
Vinland Saga – Ripercorrendo tutti gli archi narrativi
Introduzione
Con l’inizio della primavera e l’avvicinarsi del Napoli Comicon – in cui sarebbe stato presente l’autore come ospite d’eccezione – mi ero dato l’impegno di recuperare Vinland Saga di Makoto Yukimura, pubblicato da Kodansha e serializzato da aprile 2005 fino a ottobre 2005 su Weekly Shōnen Magazine, per poi passare su Monthly Afternoon da dicembre 2005 fino alla sua conclusione nel luglio 2025. Purtroppo, completare la lettura di tutto il manga entro il Comicon non è stato possibile, ma gli ultimi due archi narrativi hanno costituito il mio recupero vago dell’estate.
Arrivato alla fine di questo viaggio, non posso che confermare i pareri e le sensazioni di cui ho sempre letto a proposito di questo manga, che rappresenta senza dubbio una delle opere – non solo giapponesi – più importanti in assoluto di questo primo quarto di secolo. Una storia in cui l’autore, a differenza della sua opera precedente (Planetes), si è voluto prendere tutto il tempo necessario per veicolare il suo messaggio, che assume forse i connotati di una domanda esistenziale: quale e quanto spazio può occupare il pacifismo in un mondo fatto di violenza e guerre?
Nel provare a rispondere a questa domanda, Yukimura ha adottato prima di tutto delle scelte che gli permettessero di creare un contrasto fortissimo proprio tra questi due opposti. E infatti, nella sua opera ritroviamo un popolo e un’epoca storica che, nell’immaginario collettivo, rappresentano uno degli esempi più lampanti di violenza e brutalità della storia. Stiamo parlando dei Vichinghi e del ruolo che, tra la fine del X e l’inizio dell’XI secolo, hanno giocato nelle guerre per il controllo dell’Inghilterra, dove una nuova fase dell’espansione danese aveva portato alla conquista di ampie porzioni del territorio inglese, soprattutto in coincidenza con le campagne di Sweyn I di Danimarca prima, e di suo figlio Canuto il Grande poi, entrambi presenti – con ruoli fondamentali – all’interno del manga.
Ritagliato il periodo storico, un’ulteriore scelta andava fatta per il protagonista di questa epopea, il quale ha subito anche un cambio decisivo su consiglio dell’editor di Yukimura. Se, almeno inizialmente, il personaggio principale di Thorfinn – tratto e fortemente romanzato dal vero Thorfinn Karlsefni, esploratore islandese – doveva essere uno schiavo, fu poi fatto diventare un ragazzo vichingo; anche se l’idea dello schiavo non verrà del tutto accantonata.
Senza entrare ulteriormente nel dettaglio della storia complessiva, in questo articolo vogliamo ripercorrere insieme – nel corso delle prossime settimane – le tappe fondamentali che hanno segnato l’intera produzione di Vinland Saga. Seppur non fosse un’idea prestabilita quella dei quattro archi narrativi che compongono l’opera, Yukimura aveva ben in mente fin dall’inizio che si sarebbe trattato di una storia molto lunga e che sarebbe dovuta iniziare in un determinato modo, per poi sviluppare progressivamente il percorso che avrebbe portato Thorfinn dal ciclo di violenza e vendetta personale fino all’ideale di una terra libera da guerre e schiavitù.
Parte I: Arco della Guerra (capitoli 1-54)
Si parte quindi dal primo arco narrativo, denominato Arco della Guerra (definito anche Prologo), che compone i primi 54 capitoli, per un totale di 8 volumi. La storia inizia in un villaggio in Islanda, abitato da contadini norreni. Tra questi contadini è presente la figura mite ma carismatica di Thors Snorresson, detto il Troll dei Jom, padre proprio di Thorfinn e figura principale di questa prima parte della storia. All’inizio, di Thors e del suo passato non sappiamo quasi nulla, ed è attraverso delle inaspettate rivelazioni sul suo personaggio e, successivamente, il nefasto incontro con Askeladd (co-protagonista e antieroe del primo arco narrativo) che Yukimura mette in moto la storia di vendetta di Thorfinn.
Infatti, per rendere ancora più incisivo, attraverso il contrasto, il messaggio pacifista che diventerà il nodo centrale dell’opera, Yukimura sceglie di porre Thorfinn, almeno inizialmente, nel punto diametralmente opposto rispetto all’ideale a cui arriverà: un protagonista completamente assoggettato alla violenza e consumato dal desiderio di vendetta per la morte dell’amato padre. Thorfinn si ritroverà quindi, per tale ragione, a seguire la feroce e sanguinaria compagnia capitanata da Askeladd, con la speranza di poterlo uccidere.
Proprio a causa di queste scelte narrative, che prepareranno il terreno per il ciclo successivo di redenzione di Thorfinn, Yukimura pone forte accento sul mondo delle campagne militari a cui prendevano parte i vichinghi in Inghilterra. Di conseguenza, questa prima parte del racconto risulta estremamente drammatica, violenta ed esplicita; senza che manchino momenti più leggeri e ironici, ma comunque non distaccandosi troppo da questi toni. Non siamo ancora in una fase di ripudio esplicito della guerra e della violenza, ma l’effetto indiretto – ma voluto – è quello di portare il lettore già a interrogarsi sull’insensatezza della guerra.
Durante questo arco narrativo, sono numerosi i personaggi che danno vita alla storia, tra chi sarà un punto di riferimento anche per gli avvenimenti successivi e chi, invece, avrà un ruolo soltanto durante questa fase. Tra loro, i più importanti risultano i già citati Thorfinn, Thorss e Askeladd, ma non mancano altre figure significative e degne di nota: Leif Eriksson il Fortunato, amico della famiglia di Thorfinn, navigatore ed esploratore da cui deriva la scoperta del Vinland; Thorkell, gigante danese considerato il combattente più forte tra i norreni, l’esempio più fulgido della smania di battaglia dei Vichinghi, nonché uno dei personaggi più riusciti di tutta la serie; Canuto, secondogenito di Re Sweyn di Danimarca (altra figura importante), principe estremamente pacato e insicuro, che in questa fase del racconto affronta una trasformazione che lo porterà poi a diventare tutt’altro tipo di personaggio nell’arco narrativo successivo.
Il primo arco è sicuramente quello più tragico dell’opera, ricco di una continua sequenza di eventi che rendono la storia davvero molto avvincente. In un certo senso, quello successivo risulterà ancora più forte e cruento, ma è in questo che la guerra si prende totalmente la scena del manga. In galleria, evitando spoiler troppo importanti (eccetto quello che mette in moto la storia di Thorfinn), abbiamo voluto raccogliere alcune delle scene più belle e fondamentali di questo inizio di storia. Proseguiremo la prossima volta con l’Arco degli Schiavi.
[Articolo in aggiornamento]
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