Autoproduzioni,  Fumetti Italiani

Verderame di Taddei e Canestrari (Sputnik Press)

Verderame è l’ultima attesissima uscita di Sputnik Press, una delle realtà più affascinanti del panorama editoriale indipendente italiano. Frutto della penna affilata di Marco Taddei e delle tavole evocative di Samuele Canestrari – coppia già rodata nel disturbante Il Battesimo del Porco – questo libro si rivela un’opera torbida, enigmatica e surreale, tanto nel racconto quanto nel tratto.

La vicenda si svolge in un mondo cupo e spoglio, impregnato di un’atmosfera stagnante e malsana. È un luogo desolato e oppressivo, ridotto all’osso, dove seguiamo l’esilio amaro di un bracco nero, invecchiato e consunto. E come lui, anche noi lettori ci ritroviamo a vagare spaesati tra le pagine, confusi, a testa bassa e con la coda tra le gambe. Non è un viaggio gioioso né illuminante: sul nostro cammino solo poche tappe, tra cui qualche casa fatiscente, una distesa di alberi in putrefazione, un bar popolato da creature deformi e mutilate, chimere imperfette che sembrano gli ultimi superstiti di un mondo alla deriva.

Man mano che si procede nella lettura, diventa evidente come ogni dettaglio di Verderame sia attraversato da un inatteso respiro fantascientifico, filtrato però attraverso una lente tutta italiana. È infatti una periferia del centro-nord a fare da scenario: un contesto riconoscibile, familiare, ma che qui assume tratti allucinati e distorti, sospesi in un tempo che potrebbe essere tra cento anni o centomila. Un altrove mai abbastanza lontano da farci dimenticare la natura spettrale e perturbante di certe periferie.

Sfogliare Verderame è come scrutare dentro uno specchio imbrattato: intravediamo a fatica un futuro tanto atroce quanto ineluttabile. Ogni pagina si accompagna a un nodo in gola, ogni svolta a un colpo di deglutizione isterica, ogni chiusura a una notte di sogni apocalittici. Segno che il colpo è andato a segno, e lo si deve alla potenza visionaria dei suoi autori.

Marco Taddei si conferma come una delle voci più originali e ispirate del fumetto italiano contemporaneo. Con titoli come Anubi, La quarta guerra mondiale, Malanotte e HPL – Una vita di Lovecraft, il suo percorso creativo è tra i più coerenti e sorprendenti. “Scrive e riscrive la stessa storia da mille anni”, ma riesce ogni volta a reinventarla con uno stile che muta senza mai perdere la propria identità.

Al suo fianco torna Samuele Canestrari, classe ’96, che dopo l’esordio dirompente con Gli uominicane non hanno la coda ha saputo consolidare il suo talento con opere come Mosto e Un corpo smembrato. La sua matita, o meglio la sua grafite, si conferma un’arma affilatissima, capace di colpire al cuore del lettore con precisione chirurgica.

Parafrasando un altro baffuto genio, oltre a quello che popola questo libro, Verderame è come un paracadute: se ti soffermi troppo su cosa stia davvero succedendo, rischi di sfracellarti al suolo.

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