
The End of Evangelion
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In occasione di questo traguardo, dedicheremo la settimana a Neon Genesis Evangelion di Hideaki Anno! Oggi parleremo di The End of Evangelion, lungometraggio che concluse il filone narrativo della serie.
Dunque, Neon Genesis Evangelion ha appena terminato la messa in onda, i fan sono delusi e perplessi. Hideaki Anno, dall’emotività già fortemente vulnerabile, deve fare i conti con delle reazioni feroci e inaspettate. Per la Gainax, Evangelion è un progetto fallito.
Eppure, le notizie sul finale travagliato alimentano un caso nazionale, che accresce la popolarità della serie. E così, si riaccende l’entusiasmo attorno a Evangelion, tanto da spingere la Gainax a produrre un lungometraggio che concludesse la trama: The End of Evangelion.
Tuttavia, a seguito delle critiche ricevute, Anno sperimentò un forte senso di inettitudine, tanto da tentare il suicidio in un paio di occasioni. Oltre a ciò, non esisteva uno storyboard, né tantomeno un’idea, su come concludere la storia.
Con queste premesse, iniziarono i lavori per la scrittura del soggetto. Anno si rese disponibile ad ascoltare tutte le proposte dello staff, per lo più incentrate su un film prettamente narrativo. Alla fine, Anno optò per una storia che viaggiasse sulla scia degli ultimi due episodi, mostrando gli eventi apocalittici che accaddero contestualmente al viaggio introspettivo di Shinji.
Poco prima della sua uscita, esattamente il 15 marzo 1997, The End of Evangelion fu anticipato da un altro lungometraggio, Death and Rebirth, allo scopo di riassumere i primi 24 episodi della serie, utilizzando una sequenza tematica per ciascun personaggio, piuttosto che mostrando gli eventi cronologici. All’interno del film si trovano anche delle scene inedite, ovvero la sequenza del quartetto d’archi da parte dei children, più un breve estratto di quello che sarebbe stato l’inizio di The End of Evangelion.
Il film fu poi distribuito nelle sale giapponesi dal 19 luglio del 1997, raccogliendo un successo clamoroso. Tuttavia, la sensazione di molti fu che gli eventi drammatici e il finale angosciante fossero una vendetta da parte di Anno verso il pubblico, il quale invece replicò che non c’era mai stata l’intenzione di scrivere un lieto fine. Inoltre, le tanto agognate risposte ai numerosi quesiti non furono mai fornite, se non parzialmente o in maniera implicita.
Anno rimase fedele alle sue idee, al messaggio che voleva trasmettere. Così come per la serie, The End of Evangelion fu un’opera criptica e ricca di simbolismo. E infatti, lo stesso Anno dichiarò: “Non aspettatevi di ricevere risposte da qualcun altro. Non aspettatevi di essere assecondati sempre. Tutti dobbiamo trovare le nostre risposte.”
Piccola curiosità: Così come per tanti elementi di trama e doppiaggio, anche la battuta finale a chiusura di The End of Evangelion fu il risultato di un’improvvisazione. Inizialmente, la battuta nel copione era “Non ho proprio intenzione di farmi uccidere da uno come te!”. Tuttavia, Anno, non soddisfatto del risultato, chiese a Yuko Miyamura (doppiatrice di Asuka) di esprimere la propria reazione se si trovasse un estraneo nel suo letto, nell’atto di masturbarsi (riferimento alla scena dell’ospedale con Shinji). La risposta fu immediata: “Che schifo!” e, naturalmente, venne inserita in copione.
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