
Tatsuki Fujimoto – Oltre Chainsaw Man
Tatsuki Fujimoto, conosciuto al mondo come l’autore di Chainsaw Man, è uno degli artisti più particolari ed impattanti degli ultimi anni.
Come le sue opere, anche la carriera risulta inconsueta: se la maggior parte dei mangaka inizia come assistente di autori più noti, Fujimoto, al contrario, iniziò fin da subito a creare i suoi one-shot in solitaria per puntare alla pubblicazione. La tattica funzionò: nel 2016, a 23 anni, iniziò la sua prima serie manga, Fire Punch, che, a parer mio, dimostra più chiaramente l’approccio insolito e atipico dell’autore nei confronti dei personaggi e della trama.
Il fatto curioso è che alcuni mangaka, oggi molto famosi, iniziarono proprio come assistenti di Fujimoto su Fire Punch: parliamo di Yuji Kaku (Hell’s Paradise), Tatsuya Endo (Spy X Family) e Tatsu Yukinobu (Dandadan).
Tornando a parlare di one-shot, questi vengono solitamente impiegati per motivi promozionali o per iniziare la propria carriera; eppure, Fujimoto, anche dopo Fire Punch e Chainsaw Man, continua a scrivere e pubblicare one-shot per sperimentare nuovi stili (sia dal punto di vista della regia che della narrazione) e per esprimere tutto ciò che realmente desidera, toccando temi ed argomento particolari e profondi, che difficilmente potrebbe fare nelle opere serializzate.
Sono due esempi Look Back (2021) e Goodbye Erin (2022), pubblicati tra una pausa e l’altra di Chainsaw Man, per sottolineare la sua vena artistica incontenibile.
Non mi soffermerò sulle trame (come nostro solito), ma vi invito calorosamente ad esplorare le diverse opere di Fujimoto e le mille sfaccettature di questo artista, senza fermarsi a Chainsaw Man che, personalmente, ritengo la sua opera “più shonen” ad oggi, indirizzata proprio al grande pubblico, a differenza di Look Back e Goodbye Erin, più intime e sperimentali.
Fujimoto è un grande appassionato di cinema e i riferimenti ai film sono ovunque nelle sue opere, divenendo a volte temi portanti e caratterizzanti. Il concetto di Chainsaw Man è ispirato a Non aprire quella porta, il classico horror americano, mentre la motivazione del “villain” di Fire Punch (ambientato in una distopia totalitaria) è quella di “creare una civiltà sviluppatasi esattamente allo stesso punto dell’epoca in cui è stato creato Star Wars“.
La tua fonte vaga di fumetti!


















