Comics Americani,  Graphic Novel

The One Hand & The Six Fingers

La recensione di oggi è dedicata a due graphic novel: The One Hand scritta da Ram V, disegnata da Laurence Campbell e colorata da Lee Roughridge, e The Six Fingers, scritta da Dan Watters, disegnata da Sumit Kumar e colorata sempre da Lee Roughridge. Laurence Campbell ha lavorato ad entrambe le cover. I due volumi sono stati tradotti e distribuiti in Italia da Saldapress a fine aprile in un comodo e bellissimo cofanetto, con immagine curata da Alvaro Martinez. Le serie furono pubblicate da Image Comics in USA durante il 2024, ed entrambe si sviluppano in cinque capitoli.

I due fumetti sono in realtà un dittico: condividono lo stesso universo narrativo, ma intrecciato in maniera speculare. I due volumi sono autoconclusivi, funzionali singolarmente, ma fra loro complementari, rappresentando due facce della stessa medaglia. In entrambe le graphic novel, “L’Assassino con una mano” è tornato, nonostante siano stati arrestati già due differenti colpevoli. In The One Hand vivremo la storia dal punto di vista di Ari Nasser, il detective, ormai prossimo alla pensione e che ha seguito i precedenti casi. In The Six Fingers assisteremo alla storia di Johannes Vale, aspirante archeologo e attuale killer ricercato.

Ciò che mi aspettavo era un classico fumetto noir, con al centro un’intricata indagine alla ricerca del colpevole. Le previsioni erano più o meno corrette, in quanto il racconto va decisamente oltre, rilevando una dinamica narrativa più complessa. Le due storie condividono un mistero affrontato da due differenti prospettive, e la trama sfocia in considerevoli riflessioni filosofiche ed esistenziali.

La storia è ambientata in Neo Novena, città futuristica che, per peculiarità, rievoca immediatamente le atmosfere di Blade Runner: pioggia, luminosità artificiale e tecnologie avanzate. Il limite tra esseri umani e androidi (qui chiamati Cog, traducibile in “ingranaggi”, scelta non casuale) è più che sottile che mai, tanto nella consapevolezza di sé quanto nei rapporti con gli altri. Basti pensare che la relazione affettiva tra il detective Nasser e un robot umanoide ha un ruolo centrale in The One Hand, e la stessa androide sarà presente anche in The Six Fingers.

Non entreremo nei dettagli del racconto, per non svelare informazioni legate all’indagine e privare così di senso la lettura dei due fumetti. È sufficiente affermare che, dal mio punto di vista vago, sono due gli aspetti da evidenziare:

  • I due volumi devono essere letti insieme per un’esperienza completa, e per apprezzare quanto le conseguenze delle singole azioni dei protagonisti abbiano ripercussioni sulla storia dell’altro. Leggendo entrambi i volumi in concomitanza, alternando i capitoli dei due fumetti, si ha una visione completa di quanto stia succedendo in città e, soprattutto, dei pensieri e della volontà dei due protagonisti (il killer e il detective). Le singole storie sono intrecciate fin dal primo capitolo, e confluiranno in un finale comune. È stimolante di per sé assistere agli eventi da due punti di vista diametralmente opposti, e l’alto tasso di mistero legato all’indagine (l’enigma dietro agli omicidi e ai simboli) contribuisce a spingere il lettore a completare la lettura. È impossibile non sottolineare il lavoro dei co-creatori Ram V e Dan Watters, impegnati in una doppia narrazione unica che lega intrinsecamente ciascun capitolo delle due graphic novel.
  • Gli autori aspiravano ad un dittico ambizioso che viaggiasse tra noir e sci-fi, che non si limitasse ad un’indagine investigativa fine a sé stessa. La storia parte sì da una serie di omicidi e sulla volontà di arrestare il colpevole, ma il fulcro si sposta su riflessioni introspettive di ampio respiro: il significato di essere vivi e veri in un mondo in cui realtà ed illusione, intelligenze artificiali e umani, sono indistinguibili l’uno dall’altro. Da un contesto noir, si naviga in tematiche che è possibile ritrovare, in diverse sfaccettature, in altre opere sia fumettistiche (Ghost in the Shell) che video-ludiche (Detroit Become Human, gioco di Quantic Dream che straconsiglio). Cosa si nasconde dietro quella sequenza di simboli? Quanto è flebile ed ingannevole il concetto di verità? Siamo consapevoli di noi stessi e sicuri di non essere cogs/ingranaggi senza libero arbitrio? I due protagonisti metteranno in dubbio la propria intera esistenza, in bilico tra il conforto della beata ignoranza e il desiderio di un significato più profondo. La scoperta di una verità che coinvolge ogni cittadino e cog di Neo Novena.

Se amanti del genere e curiosi di leggere un dittico fumettistico, The One Hand e The Six Fingers sono assolutamente consigliati. Una particolare esperienza di lettura, che mi ha piacevolmente sorpreso andando oltre le aspettative.

Ultima nota: i due volumi sono stati disegnati da due differenti artisti. In The One Hand, che ripercorre la storia del Nasser, Laurence Campbell e Lee Roughridge si adattano perfettamente all’atmosfera investigativa-noir e all’animo irrequieto e chiuso del detective. Alcune splash-page sono magnifiche, e si nota un ampio uso di ombre e silhouette. Un tratto sporco e una palette scura che si contrappone a The Six Fingers, disegnato da Sumit Kumar e colorato sempre da Lee Roughridge. Oltre al tratto più leggero, ad un’attenzione particolare ad espressioni e scene di movimento, si vive un continuo gioco tra le ore diurne e lucide di Vale, con tavole colorate ed accese, e i momenti in cui diventa l’Assassino della Mano, dove la tavolozza dei colori torna su tonalità scure. Le scene di violenza non mancano in entrambi, rendendo l’opera tanto per temi che per immagini adatta ad un pubblico adulto.

Entrambi hanno lo stesso difetto fatale. […]. Sono due facce della stessa medaglia.” (Dan Watters in riferimento ai due protagonisti).

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