
Transmetropolitan di Warren Ellis e Darick Robertson
Introduzione
Panini Comics, con l’Anteprima n. 413, ha annunciato la pubblicazione di una nuova edizione di Transmetropolitan, la celebre serie a fumetti scritta da Warren Ellis e disegnata da Darick Robertson (autore anche di The Boys).
Il primo volume è atteso per questo mese, una notizia che ha entusiasmato molti appassionati (insieme all’annuncio di Shigurui). Ma cosa rende l’uscita di Transmetropolitan tanto attesa? Vagamente perché si tratta di una delle saghe più irriverenti, politiche e satiriche che si possano trovare nel panorama del fumetto mainstream americano moderno.
La serie è stata pubblicata dal 1997 al 2002 da Vertigo Comics, l’etichetta ideale per accogliere i toni forti e maturi di Transmetropolitan. Nei suoi 60 numeri complessivi, Warren Ellis e Darick Robertson danno vita a una distopia futuristica che affronta temi come la manipolazione dei media, la corruzione politica, l’alienazione e la miseria sociale.


Il giornalismo d’assalto di Spider Jerusalem
Il cuore pulsante della serie è il protagonista, Spider Jerusalem, giornalista d’assalto che, dopo anni di auto-esilio, fa ritorno nella sua infernale metropoli ipertecnologica. La missione di Spider, oltre a placare la propria tossicodipendenza (utile per “mantenere vivo il suo interesse per il mondo, come Sherlck Holmes”), è quella di esercitare con integrità il proprio mestiere: smascherare le bugie, denunciare la corruzione e difendere con ogni mezzo la libertà d’espressione. Il giornalismo investigativo e affettivo, che dà importanza al mondo di cui scrive, non rimanendo distaccato, freddo e imparziale.
Una battaglia per la verità in una società narcotizzata da tecnologie, droghe e paure, sorvegliata e manovrata da media e politici corrotti e senza scrupoli. Spider diventa così un anti-eroe, un personaggio memorabile simbolo della resistenza contro la disinformazione e la disonestà, per cui è impossibile non fare il tifo nonostante il carattere estremo.


La distopia e la satira sociale e politica
Attorno a Spider, prende vita il micro-cosmo costruito da Warren Ellis, popolato da innumerevoli personaggi: dai compagni di viaggio di Spider (il redattore capo Royce, e le sue due assistenti, Channon e Yelena) ai milioni di cittadini che popolano la città, con le loro ossessioni, dipendenze e drammi sociali, familiari ed economici. Per non parlare delle figure che affollano il mondo politico di Transmetropolitan, tra cui spicca il principale antagonista, il presidente Callahan “The Smiler”, l’incarnazione della corruzione e della deriva politica contemporanea.
Lo sceneggiatore, inoltre, gioca ad anticipare ed ironizzare su dinamiche dell’era digitale. Nel fumetto si parla di transenzienza (il diritto di cambiare la propria razza) e di questione mutagenica, di pistole distruggi budella e spot pubblicitari che invadono i sogni, di nebule umane e scaricamenti celebrali, e tanto altro ancora. Ogni elemento contribuisce a rendere la serie uno specchio futuristico e disturbante della nostra società, dove ogni personaggio, dal più grande al più piccolo, alimenta la satira sociale e politica di Warren Ellis.
E se il copione è tanto intenso, il contributo di Darick Robertson non è da meno: il suo talento dà letteralmente vita alla città di Transmetropolitan. Le tavole sono un vortice di personaggi eccentrici, insegne luminose, pubblicità invasive, architetture e tecnologie visionarie. Robertson riesce a restituire non solo la frenesia e il disordine della metropoli, ma anche le distorsioni percettive generate da droghe, allucinazioni e dispositivi futuristici. Il suo stile ricco e deciso trascina il lettore nel caos e nella decadenza urbana della metropoli.


Conclusioni
Transmetropolitan è un fumetto indubbiamente volgare ed estremo, che diverte e intrattiene tantissimo. Ma non fate l’errore di sottovalutarlo.
La serie creata da Warren Ellis e Darick Robertson è potente e provocatoria, e affronta con lucidità e umorismo problematiche tipiche del nostro presente, come la disinformazione e la corruzione politica e sociale. I due hanno dato vita ad una metropoli distopica che riflette inquietanti analogie con la società odierna. E l’hanno fatto nel modo più sporco ed esagerato che potevano.
Insieme a Scalped, una delle mie serie Vertigo preferite.
“Mi addormenterò presto, e spero per l’inferno che il mondo non sembri così dannatamente frantumato quando mi sveglierò. Detto questo, spero di svegliarmi e di trovare la metà di questa città suicidatasi in mio onore”. “Queste sono le nuove strade della città. Dove la nuova feccia cerca di vivere. Tu e io. E qui, in queste strade, ci sono le cose che vogliamo: sesso e nascita, voti e tratti somatici. Soldi e colpa, televisione e orsacchiotti. Ma tutto quello che abbiamo in realtà siamo noi stessi. Decidi tu cosa significa”. – Spider Jerusalem.


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