
UFFA Fumetti – Nel mondo delle autoproduzioni
Introduzione
Nel mondo delle autoproduzioni non è raro assistere alla nascita di collettivi di fumettist*, realtà che emergono per le ragioni più varie: dall’amicizia che lega i componenti, alla volontà di sostenersi a vicenda, sia moralmente che economicamente. L’avvento di Internet, con la sua facilità di comunicazione e condivisione, ha senza dubbio contribuito alla diffusione di queste collaborazioni; tuttavia, l’ambiente universitario continua a dimostrarsi un terreno fertile per la nascita di nuovi gruppi di artist*.
È proprio in questo contesto che ha preso vita anche UFFA Fumetti, i protagonisti di questo articolo.
Loro si descrivono come cinque individui che “tra disegnini e troppi caffè amari, un giorno hanno proprio detto UFFA!! Ora facciamo fumetti. Si incontrano all’Accademia di Belle Arti dell’Aquila e si mettono in gioco con le loro prime autoproduzioni nel 2025. Poi sono arrivati cowboy, youtuber, strane sette religiose… è un casino totale, qualcuno li faccia annoiare di nuovo vi prego”.
Noi abbiamo avuto l’occasione di acquistare e leggere tre loro fumetti, che approfondiremo in ordine vago.
Maledetto West – Nicolò Golia
Maledetto West è un’autoproduzione di Nicolò Golia.


Il fumetto si compone di tre mini-storie – Maledetto West, Per un pugno di parole e Il figlio del prete – accomunate dalla presenza di Buck e della sua banda: Leonard, Enk e Richard, quattro cowboy dai tratti caricaturali e inconfondibili. Nicolò Golia attinge ai riferimenti e ai cliché del genere western per stravolgerli con storie paradossali e imprevedibili, dando così vita a un West inedito e reinterpretato con ironia e leggerezza. Il risultato è un fumetto che diverte e si fa leggere con piacere. Anche lo stile adottato, caratterizzato da un linguaggio diretto e da un tratto cartoonesco, risulta in perfetta sintonia con l’atmosfera scanzonata e i contenuti umoristici della narrazione.
Con Maledetto West, Buck (“senza S”) e i suoi cowboy, Nicolò Golia ha tra le mani un universo narrativo di straordinaria versatilità e dalle potenzialità notevoli, capace di offrire un’infinità di storie e di adattarsi sia a un pubblico adulto che a lettori più giovani. Il fascino intramontabile del selvaggio West non dovrebbe mai passare di moda!
Infine, è importante sottolineare che l’autoproduzione si conclude con una raccolta di reinterpretazioni/tributi realizzati da divers* artist*: Federico Battisti, Arianna Ricci, Leonardo Paolucci, Lorenzo Bigi, Martina Battini, Nicola Verreschi, Alessia Pagano e Emanuele Barone, Matteo Benincasa, Andrea di Gennaro, Antonio Merolese, Susanna Damato.


Disturbia – Susanna Damato
Disturbia è un fumetto di Susanna Damato, pubblicato da CasaMia Editore a Barletta.


I protagonisti della storia sono Chiara e Giovanni, due ragazzi che si cimentano nella realizzazione di un video all’interno di una casa infestata (“Solo i più grandi ghost hunter di tutta YouTube Italia potevano esplorarla”). La narrazione, proprio come nei film horror, si sviluppa in modo graduale per permettere alla suspence di intensificarsi pagina dopo pagina. Senza entrare nei dettagli della trama, possiamo sottolineare da subito l’affascinante gioco di contrasti tra stilizzazione e realismo: i personaggi, caratterizzati da uno stile marcatamente caricaturale, risaltano in modo vivido rispetto agli ambienti che li accolgono, quest’ultimi raffigurati con realismo e con cura particolare nel tratteggio.
Disturbia si distingue però per una scelta stilistica singolare e ben studiata: nelle pagine iniziali del racconto, l’azione si sviluppa esclusivamente sulla pagina di destra, mentre quella di sinistra rimane volutamente bianca. Il lettore ha quindi la sensazione di osservare gli eventi solo attraverso l’obiettivo della videocamera brandita da Giovanni. Quando il racconto giunge a metà, l’ingresso di una seconda telecamera introduce un cambio di prospettiva: da quel momento, la narrazione si sdoppia e si articola parallelamente sulle due pagine affiancate, ciascuna rappresentante lo sguardo di una delle telecamere. Il lettore, così, è invitato a vivere la storia unicamente attraverso ciò che le telecamere riescono a catturare, in un’esperienza di lettura immersiva e quasi voyeuristica (un’avventura da “video YouTube”). Una scelta narrativa che non solo amplifica la tensione e il coinvolgimento, ma rende la lettura dinamica e innovativa. A rafforzare ulteriormente questa trovata contribuisce il formato compatto di Disturbia (14,5×10,5 cm), che richiama le proporzioni di uno schermo.
P.S. In realtà, c’è un altro elemento da evidenziare: la scelta ironica di svelare il finale non nel fumetto, ma sulla copertina posteriore. Una trovata che aggiunge un ulteriore tocco di originalità all’opera.


RIOT – Tumefatto
RIOT è un’autoproduzione di Tumefatto, pubblicata nell’agosto 2025.


La trama ruota attorno a un giovane prete, chiamato a sostituire un collega più anziano alla guida di una chiesa. Ben presto però, il nuovo arrivato si trova a fare i conti con l’inquietante luogo, e con il segreto custodito tra le sue mura: un’oscura presenza che può esser arginata solo con un sacrificio. Un personaggio intrappolato in un percorso tormentato e sospeso tra fede e dannazione. Tumefatto esplora così con stile personale quel connubio tra religione e mistero, che da sempre esercita un fascino particolare. Vi dice qualcosa la vergine di Norimberga?
Da un punto di vista stilistico, RIOT si distingue per un’impronta più “classica” rispetto agli altri recensiti in questo articolo. Ciò si manifesta soprattutto nell’accuratezza dei primi piani, nel netto contrasto bianco/nero (su cartoncino ingiallito), e nell’approccio realistico, che contribuisce a rendere le atmosfere ancora più intense. Merita una menzione speciale l’utilizzo del lettering: in alcune scene, le parole diventano protagoniste delle tavole, invadendo lo spazio visivo. Il testo diventa elemento vivo della narrazione, contribuendo alla costruzione emotiva e all’intensità del racconto.


Conclusioni
Tre fumetti, ciascuno unico nel suo genere: dal western ironico e spiazzante di Maledetto West, alle suggestive inquadrature di Disturbia ambientate tra le mura di una casa infestata, fino alle atmosfere religiose ed oscure di RIOT. Ogni titolo si distingue per uno stile narrativo e visivo ben definito. Ed è questa forte identità, unita alla varietà delle proposte, a rendere il collettivo UFFA e i suoi membri una realtà da seguire con interesse!
E, per concludere, una piccola anticipazione: tra i progetti futuri, UFFA Fumetti vorrebbe realizzare un albo antologico che coinvolga tutti i suoi membri, ciascuno chiamato a interpretare uno stesso tema secondo una visione personale. Già per i fumetti recensiti in questo articolo, la tematica comune era il paranormale (in Maledetto West è la storia de Il figlio del prete). Naturalmente, oltre alle attività condivise del collettivo, ogni autore e autrice continuerà a portare avanti il proprio percorso personale da autori singoli.
La tua fonte vaga di fumetti!


