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Letture vaghe e veloci – Parte 13

Prosegue la rubrica dedicata alle letture brevi, vaghe ma soprattutto veloci. Abbiamo deciso di dare finalmente spazio a tutti quei fumetti – fanzine, piccole antologie, albi spillati, volumetti manga – troppo brevi per ricevere una recensione tradizionale in un articolo intero.

La puntata di oggi è dedicata a due macrocategorie: autoproduzioni e manga!

L’Altro – Tempesta Elettrica

«In realtà nessun io, nemmeno il più ingenuo, è un’unità, bensì un mondo molto vario, un piccolo cielo stellato, un caos di forme, di gradi, di situazioni, di eredità e di possibilità». Tempesta Elettrica sceglie di inserire questa citazione di Herman Hesse nella postfazione di L’Altro, la sua prima autoproduzione realizzata nel 2025. Sul retro del fumetto compare anche la frase: «l’esplorazione dell’io e il confronto con l’impossibilità di definirci esseri unitari».

Il fumetto, di grandi dimensioni (30x21cm), si fa portavoce di questi temi: le tavole, ampie e caratterizzate da un tratto realistico e da un bianco e nero deciso, racchiudono in poche pagine la filosofia esistenzialista che vede l’essere umano come la somma di molteplici parti, spesso in conflitto tra loro. Un invito ad abbracciare la pluralità che ci abita, comprese le parti più oscure e dolorose.

Un elemento di particolare rilievo è il simbolismo che emerge dalle scelte di Tempesta Elettrica. Un esempio emblematico è proprio il cardo che si staglia solitario in copertina, stretto da una mano. Il cardo, pianta perenne e spinosa, assume molteplici significati: in Scozia è il fiore nazionale, simbolo di tenacia e resistenza, mentre nel linguaggio dei fiori rappresenta la solitudine e l’isolamento, ma anche e soprattutto la forza, l’orgoglio e la resilienza, grazie alla sua capacità di prosperare in ambienti ostili. Una scelta simbolica che accompagna il messaggio del fumetto.

Natural Born Kaiju 1 – Davide Vendetta & Max Pattarelli

A colpire subito è l’aspetto forse più curioso: avere tra le mani un’autoproduzione in stile manga, una proposta ancora piuttosto rara. Il fumetto è il primo volume di una serie scritta da Davide Vendetta e disegnata da Max Pattarelli. In un mondo impegnato a ricostruirsi dopo la Terza Guerra Mondiale, i Kaiju sono ormai una presenza stabile sulla Terra. Tra loro spicca Krave, il protagonista, che sembra agire con maggiore lucidità e consapevolezza, guidato dall’obiettivo di “conquistare il mondo” e sottomettere l’umanità. L’incontro con Monika, agente pubblicitaria, potrebbe però cambiare le sue prospettive.

La lettura restituisce chiaramente le coordinate tipiche del mondo manga: si intravedono, anche se in modo superficiale, influenze riconducibili a One (One Punch Man) e Tatsuki Fujimoto (Chainsaw Man). Dopo un inizio in medias res, accompagnato poi da uno spiegone introduttivo che fissa ambientazione e periodo storico, la parte centrale risulta più compassata. Il finale, invece, getta basi importanti per il prosieguo della storia ed è probabilmente il momento più interessante del volume. Krave si presenta quasi come un antagonista – o meglio, un anti-eroe – ma è facile immaginare che gli autori vogliano costruire attorno a lui un background più articolato. Resta da capire se, e come, Monika riuscirà a contenere il suo enorme potere.

Non ho mai incontrato qualcuno come me – Stefania D’Amato

Ho acquistato questo fumetto presso Titivil, laboratorio creativo e bookshop di Bologna. Si tratta della prima ristampa del 2024, realizzata da Enter Press, il progetto editoriale indipendente che nasce proprio all’interno di Titivil.

L’opera di Stefania D’Amato si apre con l’incipit: “A chi si riconosce e per un attimo non si conosce più”. Una frase che richiama l’intento che ha ispirato la creazione del fumetto e, al contempo, instaura subito un legame emotivo con il lettore.

I disegni si distinguono per uno stile volutamente infantile e fantasioso: le proporzioni tra oggetti, strutture e persone sono intenzionalmente approssimative e imprecise, come se fossero i primi esperimenti grafici di un bambino. Questa caratteristica emerge nelle linee, nell’impostazione generale e nei dettagli (mani, volti e piccoli particolari), che contribuiscono a creare un’atmosfera libera, priva di costrizioni e profondamente evocativa del mondo dell’infanzia.

La storia segue una giovane ragazza che intraprende un viaggio quasi mistico, popolato da personaggi eccentrici e immerso in ambientazioni naturali vivide e immaginifiche. La protagonista perde la memoria di chi sia, lasciando spazio all’idea di potersi trasformare in qualsiasi cosa: una margherita, una pietra, una centrifuga, o addirittura essere tutto contemporaneamente, librandosi libera nel cielo e abbracciando così una concezione di identità fluida e senza limiti.

Made in Abyss 14 – Akihito Tsukushi

A un anno di distanza dal volume precedente, prosegue il manga di Akihito Tsukushi, già approfondito in un nostro articolo. Dopo la saga del Villaggio dei Residui, continua l’avventura di Riko, Reg e Nanachi, a cui si è recentemente unita anche Faputa, ormai giunti al sesto strato dell’Abisso.

Questo nuovo capitolo conferma le sensazioni emerse nei due volumi precedenti: dopo il picco raggiunto con la saga passata, Tsukushi sembra faticare a ritrovare lo stesso livello di pathos. Il ritmo appare sempre più dilatato, le gag tendono a ripetersi e i nuovi personaggi, almeno per ora, non risultano particolarmente incisivi. Considerate le premesse, l’arrivo al sesto strato lasciava presagire qualcosa di più, anche se si ha l’impressione che l’autore stia conservando le carte migliori per il seguito.

Da segnalare, inoltre, l’introduzione “a parole” di un nuovo personaggio chiave, inserita in modo piuttosto frettoloso e senza il giusto impatto, smorzando quello che avrebbe potuto essere un momento di forte hype. L’auspicio è che la serie riprenda slancio già dal prossimo volume, per evitare che questa saga resti in una fase di stallo.

Becco – Gerardo D’Ambrosio

“Non era insolito, in passato, che lungo i sentieri del bosco spiriti e affini facessero scambi con gli uomini” (intro). Secondo fumetto acquistato da Titivil insieme a Non ho mai incontrato qualcuno come me.
La narrazione di Gerardo D’Ambrosio si sviluppa principalmente in due parti, ciascuna ambientata in un diverso arco temporale. Nella prima, il protagonista Giuseppe, quasi bambino, si imbatte in una figura femminile enigmatica durante il suo ritorno verso casa. La donna gli donerà una creatura insolita, simile a un uccello, che Giuseppe dovrà accudire da quel momento in poi, e a cui darà il nome di “Becco”.

La storia compie così un salto temporale di otto anni: Giuseppe, ormai adulto, incontra nuovamente la stessa donna. Questa volta non appare più scheletrica e malandata come in passato; al contrario, è in buona salute e si mostra disposta ad esaudire i desideri più profondi di Giuseppe. È davvero lei la strega dei boschi di cui si vocifera in paese? E quali conseguenze avrà lo scambio stretto tra Giuseppe e la misteriosa donna?

Le altre letture vaghe e veloci

Di seguito, i link per scoprire tutte le nostre letture vaghe e veloci:

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