in matrice immaginifica. Il film emerge metodicamente in veste emotiva, benché integra e legata al cambiamento ramificato. Una poetica che aleggia tra sogno e cambiamento identitario. Retrospettive lavorative Nel periodo antecedente all’animazione e di conseguenza al cinema, Mailys Vallade stabilisce i primi contatti lavorativi grazie al padre, fornendole una prima esperienza con le scenografie tridimensionali e relazionando principalmente con gli animatronics. Al netto di una collocazione lavorativa…



