Classici,  Graphic Novel

Will Eisner – Il padre delle graphic novel

Contratto con Dio – Pt.1

Il 3 Gennaio 2005, ci lasciava William Erwin Eisner. Un’icona del settore fumettistico, fin dal suo debutto negli anni ’30. Otto decadi di carriera trascorsa a “combinare e perfezionare parole e immagini”. Il sogno di Eisner era quello di concepire il fumetto come forma letteraria, uno strumento di comunicazione unico, tanto intimo quanto collettivo. Un’idea assurda in quegli anni, ma quasi scontata oggi nel 2025.

Nel 1978, Eisner pubblicó Contratto con Dio: “incoraggiato dalle opere di sperimentatori come O. Nuckel, F. Masereel e L. Ward, mi cimentai in un lavoro impegnativo, che in parte riprendeva il loro esempio..lo chiamai ‘graphic novel’.”

L’opera sancì una nuova epoca per i fumetti e per le graphic novel: un fumetto letterario, una raccolta di quattro storie personali, tra invenzione ed elementi autobiografici, con protagonisti persone comuni e ambientate in un caseggiato nel Bronx. Mai prima di quel momento, “la vita e i drammi quotidiani delle case popolari negli anni ’30 e ’40 sono stati rappresentati con tale vividezza e vitalità”.

Un approccio teatrale, intimo ed innovativo per il settore fumettistico. Un’opera narrativa della lunghezza di un libro, ricca di elementi autobiografici, raccontata attraverso l’arte sequenziale: Contratto Con Dio era un progetto diverso da qualsiasi altra cosa apparsa in precedenza e che si contrapponeva completamente alla cultura fumettistica di quell’epoca (focalizzata su strisce satiriche e supereroi). Tanto che Eisner ebbe difficoltà nel trovare grandi editori disposti a pubblicare l’opera.

Ma per parlare di quest’opera, è obbligatorio riportare le parole di Eisner, scritte nel 2001: “la creazione di questa storia fu una pratica di agonia privata. La mia unica figlia, Alice, era morta dieci anni prima della pubblicazione di questo libro. Il mio cordoglio era ancora vivo. Avevo il cuore spezzato. Anzi, non riuscivo nemmeno a parlare della sua scomparsa. Avevo trasformato la figlia di Frimme Hersh <protagonista del primo racconto> in una “bambina adottata”. Ma il suo tormento era il mio, così come la sua polemica con Dio. Ho esorcizzato la mia rabbia sfogandomi con una divinità che ero convinto avesse violato la mia fede e privato la mia amata figlia di sedici anni della vita, proprio quando stava per sbocciare. É la prima volta in 34 anni che ne parlo apertamente”.
Solo pochissime persone/familiari, prima di allora, erano a conoscenza del lutto.

È impossibile illustrare l’uomo che era Will Eisner e quantificare l’impatto che ebbe la sua arte nel mondo del fumetto. J. Updike scrisse “Eisner non era soltanto un precursore rispetto ai suoi tempi, è il presente che è rimasto indietro rispetto a lui.”

Ultime note:
– Gli Eisner Awards, i premi più prestigiosi nell’industria fumettistica americana, sono chiamati così in onore di Will Eisner (1917-2005). Se oggi le graphic novel sono un’espressione d’arte così affermata e un genere sempre in maggiore espansione, lo dobbiamo alla passione, inventiva e forza d’animo di questo immenso autore.
– Specifichiamo che non fu Eisner a inventare il termine “romanzo grafico”, ma l’espressione acquisì un senso proprio quando l’associò al suo Contratto con Dio. Approfondiremo tanto altro nel secondo post dedicato all’artista!

The Spirit & Verso la Tempesta – Pt.2

Seconda parte dell’articolo dedicato a Will Eisner, leggenda, icona e pionere del settore fumettistico. Nato il 6 marzo 1917, debutta negli anni Trenta con l’epocale serie The Spirit, pubblicata come inserto sul giornale, e in parallelo con le origini dell’industria fumettistica americana.

The Spirit (1940-1952) aveva come protagonista un eroe mascherato che lottava contro il crimine, in una serie di storie appassionanti, divertenti, profonde e mature. Eisner diede sfoggio della propria inventiva, di uno stile grafico sofisticato e sperimentale, e di tecniche di narrazione del tutto nuove per quegli anni. L’impatto sul settore fu enorme.

Dopo la conclusione della serie, Eisner usò il fumetto per realizzare manuali d’istruzioni per soldati americani e libri a scopi didattici per bambini delle scuole elementari.

Nei suoi 80 anni di carriera, Eisner ha vissuto successi e fallimenti dell’industria fumettistica, compresa la campagna anti-fumetto dell’era McCarthy. Nonostante tutto, mantenne viva la propria passione, credendo nel fumetto come forma d’arte e di espressione introspettiva.

Come detto nella prima parte dedicata all’autore, per Eisner il linguaggio del fumetto poteva ambire a molto di più, e divenire una forma d’arte rispettata e sfruttata per la sua versatile e potenzialità.

Dopo Contratto con Dio, oggi vi parliamo di Verso la Tempesta, opera pubblicata nel 1991. Una nuova storia personale ed autobiografica, un racconto profondo che tocca temi importanti e radicati nella storia dell’umanità, come il razzismo.

Attraverso il viaggio in treno di un gruppo di soldati verso una base militare, ripercorriamo la storia di Willie e della sua famiglia. Un susseguirsi di flashback, che attraverso tre generazioni, ci rende partecipi di spaccati di vita così differenti, ma comuni. In questo viaggio tra ricordi ed epoche, alcuni elementi rimangono costanti: la guerra e il tema razziale. Eisner, di origine ebrea, mostra l’impatto che ha la questione religiosa nella vita lavorativa e personale dei vari personaggi (compreso sé stesso), e di come questa malattia sia radicata in qualsiasi comunità e diretta verso qualsiasi gruppo (vedi la discriminazione per italiani o irlandesi).

Anche dal punto visivo, Eisner confermò quanto fatto in Contratto con Dio: un’opera narrativa ricca di elementi autobiografici raccontata tramite l’arte sequenziale del fumetto, con uno stile cartoonesco ed un tratto scuro e deciso. L’impostazione delle vignette e lo stile impiegato erano una novità per quell’epoca.

Verso la Tempesta è dunque un’opera notevole, impegnata e non scontata; l’ennesima dimostrazione del valore di Eisner come artista.

Molti avranno notato la somiglianza tra la firma di Will Eisner e il logo Walt Disney.
La somiglianza tra i due loghi sembrerebbe una casualità e non frutto di imitazione. Una coincidenza legata allo stile grafico tipicamente adottato in quell’epoca per il lettering, con utilizzo di inchiostro e pennello. La firma originale di Walt Disney (in basso), fu “revisionata” da un suo collaboratore, per diventare il marchio conosciuto oggi.

La tua fonte vaga di fumetti!

Si specifica che la prima parte dell’articolo è stata redatta in data 3 Gennaio 2025; la seconda parte, il 5 Marzo.

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